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febbraio2016

RIVISTA

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Archivio 2013-2016

34 numeri [105-138]

100,00 €
L'Editoriale

Due ingegneri

Recentemente, visitando un palazzo in corso di restauro, sono rimasto pietrificato nell’esaminare le opere di consolidamento statico pensate e in parte realizzate da un noto ingegnere (in)civile di quella città. In tanti anni non mi è mai capitato di assistere ad un massacro del genere: cordoli in cemento armato all’interno di tutti i muri, nuovi solai con putrelle di ferro di sezione esagerata, capriate in acciaio inserite tra una vecchia capriata e l’altra, rinnovo di tutta la struttura secondaria e minuta dei tetti, tiranti fissati in resina nelle murature e posti in orizzontale, in verticale e a 45 gradi, nuove murature con mattoni a macchina e malta cementizia in sostituzione di quelle esistenti in pietra e calce, tracce per l’alloggiamento degli impianti aperte su murature medievali per tutta l’altezza dell’edificio, ecc. L’elenco potrebbe purtroppo continuare con le opere di prossima realizzazione quali intonaci armati di cemento fibrorinforzato, iniezioni di resine su tutti i muri dell’edificio, nuovi solai in laterocemento al posto di quelli in legno, calotte di cemento armato sulle volte in muratura, ecc.


Il restauro timido

La virtù di guardare lontano

Per il nostro agire quotidiano la prudenza risulta un’attitudine di grande importanza. Prudenza deriva dal latino provvidentia, che significa guardare in avanti, vedere lontano. È quindi la capacità di stabilire cosa si deve fare oppure non fare. Quando dobbiamo decidere cosa fare in un progetto di conservazione, allora questa antica virtù ci assiste proprio nella sua capacità di considerare sia il particolare sia l'universale, nell'armonizzare il piccolo con il grande, per ordinare anche le azioni più minute con gli obiettivi generali. Insomma ci aiuta ad agire correttamente.


ABITARE GLI SPAZI DELLA CONOSCENZA

La fabbrica classense

Abitare gli spazi della conoscenza antica, significa creare un ponte fisico fra passato e futuro, che si rivela nella rigenerazione del dato storico dell’architettura come luogo di viva testimonianza documentale, fruibile secondo le esigenze della comunità contemporanea. Di questo è piena testimonianza la Biblioteca Classense di Ravenna in seguito alle più recenti opere di restauro, sostenute dall’amministrazione locale che in lei riconosce il riferimento monumentale, culturale e sociale della città.


SMART CITY

Nuove tecnologie, qualità di vita e città storica

Nelle immagini di Smart City le piazze urbane diventano spazi intelligenti di incontro e di partecipazione dei cittadini. I rifiuti, debitamente taggati, restituiscono informazioni preziose sul modo in cui le città li smaltiscono. Gli elettrodomestici di casa rivelano quanta acqua o energia consumiamo e possono essere controllati dal proprio tablet anche a distanza. È possibile utilizzare l’energia prodotta dalle biciclette e muoversi senza generare impatti sull’ambiente. Non è difficile sentire il fascino dell’ingresso delle tecnologie più avanzate nella nostra vita quotidiana.

La traduzione del modello smart cities in contesto europeo dovrebbe però indurre chi progetta e agisce nella città qualche prudenza in più. Non possiamo prescindere da alcuni elementi tipici della città storica come la coesistenza nelle città di luoghi storici e moderni, un modello di welfare di prossimità che si è sedimentato in forme spaziali, la resistenza di contesti urbani dal forte mix sociale e interetnico. Elementi con cui dobbiamo continuare a misurarci.


VENTILAZIONE NATURALE COME STRATEGIA PER LA RIDUZIONE DEL SURRISCALDAMENTO ESTIVO IN EDIFICI MONUMENTALI

Il caso del museo Vleeshuis ad Anversa (Belgio) _ PARTE PRIMA

La riduzione della domanda di energia e il miglioramento della qualità ambientale indoor degli edifici storici, specialmente se con funzione museale, pone una questione tecnico-scientifica con importanti opportunità nell’ottimizzazione della loro gestione. L’edilizia storica esistente non è sempre dotata di sistemi meccanici per il controllo della qualità microclimatica, e questa è fortemente correlata alle variazioni climatiche esterne oltre che al comportamento dinamico dell'involucro edilizio.

La riduzione dei carichi termici estivi mediante ventilazione naturale incrociata o per mezzo di scambi di massa d'aria tra due ambienti interni dell'edificio in cui è presente un gradiente termico, risponde al duplice obiettivo di miglioramento del comfort termico interno e di riduzione della domanda di energia da raffrescamento senza compromettere l'integrità architettonica dell'edificio.

Nella prima parte dello studio vengono descritti alcuni aspetti del raffrescamento passivo in edilizia storica ed introdotto un esempio di riduzione del surriscaldamento estivo, in un complesso monumentale, mediante uso di ventilazione naturale.


CONSERVARE LE TRACCE DELLA STORIA

Il restauro dell’apparato lapideo di Palazzo dei Capitani della Montagna a Cutigliano

Il Palazzo dei Capitani della Montagna continua a rappresentare il fulcro intorno al quale si svolge il piccolo centro montano di Cutigliano in provincia di Pistoia. La mole chiusa e compatta dell'edificio, che rimanda ai palazzi pubblici sorti in Toscana durante i secoli XIII e XIV, nel corso del tempo è stata resa più articolata e meno austera dal progressivo inserimento degli stemmi dei Capitani che si sono succeduti nel governo di un'ampia parte della montagna pistoiese.

La policromia della terracotta, le variazioni stilistiche e cromatiche della pietra serena conferiscono alla facciata un valore narrativo a testimonianza della storia della cittadina e al contempo della sapienza artigianale dei vari laboratori artistici tradizionalmente operanti nell'area fiorentina e pistoiese.

Il restauro appena concluso ha rappresentato l'occasione per restituire integrità agli stemmi, oltre ad una ritrovata lettura di uno spartito architettonico che continua a comunicare e a catturare lo sguardo.