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febbraio2015

RIVISTA

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Archivio 2013-2016

34 numeri [105-138]

100,00 €
L'Editoriale

DALLA PARTE DELLA SOPRINTENDENZA

È nota quasi a tutti la polemica sorta riguardo all'autorizzazione rilasciata dal Soprintendente per installare temporaneamente un vagone ferroviario di fronte a Palazzo Madama in piazza Castello a Torino. Il vagone, che proviene dal Museo Ferroviario, fa da 'sentinella' alla mostra “I mondi di Primo Levi” simboleggiando i vagoni piombati della deportazione verso i lager nazisti. Ciò che ha fatto crescere una polemica assurda, ma ben enfatizzata dalla stampa nazionale, è che l'autorizzazione per l'installazione del vagone, inteso come richiamo simbolico e pubblicitario, è stata rilasciata dalla competente Soprintendenza per 'soli' 15 giorni perché ritenuta una "collocazione ingombrante, che risulta del tutto estranea alla piazza e interferisce con l'asse prospettico della città”. […]


Il restauro timido

RAMMENDARE

La vecchia pratica artigianale del rammendo può essere adottata con successo nell’intervento sul costruito. Essa può riguardare dai più piccoli oggetti alle periferie delle nostre città.

L'architettura è la sintesi di tutto il sapere e del suo rapporto concreto con il mondo, di conseguenza recuperare l'arte della tessitura ci può essere di grande aiuto in questo momento difficile, non dimentichiamoci che per gli antichi greci oltre che al tessere propriamente gli abiti, significava anche la tessitura del destino delle nostre vite.


Focus sostenibilità

UNA SCUOLA A MISURA DI STUDENTE

L’articolo approfondisce le strategie di riqualificazione “misura di studente” di una scuola secondaria di secondo grado, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale e riorganizzazione funzionale degli spazi secondo le esigenze emerse da un’indagine effettuata sugli edifici e tra gli utenti.


PAESAGGI CONTESI

Esplorazioni per immagini attorno ad Expo 2015

L’articolo presenta una sequenza di immagini, scatti dell’Autore, esposte in occasione della mostra “Spazi aperti. Un paesaggio per Expo” svoltasi alla Triennale di Milano nel settembre-ottobre 2011. Le medesime immagini sono state pubblicate in un saggio dall’omonimo titolo, edito da Electa, a cura di Paolo Pileri, con fotografie di Christian Novak e Alessandro Giacomel. Da questa pubblicazione, insieme alla Redazione, abbiamo selezionato parti di testo e alcune immagini per proporre oggi, inizio 2015, un percorso di riflessione intorno alle medesime aree destinate a EXPO 2015. A distanza di pochi anni questi spazi aperti, qui raccontati COME ERANO, hanno subito radicali trasformazioni fino a renderli irriconoscibili. COME SONO questi spazi oggi e quanto sono stati modificati sarà l’argomento di un prossimo contributo …


IL NUOVO COMPLESSO CULTURALE “MULINURAGUS”

Risanamento e riqualificazione di un ex Mulino Pastificio

L’articolo illustra il progetto di recupero e rifunzionalizzazione di un complesso storico: il vecchio Mulino Pastificio della città di Nuragus in Sardegna, da tempo dismesso ma che in passato ha rappresentato il principale nucleo produttivo a carattere industriale dell’abitato e che è da sempre un’importante emergenza architettonica della cittadina. Attraverso lo studio accurato dei manufatti esistenti, la proposta intende riportare il complesso al centro della vita del paese, conferendogli la funzione di nuovo centro di produzione, conservazione e valorizzazione dell’identità, della cultura, delle tradizioni e dei prodotti del luogo.


PRODOTTI CEMENTIZI

Criteri di valutazione per la riparazione e la manutenzione di opere esistenti

Negli interventi di recupero e conservazione delle opere esistenti (vedi Cap. 8 delle N.T.C.), è fondamentale la scelta degli idonei prodotti cementizi, sia per il rinforzo statico della struttura, sia per la sua protezione nel tempo. Normalmente questo compito è affidato al tecnologo, in considerazione che non si ritiene l’Architetto figura sufficientemente orientata verso questo aspetto del problema. Non concordo su questo approccio e, forse forzando un poco la mano, per supportare la mia idea, ricordo che nel lontano Egitto dei Faraoni, fu al grande Architetto Imhotep che il dio Khnum apparve in sogno, trasferendogli la conoscenza di tecnologie che “dai tempi antichissimi nessuno ha più utilizzato per costruire i templi degli dei”. Questo dice la stele della Carestia, rinvenuta vicino all’isola di Elefantina e questo dice che anche l’Architetto di oggi può essere interessato a conoscere tecnologie sui materiali da utilizzare, in funzione delle finalità da raggiungere.