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gennaio2016

RIVISTA

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Archivio 2013-2016

34 numeri [105-138]

100,00 €
L'Editoriale

INVESTIRE IN CULTURA

Questa è una breve e straordinaria storia realmente accaduta.
C’era una volta un signore che viveva tra le dolci colline di Valdobiadene. Un giorno, dopo anni di attesa, decise di mettere a reddito un vecchio fabbricato rurale di proprietà della famiglia che, abbandonato da tempo, si trovava poco distante da casa e in cattivo stato di conservazione. Si trattava di un edificio estremamente povero per conformazione e materiali e analogo a molti altri che costellavano i colli circostanti: murature di sasso locale, solai e capriate in legno, coppi sul tetto e cotto sulle pavimentazioni. Il rustico era in origine destinato ad accogliere la famiglia dei contadini che coltivavano l’appezzamento e possedeva le tre stanze per la residenza, la cucina al piano terra con le due camere al primo e, a fianco in continuità, c’era la stalla per il ricovero di qualche mucca con sopra il fienile.
Come da prassi, questo signore si rivolgeva al bravo geometra locale per elaborare un progetto e valorizzare l’area e il volume del rustico nel rispetto delle normative e dei vincoli. Quasi senza nemmeno pensare il professionista elaborava una soluzione che prevedeva la demolizione del vecchio edificio, il recupero e l’aumento del volume realizzando così una delle milioni di biville che costellano il nostro paesaggio, costituita da ampio interrato, cantina, garage e tutto ciò che si poteva desiderare per una vita felice.

 

Il restauro timido

Silenzio!

Siamo accerchiati dal rumore. La nostra condizione acustica è preoccupante e dovremmo correre al più presto ai ripari. Anche nell'architettura il silenzio svolge un ruolo fondamentale. In realtà gli edifici sono delle specie di musei e di biblioteche del silenzio. L'architettura può trasformare il tempo e persino creare il silenzio. Così fare esperienza di un edificio non vuole dire solamente guardare gli spazi, le superfici e le forme e i colori ma è anche ascoltarne il silenzio. Il compito dell'architettura è anche quello di creare, conservare e proteggere il silenzio.

URBAN RETROFIT

EPOUrban Project: Enabling Private Owners of residential building to integrate them into Urban restructuring processes

L’articolo documenta la sintesi di un progetto di ricerca del Comune di Bolzano all’interno del progetto di cooperazione transnazionale Central Europe denominato EPOurban. Il Progetto "Enabling Private Owners of Residential Buildings to Integrate them into Urban Restructuring Processes" intende superare i cambiamenti presenti all’interno delle nostre città elaborando strumenti che attivino i privati proprietari all’interno di strategie pubbliche di riqualificazione energetica urbana. Nello specifico la città di Bolzano ha finalizzato le proprie attività alla consulenza multidisciplinare, tecnica, economica e finanziaria per condomini, in linea con le indicazioni del Master Plan e del Piano CO2 neutrale.

LA CATTEDRALE DI AVERSA E LA SUA TORRE CAMPANARIA

Restauro e consolidamento

La Cattedrale di Aversa è stata costruita nel secolo XI, da parte dei Normanni. Nel corso della sua storia la fabbrica è stata soggetta a modifiche, ampliamenti e trasformazioni, anche per la sua ubicazione in area ad elevata pericolosità sismica. La torre campanaria originaria crollò nel secolo XV e venne ricostruita nel 1499 esternamente al Duomo e successivamente collegata alla fabbrica normanna da un ponte. I terremoti del 1694 e 1702 fecero crollare gran parte dell'edificio, per cui gli interni e la facciata della fabbrica furono adattati alla cultura architettonica dell’epoca. A seguito del terremoto del novembre 1980, il campanile si è dissestato in maniera grave, con rischio di collasso statico.
Nel 2008 si è proceduto alla progettazione e successivamente all’esecuzione dei lavori per il restauro dei fronti esterni della cattedrale e per il consolidamento ed il restauro del campanile.

RIGENERARE LA CITTÀ

attraverso la valorizzazione degli spazi urbani minori

I tessuti urbani, e particolarmente quelli che si sono formati in seguito ad espansioni spontanee, sono caratterizzati dalla presenza di aree di risulta, spazi liberi e cortili sparsi in modo disorganico. Tale loro frammentarietà può rappresentare un’interessante opportunità per impostare un singolare ed originale approccio di recupero e valorizzazione ambientale. Lo studio, a tal fine, illustra una proposta metodologica che mira a mettere in evidenza i valori identitari delle architetture che delimitano tali spazi. L’obiettivo consiste nell’attivare delle sinergie volte a mettere in relazione spazi e architetture per attivare buone pratiche proponendo la progettazione di piccoli interventi di aree verdi, finalizzati ad arredare e rendere confortevoli gli spazi, in modo da renderli attraenti e quindi da favorirne la frequentazione e la sosta da parte dei cittadini.

RIQUALIFICARE E RINNOVARE IL PATRIMONIO SCOLASTICO ESISTENTE

La scuola come teaching tool per un edificio scolastico degli anni ’30 con l’ausilio di ICT

L’articolo riporta le attività di ricerca e le azioni di efficientamento energetico delle scuole condotte dall’ITC-CNR, dal Comune di Bitonto e dal centro interuniversitario ABITA (UNIFI). Lo studio evidenza la possibilità di utilizzare l’edificio scolastico come teaching tool nel processo di miglioramento delle prestazioni energetiche e delle condizioni di comfort attraverso la partecipazione e la condivisione delle analisi e dei risultati tra i diversi stakeholder (comunità scolastica, autorità locali, dirigenti scolastici, insegnanti, personale tecnico, ecc.). Questo obiettivo è perseguibile grazie all’uso innovativo di ICT (Information Communication Technology) sul patrimonio scolastico esistente, tra cui si riporta il caso di un edificio storico degli anni ’30.