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132

aprile2016

RIVISTA

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Archivio 2013-2016

34 numeri [105-138]

100,00 €
L'Editoriale

FOLLIE !

Dove l’arte ricostruisce il tempo: è stata così denominata la colossale operazione di costruzione di una particolare struttura metallica sopra ai resti dell'antica basilica paleocristiana di Siponto, prospiciente alla chiesa di Santa Maria Maggiore (cattedrale fino al 1323) a Manfredonia, in provincia di Foggia. Sono stati realizzati 4.500 metri quadrati di rete elettrosaldata zincata alta 14 metri e pesante 7 tonnellate; il fine è stato quello della “conservazione dei mosaici” (?!?!) che è stato attuato, secondo i responsabili, ricostruendo (ma il termine più corretto è costruendo) in scala reale i presunti volumi della basilica paleocristiana della quale rimaneva il perimetro originario.

L’intervento è stato inaugurato venerdì 11 marzo nel Parco Archeologico di Siponto ed è costato 3,5 milioni di euro di fondi strutturali del Programma operativo interregionale. La committenza è pubblica: il Segretariato regionale del Ministero per i Beni e le attività culturali per la Puglia e la Soprintendenza archeologica della Puglia.

Eugenia Vantaggiato, Segretario regionale del Ministero per i beni culturali sostiene il progetto quale: «La coraggiosa scelta di far dialogare archeologia e arte contemporanea rientra in una visione complessiva di paesaggio inteso nella sua complessità temporale fra testimonianze del passato e attualità del presente».


Il restauro timido

ARCHITETTURE GENEROSE

Le architetture d’inizio Novecento sono un patrimonio consistente in Italia e solo da poco sono studiate approfonditamente e penso proprio che meritino tutta la nostra attenzione. La generosità è una caratteristica che può essere importante per descrivere queste costruzioni che possiedono molte qualità positive di adattabilità, di durevolezza, di larghezza di mezzi, di lungimiranza, di rilevanza dei materiali costruttivi.


SMART CITY

Una maggiore attenzione alla città "che produce"

Oggi le riflessioni sulle Smart city privilegiano il punto di vista degli abitanti e degli amministratori e tendono a ignorare la dimensione produttiva: la città che produce. La vera sfida futura è però capire come utilizzare la tecnologia anche per rendere le aziende che operano in città più efficaci e competitive: la città sta infatti diventando il cuore della nuova economia dei servizi e richiede nuove infrastrutture e potenti piattaforme per condividere la conoscenza.


LA LUCE TRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO

Il quartiere EUR di Roma

La valorizzazione dei contesti storici è oggi un tema di primo piano nel panorama architettonico culturale. Accanto alla riqualificazione degli spazi nella sua accezione tradizionale, assume rilevanza anche l’immagine notturna della città. La luce seleziona, amplifica, definisce gerarchie e il progetto d’illuminazione artificiale può inserirsi in un più ampio discorso di valorizzazione, divenendo strumento per progettare il volto notturno del paesaggio urbano. Il tema viene indagato tramite l’analisi di un caso studio: il quartiere Eur di Roma.


VILLA PROSPERA

Strategie di recupero del patrimonio rurale emiliano post sisma

L’accezione di rurale ha da sempre portato avanti nel suo piccolo, una tradizione costruttiva di rilievo, affinata nei secoli seppur fondata su necessità primarie. La sperimentazione diretta di un terremoto su strutture senza mezzi efficaci di contrasto ha sicuramente messo alla prova ogni prospettiva produttiva di molti insediamenti rurali, comprimendo in un istante un processo di lento invecchiamento fisiologico senza cure, per il quale sarebbero occorsi secoli. Se è pero necessario guardare al bicchiere mezzo pieno è pur vero che quell’evento ha imposto un cambio di prospettiva, ha sforzato tecnici e committenti ad assumere nuovi punti di vista, in mezzo alle difficoltà burocratiche quotidiane, obbligando ad un impegno di prospettiva oltre la destabilizzazione tipica degli episodi traumatici. In qualche modo, e forse anche scarsamente scientifico, è avvenuta una presa di coscienza di quanto scalfibile fosse l’immagine apparente di una certa firmitas vitruviana, aprendo alla necessità di motivare una nuova strategia funzionale per il tempo a venire.