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RIVISTA
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Archivio 2013-2016
34 numeri [105-138]
ACCOGLIENZA_INTELLIGENZA
Accoglienza e intelligenza sono i fari per la valorizzazione compatibile dei nostri beni architettonici e ambientali, sono le luci che illuminano la strada per riusare i nostri monumenti, i siti minori, i borghi storici, le nostre eccellenze eno-gastro-paesaggistiche. Però se non si hanno competenze, capacità, cultura unite a creatività specifica del settore le lampadine non si accendono e ci si perde in un labirinto: le soluzioni non arrivano, il quadro si complica progressivamente, non si ricava reddito, i beni deperiscono e non trovano la possibilità di diventare motore dello sviluppo. La politica italiana degli ultimi trent’anni a livello centrale, regionale, provinciale e comunale ne è sconfortante quotidiana conferma da nord a sud della penisola. Paradossalmente il dato comune di tutti i governi è stato quello di penalizzare e rendere sempre più marginale il ruolo di questa cultura specialistica; ne consegue che nella maggior parte dei casi chi opera e chi dirige non sa far leva sui tasti giusti e ignora le procedure per trasformare in ricchezza il nostro patrimonio.
ACCELERARE
I tempi di consegna dei vari livelli di progetto in Italia sono veramente contratti. Questo atteggiamento di sottovalutazione per gli aspetti qualitativi a scapito di quelli quantitativi è testimoniato dalla legge sui lavori pubblici che tratta il progetto di restauro di un monumento alla stregua di un servizio come le pulizie dei locali. Anche in questo campo necessita un grande cambiamento.
SOSTENIBILITÀ NELL’INTERVENTO SUL PATRIMONIO STORICO
Lo sviluppo di nuovi standard per orientare il processo edilizio di restauro e riqualificazione verso percorsi di sostenibilità deve necessariamente avvalersi di strumenti di validazione dei requisiti richiesti per la certificazione. Un edificio della campagna piemontese diventa il primo caso studio registrato del nuovo protocollo.
IL RECUPERO DI ASTLEY CASTLE
L’intervento di recupero di Astley Castle, a cura di Withford Watson Mann Architects riporta in vita un rudere medievale nel Warwickshire, trasformandolo in una residenza. A seguito del consolidamento della muratura esistente, al limite del collasso statico, i progettisti hanno completato le parti verticali mancanti con una nuova muratura in mattoncini di laterizio intrecciata con la preesistente. Le murature originali, di diversa fattura (arenaria, calcare, mattoncini medievali), sono state mantenute e protette con una sorta di copertura realizzata in prossimità del profilo murario superiore al fine di preservarne lo stato da futuri degradi. I progettisti concepiscono un appartamento con quattro locali al piano terra, una zona living al primo piano con vista verso l’esterno ed un locale a doppia altezza nell’ex-cortile del castello.
IL CENTRO STORICO DI L’AQUILA NELLA LISTA DEI SITI “2014 WATCH”
World Monuments Fund è la principale organizzazione indipendente dedicata a salvare i siti mondiali in pericolo. Per quasi 50 anni, lavorando in 100 paesi, esperti qualificati hanno applicato tecniche collaudate ed efficaci per la conservazione di importanti siti del patrimonio architettonico e culturale di tutto il mondo. Attraverso la collaborazione con le comunità locali, i governi e i possibili finanziatori, WMF cerca di ispirare un costante impegno nella tutela del patrimonio culturale per le generazioni future. La sede del WMF è a New York City, ma l'organizzazione ha uffici e filiali in tutto il mondo. Nell’ottobre 2013 il centro storico della città di L’Aquila è stato inserito nella “2014 Watch List” insieme ad altri 67 siti nel mondo.
EU-CHIC: PROPOSTA DI UNA CARTA D’IDENTITÀ EUROPEA
Il patrimonio culturale è un tema chiave per lo sviluppo di una società europea inclusiva, riflessiva e innovativa. In quest’ambito il progetto Eu-CHIC, acronimo di European Cultural Heritage Identity Card, ha promosso studi, ricerche e analisi volte a promuovere la costruzione di una carta d’identità del patrimonio culturale, nel settore dei beni immobili, unificata tra i paesi membri.
Assumendo metaforicamente l’immagine di un iceberg, il gruppo di ricerca propone una carta d’identità che raccoglie tre livelli d’informazioni, in parte accessibili anche al pubblico e in parte protetti e accessibili previo consenso del gestore del dato o proprietario del bene.