133
RIVISTA
per sfogliare o scaricare il file devi sottoscrivere un abbonamento
Archivio 2013-2016
34 numeri [105-138]
VALORIZZAZIONE E IPERVALORIZZAZIONE
Forse non c’è argomento quale quello della valorizzazione dei beni culturali che stimoli maggiormente l’ugola di chi opera nel campo del restauro e del riuso del patrimonio architettonico del passato. Fin dai tempi dei “giacimenti culturali” di lontana memoria, dei monumenti definiti il petrolio italiano, passando per quelli della creazione della Direzione Generale per la Valorizzazione fino a quelli attuali del miliardodieuro sulla cultura per “incentivare il turismo”, si accresce di anno in anno un gran parlare sull’argomento. Ormai tutto il mondo della cultura, e anche chi vive fuori dalla cultura, è consapevole delle sue potenzialità e aumentarle, accrescerne il godimento, agganciarci filiere commerciali e di conseguenza molteplici funzioni legate all’uso, al sopruso e all’abuso, è tema che fa discutere un po’ tutti, da chi ne sa a chi ne ha solo sentito parlare.
Pochissime di queste “parole” sulla valorizzazione si sono però concretizzate in fatti.
RISCOPRIRE LA CURA: UN NUOVO INIZIO
Proviamo a guardare cosa accade nelle nostre città, nel nostro paesaggio, pensandoci bene il disastro davanti ai nostri occhi è spesso un problema di mancanza di cura, d’incuria, di disamore. C'è un abitare indifferente alle cose e agli altri. La nostra condizione di fragilità necessita la cura. Rimettere la cura al centro del pensiero e dell'azione è fondamentale per noi. È un grande cambiamento: il progettista da guaritore miracoloso e frettoloso diviene curatore attento e paziente.
AGRICOLTURA URBANA
La relazione città-cibo costituisce un asse d’intervento innovativo per orientare l’agenda politica nazionale verso modelli più resilienti. Questo implica il riconoscimento degli agroecosistemi e della produzione agricola non come attività antitetiche rispetto a quelle urbane, ma come fenomeni capaci di svolgere un ruolo chiave nello sviluppo dei sistemi metropolitani (Marino, Cavallo, 2014). In tal senso l’ossimoro “agricoltura urbana” è rappresentativo di una possibilità nuova per gli spazi dimenticati, come riattivazione interna di meccanismi virtuosi di rigenerazione urbana, indirizzati alla ricostruzione dell’identità perduta. In questo contesto gli orti urbani rappresentano sperimentazioni spaziali, a metà tra il pubblico e il privato, utili alla riconnessione ecologica, urbana e sociale dei sistemi territoriali.
VILLE VENETE
Questo contributo vuole approfondire il tema relativo allo studio del comportamento dei valutatori di Ville Venete, in modo particolare si sofferma sulle loro scelte, quando chiamati ad esprimere giudizi a livello teorico, senza un bene concreto con cui confrontarsi. A tale scopo è stato utilizzato un modello di valutazione multi-attributo, nello specifico un approccio gerarchico (Analytic Hierarchy Process_AHP), procedura fondata sull’ipotesi che il valore unitario di stima dei beni oggetto di studio possa essere espresso in funzione delle loro singole caratteristiche definibili quali criteri e sotto-criteri.
NUOVE IDENTITA' PER EDIFICI DISMESSI IN CENTRO STORICO
Nell'ambito del dibattito sullo sviluppo sostenibile delle città, un ruolo specifico spetta al tema del recupero e riuso degli edifici urbani non più in uso.
Il lavoro proposto illustra il progetto di recupero e rifunzionalizzazione come residenza universitaria di un edificio dismesso, realizzato con tecniche costruttive tradizionali, già destinato a cinematografo e ubicato ai margini del centro storico della città di Catania.
Dopo una prima fase conoscitiva a livello storico e tecnico-costruttivo e sullo stato di conservazione, vengono individuati i requisiti e le prestazioni in termini di sicurezza, accessibilità e comfort che l'edificio dovrà garantire ai fini del suo riuso, nel rispetto dei principi di facile reversibilità delle soluzioni tecnologiche e di massima flessibilità funzionale, riservando particolare attenzione ai valori costruttivi e formali dell'involucro edilizio originario.