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luglio2016
recuperoeconservazione135

RIVISTA

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Archivio 2013-2016

34 numeri [105-138]

100,00 €
L'Editoriale

PER IL PAESAGGIO

Il grave ritardo culturale del progetto di conservazione e riuso del paesaggio è certamente dovuto all’ignorante arroganza della speculazione, che è la principale responsabile dello scempio del paesaggio, ma anche a due fattori più inerenti il progetto. Il primo fattore riguarda i professionisti progettisti e i professionisti controllori, i quali ritengono che il problema di tutela del paesaggio si esaurisca con l’approvazione di un progetto in commissione paesaggistica. Ma non è così, perché quel progetto serve solo a superare delle soglie amministrative e burocratiche abbastanza banali, spesso anche inutili per la vera conoscenza-conservazione del paesaggio. Sono progetti fatti “di simboli grafici, di retini, di linee, … di foto aeree zenitali o di immagini spaziali che ci dicono molte cose a livello regionale… Ma con strumenti di tal genere il senso del paesaggio va inevitabilmente perduto. Il paesaggio diventa invisibile. Scompare.

Il restauro timido

LA SCOMPARSA DELL’ARCHITETTO

La figura dell'architetto, così come si era formata dall'inizio del Novecento, è entrata via via in dissolvenza, si è consumata, svuotata. Per reagire a questa situazione è necessario un ripensamento. Forse il nuovo architetto, reinventato e aggiornato per le esigenze del nostro tempo, potrebbe assumere il ruolo di amico, scienziato e filosofo adatto a quell'arte lunga della cura necessaria per la sopravvivenza e per l'utilizzo intelligente del nostro sterminato patrimonio storico-artistico-materiale.

“ANTITESI DIALOGANTI”

Progetto di consolidamento e rifunzionalizzazione museale a scala urbana di Palazzo Bevilacqua–Massari e palazzina Cavalieri di Malta a Ferrara

A quattro anni dal sisma del 2012 l’Amministrazione Pubblica di Ferrara si confronta con quanto fatto, in emergenza, e quanto ancora da fare, in termini di investimento nel miglioramento dei propri beni monumentali.
Partono così importanti programmi di riqualificazione e restauro di molti “contenitori” museali ferraresi, fra cui l’importante complesso di Palazzo Bevilacqua-Massari e dell’adiacente Palazzina Cavalieri di Malta, che fanno parte del Polo Museale di Arte Moderna e Contemporanea, oggetto infatti di studio ed ampliamento di nuove funzioni espositive.
L’intervento di recupero quindi viene pianificato, in base all’erogazione dei fondi disponibili, in un 1° Lotto, attualmente in fase di gara di appalto per l’assegnazione dei lavori, ed un 2° Lotto, per il quale gli uffici dell’Amministrazione Pubblica si accingono all’elaborazione di quello esecutivo.

L’ETERNO PRESENTE DELLA CITTÀ SMART

Quale città costruiscono i big data?

I big data sono una presenza sempre più pervasiva nelle città contemporanee: da una parte, aumentano i dispositivi in grado di tracciare spostamenti, preferenze e consumi; dall’altra, continuano a crescere le analisi che, grazie ai dati così raccolti, rappresentano i fenomeni urbani in modo sempre più preciso. Oltre l’entusiasmo per le nuove opportunità conoscitive e operative fornite dalle tecnologie, è importante chiedersi quale sia la città che i big data raccontano e aiutano a costruire. L’utilizzo sempre più massiccio di algoritmi per elaborare informazioni e indicare soluzioni solleva alcune questioni sul valore dei big data nel campo dei problemi urbani, riguardanti soprattutto la completezza e la pluralità delle rappresentazioni che forniscono. Se le città vivono di continuo cambiamento, il ricorso ai soli big data potrebbe invece limitare la natura mutevole della città come luogo di continua sperimentazione e di libera espressione.

I MATTONI DEL BRUNELLESCHI

La geometria reciproca tridimensionale della Spinapesce nella concezione strutturale della Cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze

"Si faccia di mattoni grandi ... i quali si murino con quello spinapesce sarà deliberato per chi l'avrà un conducere ... e murisi con gualandrino con tre corde ... " , così sta scritto nel Rapporto dei Provveditori del 24 gennaio 1426. L’obiettivo di questo scritto è quello di studiare la geometria spaziale dell’ammorsamento dei mattoni e la loro configurazione all’interno dello spessore della volta del Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze. "Spinapesce " è la parola che viene utilizzata per descrivere questa particolare posizione dei mattoni, ma raramente la letteratura in proposito accenna alla giacitura tridimensionale dei mattoni e al loro reale allineamento all’interno della geometria della Cupola.