ISSN 2283-7558

articolo

PREMESSA

Perché un secondo numero sui serramenti storici?

Il secondo numero di recuperoeconservazione_magazine dedicato ai serramenti storici nasce certamente dalla tanta attenzione suscitata lo scorso anno con la pubblicazione del primo numero – recmagazine161.

Se il tema allora era già di interesse perché non frequentemente affrontato e dibattuto, ancor più lo è oggi alla luce delle tante agevolazioni fiscali che nel 2021 hanno caratterizzato il settore edilizio in genere e che tanti risvolti hanno anche per l’edificato esistente, più o meno storicizzato. Alla questione squisitamente culturale si è ora prepotentemente affiancato un ulteriore elemento di allarme [...]


Il secondo numero di recuperoeconservazione_magazine dedicato ai serramenti storici nasce certamente dalla tanta attenzione suscitata lo scorso anno con la pubblicazione del primo numero – recmagazine161.

Se il tema allora era già di interesse perché non frequentemente affrontato e dibattuto, ancor più lo è oggi alla luce delle tante agevolazioni fiscali che nel 2021 hanno caratterizzato il settore edilizio in genere e che tanti risvolti hanno anche per l’edificato esistente, più o meno storicizzato. Alla questione squisitamente culturale si è ora prepotentemente affiancato un ulteriore elemento di allarme: edifici non sottoposti a specifici vincoli presentano nell’elemento serramento uno dei punti fragili a rischio di sostituzione senza alcuna valutazione ulteriore rispetto alla sola necessità di rispondere ai parametri normativi necessari ad accedere alle agevolazioni fiscali.

Porre nuovamente l’attenzione sui serramenti ci è sembrato quasi doveroso, così come abbiamo ritenuto importante ampliare l’attenzione oltre il serramento ligneo e l’edificio storico nell’accezione più semplice. Ecco che il secondo numero monografico si sofferma quindi anche su serramenti in ferro finestra e serramenti in alluminio e propone alcuni contributi sulla tipologia della facciata continua mettendo a confronto alcuni edifici produttivi del secondo Novecento (il restauro del moderno è un altro ambito di interesse per la nostra rivista), accomunati dall’essere il risultato dello studio di firme eccellenti tra i progettisti italiani dello scorso secolo.

Non per ultimo, la nostra selezione di contributi è stata guidata anche dalla volontà di colmare dal punto di vista regionalistico quanto presentato lo scorso anno, ponendo ora l’accento soprattutto su realizzazioni in cantiere, ciascuna con le proprie criticità ed i propri spesso inevitabili compromessi.

Buona lettura !  

                                                                  CF & CF