Salta al contenuto principale

109

gennaio2014

RIVISTA

per sfogliare o scaricare il file devi sottoscrivere un abbonamento

Archivio 2013-2016

34 numeri [105-138]

100,00 €
L'Editoriale

FINE ANNO, SAGRA DELL'OVVIO

Con la fine dell’anno si sono rinnovati i programmi e i proclami di nuovi e vecchi politici, di uomini e donne delle istituzioni, su come salvare l’Italia, sulle ricette per uscire dalla crisi. E immancabilmente, la maggior parte è tornata a parlare, senza averne le competenze, sulla situazione dei nostri beni culturali e su come valorizzarli per ricavare reddito.

Pare si sia innescata una competizione a chi la spara più  grossa, tra chi sostiene che il maggior numero di beni culturali del mondo sia nel nostro Paese, che possediamo il 40, il 50, il 60 … per cento di quelli mondiali. Come hanno notato magistralmente Rizzo e Stella in quel libro agghiacciante che mette a fuoco la situazione dei beni culturali nel nostro Paese (“Vandali: l’assalto alle bellezze d’Italia”, Rizzoli, 2011), in questo campo il primato spetta all’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al turismo Michela Vittoria Brambilla. Nel portale in cinese con il logo “Ministero del Turismo”, infatti, lancia un messaggio al popolo dell’Impero di mezzo e sostiene non solo che “le grandi marche di moda sono italiane” e “tutti i tifosi del mondo seguono il campionato di serie A italiano” ma che l’Italia “possiede il 70% del patrimonio culturale mondiale”. Bum!”


Il restauro timido

I PIEDI PER TERRA

La terra con la scoperta della sua fragilità (evidenziata dalle notizie di catastrofi quotidiane) ci può guidare verso un rapporto più fecondo con la natura cui apparteniamo; è necessario ricucire un atteggiamento con essa come condivisa storia comune.


LA NUOVA SCUOLA DI MUSICA DI FINALE EMILIA

La ricostruzione passa per interventi innovativi

La Scuola di Musica di Finale Emilia è un esempio di buone pratiche, in materia edilizia e amministrativa, che hanno permesso la realizzazione di un edificio che coniuga aspetti energetico/ambientali e sociali, contribuendo alla rivitalizzazione di un centro tra i più colpiti dal sisma 2012.


LA CIMINIERA DEL POLITECNICO DI MILANO

Indagini conoscitive e interventi di consolidamento della camera ablativa

La Ciminiera del Politecnico di Milano, simbolo a scala territoriale della prestigiosa istituzione universitaria, è stata oggetto di un recente intervento di indagine conoscitiva e di messa in sicurezza, cui si sono aggiunte fasi di montaggio e posa in opera di predisposizioni e strumenti di rilievo, utili per il futuro monitoraggio del manufatto (soprattutto in prospettiva antisismica).

Articolato in cinque distinte fasi, l’intervento ha previsto anche il largo ricorso a tecniche di lavoro su fune, sia in esterno, sia all’interno del camino della struttura, in condizioni particolarmente critiche sotto il profilo della sicurezza degli operatori.

Più nel dettaglio, nel corso dei lavori, si è montata una piattaforma tecnica sommitale, a 56 metri di altezza, sul coronamento della ciminiera, per successive calate e ascese da condursi sempre con tecnica alpinistica; si è provveduto all’ancoraggio alla struttura portante esterna della ciminiera di piattaforme di servizio in acciaio, già presenti nel tratto basamentale del camino (frutto di un precedente intervento); si è dato luogo al consolidamento della camera ablativa a mezzo di “ingessature” anulari con rete in acciaio a maglia fine e malte strutturali a base di calce.


TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Progetto di valorizzazione funzionale, energetica, socioculturale

Base del progetto è la perdita di identità del Teatro Comunale di Bologna, sorto 250 anni fa come cuore pulsante del quartiere della Cultura. Fenomeno questo che aggrava gli effetti delle problematiche economiche comuni ai teatri nel nostro paese. Il progetto mira a restituire il Comunale al suo storico ruolo sociale, mediante un intervento articolato in tre punti.

1) I due "Percorsi" (commercio e ristorazione, in linea con la filiera dello spettacolo musicale), occasione di avvicinamento al Teatro per quanti non siano fruitori abituali di spettacoli d’Opera.

2) Il potenziamento e rinnovamento degli apparati scenici (tra i quali spicca la nuova macchina scenica) finalizzato a migliorare il servizio e diversificare la produzione e il pubblico.

3) L'autosufficienza energetica (mediante presidi attivi, ma in primis agendo sull’involucro): un capital gain ma, nondimeno, un’ "icona etica".