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marzoaprile2018
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RIVISTA

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Riviste 2018, numeri [145-150]

6 numeri [145-150]

25,00 €
L'EDITORIALE

Bellezza senza tempo?

La deformazione professionale di chi si occupa di restauro orienta in modo particolare l’interpretazione del discorso sulla bellezza perché viene spontaneo riferirla ai nostri mondi, ossia agli edifici storici, all’edilizia minore, alle murature e ai solai che oltre alla bellezza portano con se’ il tempo, che è un significato intimamente connesso alla bellezza e da questa per noi non separabile. Cos’è quindi quella bellezza quando percorre le soglie del tempo?

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IL RESTAURO TIMIDO

Il futuro dei musei è dentro le nostre case

Un’esposizione sorprendente e un atto di resistenza al sistema dei musei occidentali che spesso peccano di esagerazione, il Museo dell’innocenza è tra i più avvincenti degli ultimi anni e ci indica una direzione nuova da percorrere: il riscatto delle case museo.

   

"Un’enorme cupola a nido d’ape di otto strati che ripropongono forme geometriche in stile arabico. Una rete di canali che attira le acque del Golfo Persico al suo interno. Uno strano effetto di luci che penetrano sotto la cupola creando effetti particolari.  Il nuovo museo Louvre Abu Dhabi appena inaugurato ha una superficie di 97mila metri quadrati e ospita al momento 640 opere di cui la metà arriva dalla casa madre di Parigi. Progettato da Jean Nouvel è costato oltre 600 milioni di euro. [...]“

LA CULTURA DEL RESTAURO

Una favola ancora senza lieto fine

Il restauro del Castello di Saliceto “il giorno dopo”

Lungo l’antica Via del Sale, nel Piemonte sud-occidentale in provincia di Cuneo, sorge il Castello di Saliceto. Eretto verosimilmente tra il XII e il XIII secolo, il manufatto mostra oggi i segni stratigrafici di una vicenda costruttiva e trasformativa complessa, di cui ancora si distinguono le tappe essenziali: la fase difensiva medievale, le modifiche rinascimentali, la perdita della quarta torre angolare, il restauro dei primi anni Duemila, il recente e inaspettato abbandono.
Partendo dalla situazione attuale del fabbricato, il contributo ripercorre gli eventi che hanno coinvolto il castello negli ultimi vent’anni, si sofferma su ciò che accade “il giorno dopo” il restauro, ribadisce l’efficacia dell’operazione sul piano sincronico, ne indaga la risposta culturale all’indomani della chiusura del cantiere e, alla luce delle mutate condizioni al contorno, propone una riflessione sull’incidenza delle forze sociali, politiche ed economiche sull’azione di rivitalizzazione, sottolineando la necessità di porre in stretta relazione l’intervento di conservazione con i processi di gestione e manutenzione del patrimonio storico costruito e, come in questo caso, appena restaurato.

La Ca’ Brutta di Giovanni Muzio a Milano

Il cantiere di conservazione di un’architettura moderna PARTE SECONDA

Dopo quasi un secolo dalla sua realizzazione, l’audace architettura di Giovanni Muzio a Milano, considerata a quel tempo rivoluzionaria e troppo moderna, è stata oggetto di un importante intervento di restauro condotto nell’ambito della cultura della conservazione.
Materiali costruttivi e particolarità architettoniche presentavano i segni del tempo conferendo al manufatto un aspetto storicizzato che è stato rispettato nella definizione del progetto e nell’esecuzione dei lavori.
Nella seconda parte dell’articolo sono illustrate le attività di restauro condotte in cantiere e le modalità esecutive adottate nel rispetto dei materiali originali e delle caratteristiche architettoniche dell’opera di Muzio.

da do.co,mo.mo

Prospettive di tutela per il secondo Novecento

In questo contributo ci riallacciamo al precedente articolo riprendendo il tema della tutela dell’architettura contemporanea. Più precisamente, ci occupiamo dell’interesse culturale attribuibile a un’architettura, anche recente, per i suoi legami con alcuni aspetti salienti della cultura dell’epoca. Legami che prescindono dal riconoscimento delle qualità intrinseche dell’opera, spesso uniche e irripetibili, dal suo autore e dal tempo trascorso dalla sua realizzazione. La relativa norma del Codice, in base all’art. 10, comma 3, lett. d), è utilizzata in modo episodico e spesso improprio. Questo contributo illustra in sintesi le prospettive che un uso più pertinente e differentemente inteso di tale norma potrebbe aprire ad una azione di tutela più dinamica e strettamente collegata alla critica storiografica.

da ALA Assoarchitetti

Centri storici per un futuro prossimo

Che cosa comporta sul piano operativo un cambio di paradigma per la progettazione all’interno dei nuclei storici? Le condizioni per ottimizzare la vivibilità dei nuclei urbani sono spesso di natura immateriali: reti, relazioni, simboli, etc si possono progettare e sennò, almeno, si possono considerare nel quadro dei vincoli? Così come il lavoro non si crea per legge, il benessere non si decreta per norma, ma questo non vuol dire che esso non possa porsi come carattere guida o strategia dietro la progettazione. Ci serve una città impermanente e flessibile.

da ARCo

TERREMOTO DEL CENTRO ITALIA

Riflessioni sulle vulnerabilità del patrimonio architettonico danneggiato

La ricostruzione dei beni monumentali distrutti dal terremoto del Centro Italia deve necessariamente partire dalla comprensione delle vulnerabilità emerse nel costruito storico. Il presente lavoro vuole condividere alcune riflessioni che l’autore ha maturato durante un sopralluogo nelle zone rosse dei centri storici devastati dal sisma del Centro Italia, osservando le vulnerabilità intrinseche alla morfologia del patrimonio architettonico. Saranno analizzati casi studio sia dell’edilizia monumentale sia facenti parte del tessuto storico urbano. Dalla comprensione di questi punti di debolezza sismica deve ripartire una progettualità più consapevole della messa in sicurezza, non necessariamente totale per preservare le peculiarità artistiche, ma più efficace per impedire almeno il crollo e la perdita totale del bene architettonico. Per arrivare a questo risultato occorre intensificare le analisi delle vulnerabilità, mettere alla luce quelle nascoste nelle variegate tessiture murarie e nelle stratificazioni edificatorie intercorse nei secoli. E’ necessario ripensare l’azione di prevenzione, soffermarsi di più sulle carenze di alcune resistenze murarie che vanno migliorate con tecniche efficaci e non troppo invasive. Occorre arrivare al giusto compromesso tra conservazione e sicurezza, senza pregiudizi se in taluni casi si rendesse necessario l’utilizzo giudizioso di nuove tecniche o della rivisitazione di quelle antiche.

FRP PER IL CONSOLIDAMENTO DI ELEMENTI STRUTTURALI E DECORATIVI

Le mensole Liberty a Palazzo delle Piane a Savona

Costruito all’inizio del ‘900 in stile Liberty, Palazzo delle Piane si presenta nel centro storico di Savona con una facciata in blocchi di finta pietra cementizia martellinata ed elementi decorativi di tipo naturalistico con foglie, animali e figure femminili. Un intervento di manutenzione straordinaria delle facciate ha visto l’impiego di elementi in CFRP per alcune mensole in cemento già rinforzate in passato con la posa di elementi in acciaio che, secondo la prescrizione della Soprintendenza, sono stati rimossi poiché invasisi ed antiestetici. Le fasciature in carbonio utilizzate hanno assolto alle richieste funzioni strutturali di presa in carico dei balconi rispettando i valori estetici della facciata grazie alle proprie caratteristiche che ne hanno consentito la posa senza essere visibili.

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da ASSORESTAURO

CHI SONO I SOCI DI ASSORESTAURO?

La categoria “conoscenza: analisi, rilievo e diagnostica”

Le Aziende iscritte ad Assorestauro operano nel settore del restauro con le più diverse competenze e professionalità, rappresentando nel complesso l’intera filiera del settore.
L’appartenenza ad Assorestauro, consente alle Aziende associate di trovare una propria collocazione nell’ambito di alcune categorie omogenee che identificano le attività rappresentate per Gruppi.
I cinque gruppi sono: 01_Conoscenza: analisi, rilievo e diagnostica, 02_progettazione, 03_materiali e tecnologie,
04_interventi di restauro e recupero e 05_altri servizi per i Beni Culturali.
Nel presente numero sono presentate la Aziende che appartengono al primo gruppo di cui sopra, ossia sono iscritte come attive nell'ambito della "Conoscenza: analisi, rilievo e diagnostica".
Tra essi, presentano la propria Azienda in queste pagine AhRCOS e BOVIAR.

Associazione Dimore Storiche Italiane

Collaborazione con Mapei per la valorizzazione del patrimonio storico e architettonico

Attiva da oltre quarant’anni, l’Associazione Dimore Storiche Italiane, opera in Italia in rappresentanza dei tanti proprietari di castelli e palazzi storici di proprietà privata. Le numerosissime dimore disseminate sul nostro territorio nazionale costituiscono un patrimonio inestimabile e una grande risorsa in termini turistici. La conservazione di tali edifici implica attività di manutenzione continua; e Mapei ed A.D.S.I. hanno di recente stretto un sodalizio che consente agli Associati di avvalersi del supporto tecnico dell’azienda milanese, la quale ha messo a disposizione di chi si occupa di tale patrimonio tutto il proprio know out raccolto in tanti anni di esperienza nel settore del restauro.
Nel corso di una breve intervista, Gaddo della Gherardesca, Presidente Nazionale di A.D.S.I., racconta dell’associazione e del suo impegno a fianco dei proprietari di tante splendide dimore storiche.

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Il tempo e la luce

L’illuminazione artificiale di cui disponiamo abbondantemente da più di un secolo altera il modo di percezione naturale del nostro occhio, cui serve un tempo fisiologico, a volte anche lungo, per riuscire a vedere anche in condizioni di semi-oscurità. Questo “tempo di percezione” è un fattore su cui molto hanno riflettuto e indagato artisti dei secoli scorsi e però anche artisti contemporanei. Dal Convegno “Dal buio alla luce”–“From darkness to light”, Scuola Grande di San Rocco, 27–29 aprile 2016

I PORTALI MONUMENTALI DELL’ORISTANESE

Un segno dell’identità dei luoghi. Problemi di restauro e valorizzazione

La costruzione dei portali monumentali nelle campagne sarde rappresenta un fenomeno limitato ad un arco temporale compreso tra il XVII e il XIX secolo e ad uno specifico contesto geografico che si estende in alcune aree del nord Sardegna (Sassari e Alghero) e soprattutto nelle fertili pianure del Campidano di Oristano, area d’indagine del presente contributo. Lo studio si pone l’obiettivo di individuare e delineare brevemente le principali tipologie architettoniche, le tecniche costruttive adottate e le più importanti problematiche di degrado, evidenziando, in ultimo, la necessità di urgenti e mirati interventi di restauro, per la conservazione e la valorizzazione, tanto delle emergenze architettoniche, quanto dei singoli siti e del paesaggio del quale sono parte imprescindibile.

Problemi di risalita capillare

Il Museo della Collegiata a Castiglione Olona

L’articolo tratta la risoluzione di un caso di umidità di risalita capillare al Museo della Colleggiata a Castiglione Olona in provincia di Varese. Si prendono in considerazione le problematiche causate dall’umidità sulle murature dell’edificio, i parametri presenti prima dell’installazione del dispositivo ed il successivo graduale miglioramento dello stato delle murature e della vivibilità dell’immobile nel corso del tempo a seguito dell’azione del dispositivo che agisce invertendo il flusso delle molecole dell’acqua.

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