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giugno2015

RIVISTA

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Archivio 2013-2016

34 numeri [105-138]

100,00 €
L'Editoriale

EDITORIALE FRANCESCANO …

E’ stata una riflessione di straordinario spessore etico, morale, umano e sociale che forse non tutti hanno avuto modo di cogliere. Soprattutto i tecnici non hanno avuto modo di riferirla al mondo delle costruzioni, dei restauri, dell’edilizia in genere sia alla fase che riguarda lo studio e la formazione, sia a quella più operativa, relativa all’ideazione e al controllo del progetto, sia a quella di realizzazione dell’opera. Così la notizia è passata come un tornado troppo velocemente; i media l’hanno pubblicata sui quotidiani, i telegiornali e la radio ne hanno parlato ma non c’è stato il tempo per rilevarne la portata e rifletterci. Quasi tutti gli eventi, le informazioni e i fatti del giorno, a meno che non siano seguiti da ulteriori avvenimenti concreti i giorni successivi, si bruciano il più delle volte nello spazio di un mattino; la radio e la televisione li trasmettono in qualche secondo, poi altre notizie seguono, si accavallano e resta solo la sensazione di aver letto o ascoltato qualcosa di molto importante. Poi la vita, il lavoro, lo studio ci travolgono e il dimenticatoio si arricchisce di un ulteriore evento.


Il restauro timido

ASCOLTARE L’ARCHITETTURA E ABITARE LA MUSICA

Nonostante l'affermazione di Goethe che considerava l'architettura come musica congelata, le due discipline sembrano agli opposti: la musica è veloce e leggera mentre l'architettura è lenta e pesante. Sembra un paradosso ma proprio per questo si attraggono e sono complementari. Ne consegue che bisognerebbe imparare a pensare l'architettura in modo musicale. Forse buona parte delle teorie dell'architettura e del restauro possono essere comprese meglio utilizzando le categorie musicali.


Focus sostenibilità

COHOUSING: UNA NUOVA FRONTIERA DELL’ABITARE

Una ricerca europea indaga opportunità di mercato e metodologie operative

La residenza collettiva auto-organizzata (CSO) è un processo emergente ed in continua crescita in tutta Europa, sia per la costruzione che per l'adeguamento di quartieri residenziali verso l’ elevata efficienza energetica. La ricerca europea PROFICIENT (7FP 2012-2016) mira a creare nuove opportunità di business per le PMI nel settore delle costruzioni sfruttando un nuovo processo costruttivo per sensibilizzare ad una maggiore sostenibilità nell’attività edilizia ed aumentare la capacità di auto-gestione della società.


IL RESTAURO DEL CASTELLO SAVORGNAN DI ARTEGNA, UDINE

Il patrimonio fortificato del Friuli è particolarmente ricco di testimonianze interessanti. Fra queste il castello Savorgnan situato nella località collinare di Artegna, lungo la direttrice che porta in Austria. Il complesso, semidistrutto dal sisma del 1976, è oggi restaurato con un intervento filologico attento, che lo restituisce alla comunità come era prima del terremoto.

Le murature portanti in blocchi pietra sagomati con funzione strutturale sono state ricostruite come quelle preesistenti.

La sfida del progetto è stata quella di evitare di ricostruire l’edificio, soltanto mantenendo il suo impianto volumetrico al fine di enfatizzarne l’immagine “turistica”, come avviene di frequente in interventi di integrazione architettonica analoghi, in cui la pietra non viene intesa come una componente strutturale, ma come un mero rivestimento.

Il progetto ha imposto perciò una ricerca compositiva di notevole interesse, su temi lontani dalla sensibilità “contemporanea”, ma mantiene un occhio attento al progresso tecnologico dei nostri giorni.


LOW-BUDGET DI GRANDE FASCINO

Uno stile di intervento per il recupero di involucri architettonici con rilevanza testimoniale da adibire a nuovi spazi collettivi

In un periodo di forte limitazione della spesa pubblica e in generale di crisi economica, occorrono strategie di azione che possano aiutare, soprattutto le Pubbliche Amministrazioni, ad assicurare comunque processi di implementazione sostenibile dei servizi collettivi. Una di queste è certamente la logica del “costruire nel costruito”, costruire cioè nuove “scatole ambientali”, all’interno di grandi e antichi contenitori architettonici con significativi valori testimoniali. Una sorta di riconfigurazione ed allestimento quasi provvisorio che si fonda su un rapporto diretto e suggestivo con l’involucro originario, messo in sicurezza e fotografato nel momento della sua dimissione, conservando ogni traccia possibile del suo vissuto, talvolta anche difficile e doloroso. Vengono inoltre affrontati brevemente alcuni aspetti di rigenerazione urbana, di sostenibilità ambientale ed economica, di fattibilità tecnica e normativa.


BORGHI ABBANDONATI

Strategie e progetti di recupero (Parte II)

Processi di recupero e di conservazione dei borghi avvengono in modo puntiforme e discontinuo sul territorio nazionale legato a attori e iniziative contingenti. Si possono individuare quattro strategie di recupero. Una prima matrice ha carattere tipicamente turistico-immobiliare, una seconda ha un forte imprinting culturale e legato alla tradizione locale, una terza nasce da un recupero della vocazione produttiva ed economica e infine, un’ultima, prevede un ritorno all’abitare e alla dimensione di comunità.