ISSN 2283-7558

Condividi su

In tema di Circolare 133, annullata

In tema di Circolare 133, annullata

Lettera aperta dalla Rete degli Specializzati

redazione
pubblicato il 25/11/2025

L'annullamento della Circolare 133 del 10 novembre in tema di ordinamento professionale del MiC trova il plauso dei tanti specializzati e specializzandi che hanno seguito un percorso formativo di terzo livello nella convinzione che la conoscenza sia indiscutibilmente necessaria per poter oprerare con competenza in un settore specialistico come quello dei beni culturali. La Community degli Architetti Specialisti in Beni Architetonici e del Paesaggio (> vedi QUI) ha scritto una Lettera aperta al Coordinamento Nazionale dei Direttori delle Scuole di Specializzazione nel settore della tutela, gestione e valorizzazione del Patrimonio Culturale e ai Direttori e Direttrice delle Scuole di Specializzazione, lettera che con piacere pubblichiamo di seguito. La lettera aperta è anche scaricabile al fondo della pagina.

  

Riconoscimento, tutela e valorizzazione del ruolo degli Architetti Specialisti in Beni Architettonici e del Paesaggio

Gentilissimi,
la complessa condizione dell‘architetto specialista in Italia, il suo mancato riconoscimento e la scarsa valorizzazione ha visto la necessità di unirci, seppure informalmente, nel febbraio 2020 costituendo la Rete degli Architetti Specialisti in Beni Architettonici e del Paesaggio, grazie all’idea spontanea di due specialiste formatesi presso l’Ateneo genovese.
La Rete è cresciuta in breve tempo in maniera esponenziale, anche attraverso la diffusione via social. In particolare, la Rete riunisce specialisti e specializzandi provenienti dalle diverse Scuole presenti sul territorio nazionale e provenienti da percorsi professionali eterogenei e diversificati, quali liberi professionisti, collaboratori d’impresa, funzionari del Ministero della Cultura, collaboratori universitari, funzionari della Pubblica Amministrazione, che si riconoscono nei seguenti principi condivisi:
 promuovere, valorizzare e tutelare in ogni ambito la figura professionale dell’architetto specialista, la sua dignità professionale e il suo ruolo nel nostro Paese;
 promuovere l’incontro e il dialogo tra gli architetti specialisti, in Italia e all’estero, al fine di implementare le proprie competenze e di favorire la cooperazione professionale degli stessi.
Il recente atto del Ministero della Cultura - seppur temporaneamente ritirato - è stato per noi motivo di grande sgomento. Precisamente, la Circolare n. 133 del 10 novembre 2025 - Decreto Direttoriale DG RUO n.1335 della stessa data, pubblicata sul sito del Ministero della Cultura, con cui si proponeva il nuovo ordinamento professionale del personale non dirigenziale del MiC.
L’intento da parte del MiC di eliminare di fatto i titoli post lauream di terzo livello - dottorato di ricerca, diplomi di specializzazione, master di II livello biennali o da 120 CFU, e altri percorsi di alta formazione equipollenti - come requisiti necessari per l’accesso ai ruoli di funzionario architetto, è per noi un ulteriore segnale di allarme.
Al contempo il nostro plauso va alle principali associazioni professionali e accademiche del settore che hanno risposto in maniera celere ed incisiva a questa circolare, denunciando il rischio di una “contraddizione normativa con effetti sconsiderati” rispetto all’impianto legislativo che regolamenta le professioni dei beni culturali.
Vorremmo condividere con voi la riflessione che nasce spontanea dalla lettura della circolare ministeriale: è ormai chiaro che esiste nel nostro Paese un grave vulnus sia di natura culturale che normativo, che rende la figura dell’architetto specialista - e le sue competenze in campo - marginale, vulnerabile, se non addirittura a rischio di eliminazione. Per questo riteniamo che l’attuale fase sia cruciale per consolidare il dialogo in primis con le Scuole, poi con le Istituzioni, al fine di collaborare insieme per ottenere il dovuto e necessario riconoscimento del nostro ruolo.
Da questa evidente e amara realtà nascono le nostre istanze e confidiamo che questo momento così delicato rappresenti l’occasione più opportuna per chiedere a voi Direttori di tutte le Scuole di Specializzazione - che ci hanno formati - di collaborare e di prendere una posizione chiara, autorevole e incisiva sul valore del nostro titolo.
Più nello specifico, in maniera consapevole e condivisa, vi chiediamo di riflettere e di cooperare con noi in merito alle seguenti questioni:
- sostegno nei tavoli di concertazione con il Ministero, affinché il riconoscimento delle nostre competenze  sia pieno e trasversale, non limitato ai soli ruoli di funzionario architetto del MiC, ma esteso anche a chi esercita la professione di architetto in regime esclusivo di libera professione e opera quotidianamente, nel pubblico e nel privato. Oltre a sottolineare quanto sia importante la figura dello specialista per il bene del patrimonio culturale, è oggi più che mai forte l’esigenza di riportare l’attenzione sul fatto che
gli specialisti che operano come liberi professionisti faticano a vedere riconosciuta l’utilità delle loro competenze e del loro titolo sia dalle Pubbliche Amministrazioni sia dagli Ordini professionali. I bandi che richiedono esplicitamente la figura dell’architetto specialista sono ormai rari e gli Ordini non distinguono tra gli architetti che hanno conseguito un’alta formazione specialistica nel settore della conservazione dei beni culturali e gli altri architetti che non la possiedono e che non hanno mai svolto attività sui beni culturali. Esigenza questa che dovrebbe essere ancora più sentita e doverosa nei bandi emanati dal Ministero della Cultura;
- diffusione da parte di tutte le Scuole - così come già stato fatto da alcune, tramite il sito istituzionale
- dell’elenco degli specialisti, delle loro tesi e dei relatori che li hanno seguiti;
- dialogo con il Ministero della Cultura in merito alla circolare emanata, in quanto, se dovesse essere riproposta con il medesimo contenuto, avrebbe come effetto una riduzione delle competenze, indebolendo il sistema di controllo, tutela, restauro e valorizzazione del patrimonio archeologico, architettonico e paesaggistico, che rappresenta il fondamento dell’azione del MiC, con possibili conseguenze anche sulla corretta e più efficace gestione delle risorse economiche pubbliche disponibili.3/6
L’attuale congiuntura può trasformarsi in un’opportunità concreta per affermare, con forza, l’importanza e l’insostituibilità della nostra figura professionale.
Gli specialisti formati nelle vostre Scuole costituiscono una comunità culturale con competenze uniche, che meritano di essere riconosciute e valorizzate nei processi decisionali e nella normativa nazionale, e in cui il Paese deve investire.
La nostra Rete, in costante crescita, è il riflesso di questa comunità culturale di cui le SSBAP, con il loro concreto e vivo lavoro, hanno contributo alla nascita: un patrimonio di competenze, energie e visione che nasce proprio dalla vostra formazione.
È per questo motivo che ora più che mai, ribadiamo il nostro impegno per essere a fianco delle Scuole - le Istituzioni che ci hanno formato - per difendere insieme il valore dell’architetto specialista e delle sue competenze nel nostro Paese nell’interesse comune del Patrimonio Culturale.

Seguono le firme di alcuni professonisti in rappresentanza della Rete degli Architetti Specialisti in Beni Architettonici e del Paesaggio