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RIVISTA
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Archivio 2013-2016
34 numeri [105-138]
RESTAURO NON E’ RICOSTRUZIONE !
C’è poco da fare o il restauro lo si studia, si è a conoscenza dei temi teorici, dei problemi operativi, ci si aggiorna costantemente e si verifica in pratica questo sapere specialistico nei progetti e nei cantieri, oppure quando si parla si fanno delle figuracce. Se si parla di restauro, e ancor di più se si scrive in merito, bisogna conoscerne il pensiero teorico, l’evoluzione storica e le tendenze attuali, ma anche capire come tutto ciò possa influenzare l’operatività a livello di materiale, di struttura, di singolo edificio, di borgo storico e di città costruita. Se in questo mondo non facile si giudicano dei fatti e si esprimono opinioni, travisando non solo le basi del restauro ma pure i fini, i concetti fondativi e perfino il lessico che ha precisi significati, allora ... si ignorano le cose. E in questo caso si è quindi ignoranti. Anche negare la cultura, la ricca articolazione di questo settore, è un atteggiamento che consente di parlare di restauro agli incompetenti.
L'ARTE DEI PIRATI
Nel nostro immaginario popolare i pirati hanno si depredato, saccheggiato e ucciso, ma hanno nel contempo incarnato una visione del mondo basata su valori di libertà e uguaglianza. Queste figure ci possono aiutare a comprendere una nuova (e vecchia) disciplina: l'arte dell'appropriazione. Così questa arte si esercita nel lavoro sul preesistente, proprio una caratteristica dell'architettura italiana che ci viene riconosciuta in tutto il mondo. Forse, dopo il fallimento dei grandi racconti del Novecento, abbiamo bisogno di attivare piccole utopie minimaliste, di un pensiero che sia in grado di favorire le novità interiori dell'uomo.
RE-USE RE-START
E’ in atto un grande rinnovamento sulla metodologia di pensare le nostre città. Devono nascere nuove trame all’interno della città capaci di riflettere i mutamenti dovuti alla precarietà economica e alla temporaneità dei cicli di vita, del lavoro e dello svago. Queste trame, appartengono al riuso temporaneo. Il riuso temporaneo è un nuovo ciclo di vita di un edificio, una terra di mezzo tra vecchi e nuovi usi, in attesa di risorse economiche che permettano di agire in modo definitivo. Per questo l’Assessorato alla Rigenerazione Urbana del Comune di Reggio Emilia (Assessore Alex Pratissoli) insieme all’Ordine degli Architetti PPC di Reggio Emilia, ha pensato a un workshop di progettazione che potesse coinvolgere gli altri ordini e collegi tecnici, per sperimentare metodologie di progetto per il riuso temporaneo del quartiere S. Croce a Reggio Emilia.
VILLA CORRER PISANI
L’articolo illustra il progetto di conservazione e riuso di Villa Correr Pisani, un complesso di fondazione seicentesca interessato da reiterati cambiamenti di proprietà che hanno portato a notevoli trasformazioni costruttive nonchè variazioni d'uso. Tuttavia l’affascinante salone affrescato, gli stemmi delle grandi famiglie veneziane dei Correr e dei Pisani che spiccavano sui fronti del corpo centrale e il paesaggio storico -naturalistico in cui si inserisce, hanno tenuto sempre vivo l’interesse da parte della comunità verso questa architettura.
Il progetto prevede la valorizzazione del complesso mediante la realizzazione di uno spazio museale, proponendo una nuova lettura dei fabbricati ed inserendo nuovi dispositivi per il consolidamento delle strutture, minimizzandone le integrazioni e avendo come obiettivo finale la sua conservazione.
LA CONOSCENZA COME BASE DI UNA CONSERVAZIONE SOSTENIBILE
La vigente normativa nazionale in materia di prevenzione del rischio sismico traccia un percorso metodologico mirante a conseguire una adeguata conoscenza del patrimonio edilizio esistente, preliminare e necessaria alla corretta progettazione di interventi per il recupero/adeguamento/miglioramento. Tale approccio assume particolare rilievo con riferimento ai manufatti a carattere monumentale; in tal caso, infatti, sicurezza e conservazione si fondono in un unico obiettivo, pertanto solo una conoscenza accurata può condurre a scelte sostenibili, ovvero ad interventi miranti a trasferire alle future generazioni la testimonianza inalterata di civiltà passate. Tale percorso metodologico è stato seguito per conseguire la conoscenza del manufatto denominato Casa del Mutilato di Lecce, edificio costruito nel ventennio fascista. Nel lavoro verranno sinteticamente riportate le fasi del percorso conoscitivo; la metodologia seguita e i risultati ottenuti costituiscono, sicuramente, una base fondamentale per la progettazione sostenibile di eventuali interventi sul manufatto in esame ma, soprattutto potrebbero rappresentare un valido format facilmente estendibile ad una categoria di opere con caratteri storico-architettonici e strutturali analoghi.