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ANTEPRIMA
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Disordine senza l'Ordine?
LANCIAMO UN SASSO su un tema che ci coinvolge in tanti e saremo lieti di raccogliere pareri favorevoli e contrari da tutti i lettori che vorranno scriverci a info@recmagazine.it A partire dal prossimo numero sarà nostra cura pubblicare e condividere le opinioni raccolte. SCRIVETECI NUMEROSI !
La composizione di nuove architetture, il restauro delle memorie materiali del passato così come la progettazione per il paesaggio o nel paesaggio sono attività che necessitano di studio, preparazione specialistiche, dedizione continua e passione. L’appartenenza a un Ordine professionale non qualifica automaticamente il professionista, non ne legittima il livello culturale e la capacità ma ne certifica solo burocraticamente l’iscrizione, ossia il fatto di aver pagato la salatissima tassa annuale. Per gli ingegneri e gli architetti, come per tutte le altre categorie professionali, dovrebbe essere facoltativa l’iscrizione al loro Ordine in modo sia di far diventare questa categoria un’autentica associazione che tuteli gli interessi degli iscritti sia di superare quel fine di controllo e di esclusione che stava alla base della legge fascista che ha istituito gli Ordini professionali.
Inoltre, perderebbe di significato il vergognoso istituto dell’esame di stato, che è una selezione delle lobby non sulle capacità professionali dei candidati, sul loro percorso di studio e sulle esperienze professionali ma per tutelare se stesse.
Narrate Architetti la vostra storia!
Le discipline scientifiche hanno scoperto la capacità di raccontare storie che rende tutto più affascinante e coinvolgente. Perché mai nel campo dell’architettura e del restauro non si usa la questa modalità narrativa?
IFCRASC17
Il 14-16 settembre si svolgerà IF CRASC’17, la settima edizione di un convegno - organizzato dal Politecnico di Milano, e dalla Associazione Italiana di Ingegneria Forense, AIF - il cui tema principale è rappresentato dai dissesti degli edifici civili ed industriali oltre che di quelli storici e monumentali.
Le tre giornate di congresso prevedono la presentazione di oltre 130 contributi, suddivisi in sessioni parallele. Gli atti del convegno sono stati raccolti in un volume cartaceo che verrà distribuito ai partecipanti.
Si tratterà di temi legati all’Ingegneria Forense ed in particolare verranno approfonditi i ruoli e le responsabilità dei professionisti, architetti ed ingegneri, in ambito di controversie e di appalto pubblico.
Ampio spazio nel convegno verrà dato agli aspetti della conservazione e del consolidamento del patrimonio storico. La voce della Soprintendenza illustrerà gli obblighi di tutela di un bene culturale danneggiato e le responsabilità che ne derivano, declinerà i criteri che devono preferibilmente essere seguiti nella conservazione degli edifici a carattere monumentale e gli errori da evitare in fase di restauro e consolidamento.
GRANDI PATRIMONI EDILIZI PUBBLICI
L’articolo presenta i primi risultati della ricerca “Unife sostenibile. Screening energetico del patrimonio edilizio dell’ateneo di Ferrara e proposte preliminari per la fase di programmazione degli interventi di retrofit”. Il lavoro prende avvio da una duplice esigenza dell’Amministrazione universitaria: possedere appropriati strumenti per una corretta analisi energetica del proprio patrimonio edilizio indirizzata alla pianificazione di opportune strategie di efficientamento, cosi come richiesto dal D.Lgs. n. 102/2014, e produrre gli Attestati di Prestazione Energetica, obbligatori per gli edifici Pubblici.
Il lavoro ha come obiettivo la messa a punto di uno strumento di analisi e programmazione degli interventi di riqualificazione energetica, semplificato e speditivo, utile alla gestione di grandi patrimoni immobiliari.
BENI CULTURALI ECCLESIASTICI E IMPIANTI
L’intervento appena concluso sul Battistero di Treviso, è parte di un progetto complessivo e articolato di valorizzazione del Complesso della Cattedrale di San Pietro Apostolo di Treviso.
Evidenzia un procedimento desueto di valorizzazione di un bene culturale ecclesiastico, che muove da interventi di tipo impiantistico (principalmente: riscaldamento e illuminazione) ai quali è stato attribuito valore architettonico.
Un procedimento impostato sul sintagma audit-retrofit piuttosto che sul sintagma materiali-degradi-interventi, stereotipo della scienza del Restauro; una sorta di analitica della forma (architettonica) del sistema impiantistico, significativamente agente sulle necessità primarie della fruizione dei luoghi, quali il comfort ambientale, compreso quello luminoso, e la sicurezza, nella doppia accezione di safety e security.
Il presente contributo costituisce la prima parte dell’articolo in cui sono illustrati i termini generali (metodologici) dell’intervento mentre nella successiva parte [in rec_magazine143] saranno presentate le soluzioni progettuali realizzate.
Circolo Filologico Milanese
Una forte sinergia “cultura-identità-impresa-eventi” connota la storia del capoluogo milanese sin dall’Esposizione Universale del 1906, ed è elemento essenziale della sua capacità di continuamente reinventare il proprio tessuto di relazioni urbane e sociali, in un’ottica di progettualità creativa aperta verso il futuro e verso un orizzonte internazionale, ma salda nelle sue radici.
A tale miglior carattere della Città, riconfermato dalla recente kermesse dell’Expo 2015, si sono ispirati i progettisti nel loro progetto preliminare di adeguamento normativo e di riqualificazione della storica sede del Circolo Filologico Milanese.
La prestigiosa istituzione necessita, infatti, di un ripensamento complessivo dell’edificio - secondo i principi della conservazione - capace di non snaturarne i caratteri e l’identità e di valorizzarne, per converso, le potenzialità inespresse. Un traguardo che il gruppo di progettazione, cui hanno partecipato anche studenti del Politecnico di Milano, insieme all’apporto - quali sponsor tecnici - di realtà produttive di punta del mondo dell’industria e dell’artigianato, ha saputo compiutamente prefigurare nel suo progetto, in termini di concreta e operativa fattibilità di intervento.
I SEGNI DEL TEMPO
Qualche mese fa, Il circolo musico-culturale “Il cenacolo”, ha organizzato un concorso fotografico itinerante per amatori in alcuni comuni della bassa padovana.
Lo scopo della competizione fotografica era quello di valorizzare un territorio poco conosciuto e pieno di potenzialità.
Ai partecipanti sono stati assegnati alcuni temi a cui rispondere con scatti fotografici.
Palazzo Bagatti Valsecchi
Il riuso, o il cambio di destinazione di un immobile, portano con sé la necessità di un adeguamento funzionale e strutturale, frutto di una progettazione che segue, per iter logico e cronologico, una fase conoscitiva ben distinta da quella progettuale. Tale fase si sviluppa attraverso l’acquisizione di dati sulla consistenza materiale e storica dell’edificio e sullo stato di salute dello stesso, attraverso la messa in campo di rilievi, indagini e prove disposte dal progettista, a fronte di ispezioni preliminari e delle trasformazioni previste dal progetto architettonico. La conoscenza delle geometrie, dei materiali, delle patologie, associata a quella della storia,della struttura e delle tecnologie del manufatto, permette di progettareun intervento ad azioni mirate e puntuali (minime), che sia efficace ma rispettoso dell’organismo edilizio nel suo portato storico di cultura formale, per le parti visibili, e rispettose del materiale e della tecnica per le parti invisibili.
Articolo tratto da recuperoeconservazione 100/2011
Rinforzo strutturale e conservazione
L’articolo mette a confronto due sistemi di rinforzo applicati ad un edificio realizzato in muratura di tufo: un tradizionale intonaco armato realizzato con rete elettrosaldata e betoncino da un lato e un intonaco armato di ridotto spessore che utilizza materiali compositi e malta esente da cemento.
Alcune prove di reversibilità condotte su murature in tufo di un edificio nel centro di Napoli hanno messo in evidenza i pregi dell’utilizzo di materiali compositi nel contesto di un cantiere di restauro, laddove i principi giuda rispondono a caratteristiche di compatibilità, reversibilità, durabilità e scarsa invasività.