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143

settembreottobre2017
recuperoeconservazione_magazine143

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L'Editoriale

La fiaba di Antropo è quella di tutti noi!

E’ una fiaba quella di Antropo che Paolo Torsello ci racconta per accompagnarci attraverso la storia dell’Uomo. E’ la fiaba di chi ha negli occhi l’interesse e l’intelligenza per osservare con quello che lui definisce stupore. Si pone infinite domande Antropo, che da un lato lo portano a capire e scoprire il mondo che lo circonda e dall’altro non arrivano necessariamente ad individuare delle risposte ma generano altre domande, in quel processo di crescita che fa diventare cultura l’esperienza.

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Disordine senza l'Ordine

... hanno risposto ...

Numerosi sono i riscontri arrivati in redazione in merito al tema dell’obbligatorietà di iscrizione agli Ordini Professionali a cui il nostro Direttore, prof. Cesare Feiffer, ha dedicato l’editoriale dello scorso numero di recuperoeconservazione_magazine.
Dopo il contributo del nostro Vicedirettore, ing. Alessandro Bozzetti, che nelle precedenti pagine ha rotto il ghiaccio e ha scritto per noi, riportiamo di seguito alcune fra le tante risposte pervenute e provenienti da figure autorevoli riconosciute nel nostro settore, tra cui Giovanni Carbonara, Enzo Siviero, Franco Laner ed altri.
Ringraziamo tutti per la partecipazione a questo ‘piccolo’ dibattito e speriamo che quanto pubblicato sia motivo di riflessione ulteriore sul tema, accrescendo in ciascun iscritto la consapevolezza di appartenenza al proprio Ordine, laddove numerosi colleghi indirizzano molta energia ed entusiasmo.

Il restauro timido

L’industria più pesante: il turismo

Il turismo sta diventando la più importante industria del nuovo secolo. Tuttavia il turismo di massa comporta molti aspetti negativi nelle città che subiscono un pericoloso processo di trasformazione.

da ALA ASSOARCHITETTI

Associazione Liberi Architetti

Fondata nel 1999, ALA è l’organizzazione dei progettisti liberi professionisti, maggiormente rappresentativa a livello nazionale, cha riunisce architetti, ingegneri civili edili, paesaggisti, pianificatori,
conservatori e designers liberi professionisti italiani.
ALA è riconosciuta dal Ministero del Lavoro e da numerose Amministrazioni regionali e locali, quale “parte sociale”, attraverso la Confederazione Italiana Libere Professioni, CONFPROFESSIONI, alla quale aderisce e che stipula il Contratto Nazionale Collettivo di Lavoro degli Studi Professionali.

da ASSORESTAURO

Associazione italiana per il restauro architettonico, artistico e urbano

E’ la prima associazione italiana tra i produttori di materiali, attrezzature e tecnologie, e i fornitori di servizi e imprese specializzate, nata nel 2005 per rappresentare il comparto nazionale del restauro e della conservazione del patrimonio materiale. Assorestauro è il punto di riferimento sia nazionale sia internazionale per chi voglia affacciarsi al mondo della conservazione italiana, intesa nel modo più ampio possibile, come sintesi delle svariate discipline che in esso convergono, delle professionalità specializzate, delle tecnologie e della crescente imprenditorialità. Un comparto che, se analizzato nel suo complesso, rappresenta una forte componente di mercato ed ha importanti ricadute nel settore turistico, dell’industria e del bio/edile.

da ARCo

Associazione per il Recupero del Costruito

L’ARCo è stata fondata il 6 marzo 1990 a Roma da alcuni dei migliori architetti e ingegneri, storici e restauratori italiani che hanno voluto concentrare pensiero e professione sul tema del recupero e del restauro del patrimonio architettonico storico percepito nella sua interezza di forma e di costruzione: architettura e materia come aspetti non separabili. E questo non soltanto in omaggio a una visione storico-critica del patrimonio che proprio in quegli anni si andava affermando, ma anche per esplorare ed esaminare i principi dell’arte di costruire premoderna al fine di proporre modalità di protezione dal rischio sismico specifiche per il patrimonio storico. Osservando i danni del terremoto del 1980 in Irpinia, alcuni dei futuri protagonisti dell’associazione avevano infatti precocemente capito quanto dannoso fosse stato l’inserimento di strutture rigide in cemento armato negli edifici storici costruiti in pietra, mattoni, legno e putrelle, con la pretesa di fortificarli.

BENI CULTURALI ECCLESIASTICI E IMPIANTI

Le soluzioni progettuali adottate alla chiesa di San Giovanni Battista a Treviso - Parte 2

Sulla base di un approccio metodologico inteso a (ri)attribuire al progetto di architettura la responsabilità etica della forma, ben lontana evidentemente dalla responsabilità tecnica che compete alle specifiche discipline (architettura, impianti, strutture, sicurezza, ecc.), l’intervento appena concluso al Battistero di Treviso, riscrivendo in termini architettonici il discorso impiantistico, configura una serie di soluzioni tecniche propedeutiche e funzionali al mantenimento dell'integrità, dell'efficienza funzionale e dell'identità del bene culturale ecclesiastico. Nella prima parte del testo, pubblicato in rec_magazine142, sono stati trattati i termini generali dell’intervento. Nella presente parte vengono illustrate le soluzioni progettuali realizzate.

CASTELLO ORSINI ODESCALCHI DI BRACCIANO

Progetto di ricerca e prime ipotesi interpretative - Parte 1

Il castello Orsini Odescalchi di Bracciano (Roma), che conserva parte degli elementi del XV e del XVI secolo, si presenta come un manufatto di grande qualità architettonica e artistica e di particolare interesse storico. Sebbene il castello sia descritto in numerose pubblicazioni non esistono su di esso studi recenti. Sulla base di questa constatazione è stata avviata dal Comune di Bracciano e dalla “Sapienza” Università di Roma, con la disponibilità della proprietà Odescalchi, una ricerca che intende indagare la storia del monumento anche con il supporto di un nuovo completo rilievo architettonico, realizzato dall’Università con la tecnica dello scanner laser. Il presente contributo riporta il risultato della lettura critica della bibliografia esistente, a partire dall’Ottocento, e delle preliminari osservazioni condotte sul monumento, che hanno permesso di contestualizzare, alla luce degli ultimi studi, le tesi dei vari autori sulla fase rinascimentale, anticipando alcune preliminari ipotesi interpretative.

La tabicada: tradizione e innovazione nella realizzazione di volte

La Sagrada Familia di Antoni Gaudì a Barcellona

La Sagrada Familia di Antoni Gaudì a Barcellona è un esempio di architettura unica al mondo non solo per quanto riguarda l’originalità del suo stile.
Tradizione e innovazione è il binomio intorno a cui ruota la realizzazione di questa grandiosa opera. Materiali e tecniche costruttive tradizionali trovano spazio in un contesto in cui l’innovazione e la sperimentazione sono continue. Se agli inizi del 1900 Antoni Gaudì utilizzò innovativi archi parabolici e torri svettanti e accanto ad essi recuperò la ‘bòveda tapicada’ di tradizione catalana in una forma rivisitata, oggi quest’ultima diviene ‘tabicada armata’, soluzione che impiega materiali GFRP per prestazioni strutturali più performanti.
Tipologia di rinforzo analoga è stata utilizzata anche a L’Aquila nell’ambito dei lavori di restauro e consolidamento di Palazzo Pica Alfieri, edificio danneggiato a seguito del sisma del 2009, come descritto nell’articolo che segue “La tecnica tabicada armata per il recupero di volte in folio” di A.Borri, G.Castori, M.Corradi, R.Sisti.

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LA TECNICA TABICADA ARMATA PER IL RECUPERO DI VOLTE IN FOLIO

L’articolo raccoglie le esperienze condotte sulla tecnica di intervento denominata “tabicada armata” per il recupero delle volte in folio portanti. L’intervento costituisce un’attualizzazione di una tradizionale tecnica costruttiva catalana, la tecnica tabicada, e consiste nel sovrapporre al primo corso di laterizi un secondo (ed eventualmente un terzo) con giunti sfalsati nelle due direzioni e frapponendo fra gli strati una rete preformata in fibra di vetro immersa in una matrice di malta idraulica.

UMIDITA’ DI RISALITA CAPILLARE

Analisi e soluzioni per il risanamento di murature

L’articolo affronta la problematica dell’umidità di risalita nelle murature e mette in evidenza come il fenomeno sia connesso alla presenza di un differenziale di potenziale elettrico. Viene illustrato un sistema non invasivo basato su una tecnologia che consente l’asciugatura delle murature in maniera permanente basandosi su un preciso principio di tipo fisico: invertendo il flusso delle molecole di acqua, il processo di deumidificazione avviene in modo naturale.

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dalle pagine di carta

Quartiere Coppedè a Roma

Il restauro negato tra ripristino e ricostruzione

Le immagini recenti del quartiere Coppedè di Roma, come pure di molti edifici liberty, ci mostrano opere nella maggior parte dei casi accuratamente rimesse a nuovo, soprattutto, ma non solo, per quanto riguarda le facciate, in cui prevale la volontà di voler ricondurre ai veri o presunti colori originali le superfici. Purtroppo, al di là delle intenzioni, questo modo di procedere rivela in realtà una scarsa attenzione conservativa ed una pratica di restauro responsabile, in vari casi, dell’irrimediabile danneggiamento delle opere oggetto d’intervento. I cosiddetti cementi decorativi, le vetrate policrome, le maioliche, i ferri battuti e gli stucchi sono i materiali che maggiormente caratterizzano l’esuberante decorazione naturalistica dell’architettura del periodo Liberty. Sono i cementi decorativi a costituire uno degli aspetti più innovativi collegati al periodo, soprattutto in rapporto al vivo dibattito attorno ai temi dell’arte e dell’industria.
Articolo tratto da recuperoeconservazione 93/2010