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RIVISTA
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Archivio 2013-2016
34 numeri [105-138]
LA “CARTINA MUTA” E IL PAESAGGIO CULTURALE
Fermo in autostrada a causa di un ingorgo consultavo il navigatore per cercare un percorso alternativo che mi portasse a destinazione fuggendo alla prima uscita. Obbediente alle richieste, lo strumento collegava rapidamente i due punti dandomi la distanza, il tempo, il tragitto e i percorsi suggeriti. Non conoscendo bene il luogo, non capivo se i tracciati consigliati attraversavano rilievi o se erano in pianura, inoltre, per la grafia indistinta che hanno tutti i satellitari, non distinguevo bene né i caratteri del paesaggio rappresentato né quelle dei paesi circostanti e, quindi, non mi era chiaro, anzi mi appariva assolutamente estraneo, il contesto ambientale da percorrere. Poi registravo che non c’erano alternative: l’uscita dell’autostrada era distante, il traffico pressoché bloccato e a me non rimaneva che osservare quella scarna mappa del territorio e rifletterci sopra. E’ una mappa utilissima, indispensabile alla quale tutti noi, purtroppo, da non molto ci siamo abituati e non riusciamo a farne a meno ma è una mappa che non distingue, nel senso che non rileva criticamente e non rappresenta con adatte simbologie, i segni del paesaggio, non interpreta quel dato fondamentale per la nostra identità che sono le particolarità, le caratteristiche del "paesaggio culturale" che ci circonda.
TRIAGE PER IL RESTAURO?
Il Triage è un termine medico e indica il metodo di valutazione e selezione immediata usato per assegnare il grado di priorità per il trattamento quando si è in presenza di molti pazienti. Da alcuni anni nei Pronto Soccorso è una pratica corrente per razionalizzare i tempi di attesa in funzione della gravità dei pazienti. Il testo propone di estendere questo metodo nel campo del restauro per individuare con chiarezza il grado di urgenza nelle situazioni critiche. Certo le discipline sono diverse ma come sappiamo tutti il restauro deve moltissimo alla pratica medica da cui ha trasferito molte competenze.
ACQUA: RIUSO E CONSERVAZIONE
In vaste aree del mondo, sin da quando l’uomo ha iniziato a costruire le proprie abitazioni ha dovuto confrontarsi con il tema della raccolta e del riuso dell’acqua piovana, per affrontare i lunghi periodi di siccità o le condizioni climatiche avverse. Lo sviluppo tecnologico dei moderni sistemi di raccolta e riuso dell’acqua affonda le proprie radici nelle brillanti soluzioni trovate nel passato.
LO STACCO DI PAVIMENTI IN SEMINATO VENEZIANO
Palazzo Cappa Cappelli è un palazzo storico dell’Aquila. Al suo interno, si possono ammirare i dipinti che affrescano le volte e i pavimenti a terrazzo alla veneziana, realizzati da maestranze venete che hanno lavorato sul territorio abruzzese per un breve periodo, e quindi di particolare valore documentale.
Il terremoto del 6 aprile 2009 ha causato danni considerevoli ed estesi a tutte le strutture verticali e orizzontali. In particolar modo sulle volte, su ampia parte delle murature portanti, che sono state incamiciate con rete in fibra di vetro e malte di calce strutturale, e sul colonnato della corte interna che ha obbligato a sostituire il nucleo portante dei pilastri.
L’intervento di restauro e di miglioramento sismico ha riguardato quindi l’intero edificio, a partire dalle fondazioni fino alla copertura, ed è stato effettuato sotto il controllo della Soprintendenza, con un finanziamento di oltre 10 milioni di euro.
Il fatto più interessante è la tecnica innovativa e particolare di stacco per i pavimenti in seminato: più di 400 mq di superficie rimossa per sezioni, successivamente consolidate e riposizionate. Contemporaneamente le stesse volte sono state rinforzate con FRP e i dipinti sottostanti messi in sicurezza e restaurati.
BIODIVERSITA’ E SITI ARCHEOLOGICI
La ricerca affronta il problema della manutenzione e gestione della componente vegetale nell'area archeologica di Urbisaglia nelle Marche. Lo studio, finalizzato alla definizione di un piano di manutenzione programmata del complesso archeologico, analizzata la storia del manufatto archeologico e la sua consistenza materiale, ha previsto l'identificazione delle specie vegetali presenti nell'area individuandone il loro indice di pericolosità, proposto una serie di possibili strategie per la coesistenza di architettura e vegetazione, ponendo particolare attenzione al tema del "limite/margine" ed alla ricucitura dell'intero Parco archeologico.
RETROFIT ENERGETICO AMBIENTALE IN EDIFICI STORICI E MONUMENTALI
Dopo l'entrata in vigore della prima Direttiva Europea in materia di efficienza energetica in edilizia, EPBD (Energy Performance Building Directive), e della sua rifusione nel 2010, le Pubbliche Amministrazioni hanno mostrato crescente interesse negli interventi finalizzati al miglioramento prestazionale energetico ed ambientale dell'edilizia esistente, anche storica. L'implementazione degli interventi di retrofit negli edifici storici e/o monumentali richiede, tuttavia, non soltanto l'adozione di scelte tecnologiche differenti rispetto a quelle normalmente perpetrabili per l'edilizia esistente comune, ma anche protocolli diagnostici, di simulazione e calcolo molto spesso a se stanti.
In questo contributo viene discusso l'aumento degli aspetti di criticità tecnica e metodologica a seguito dell'assenza sia di metodologie di intervento condivise a livello Europeo, che di un protocollo sistematico per la valutazione degli interventi di riqualificazione energetica ed ambientale del patrimonio architettonico.