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luglioagosto2018
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RIVISTA

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riviste 2018

6 numeri [145-150]

20,00 €
L'EDITORIALE

La terza via

Due sono i perni attorno ai quali ruota il problema della ricostruzione: la compatibilità e la prevaricazione. Il primo è quello di ideare quel gesto sensibile che fondi le radici nella storia dell’architettura e del restauro rielaborando soluzioni colte e a misura. Il secondo è quello di proporre nelle lacune dei crolli e dei vuoti quel gesto forte con il quale si afferma il proprio ego e al quale la nostra categoria professionale non è proprio estranea. E’ proprio all'interno di queste due istanze che va approfondita la riflessione riguardo al rapporto tra l’antico e il contemporaneo.

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Il terremoto nel Centro Italia: ricostruzione e identità dei luoghi

Accanto al restauro dei più rinomati monumenti si pone il problema di come trattare il patrimonio architettonico diffuso e cosiddetto ‘minore’, quello dei piccoli abitati montani, dei borghi e delle frazioni in essi presenti. Problema di mantenimento non per sofisticate ragioni ‘culturali’ ma per reale apprezzamento della loro tradizionale qualità urbana, spontaneamente capace di favorire le relazioni di vicinato, gli scambi sociali, l’economia dei luoghi.

Si può, inoltre, ben affermare che la ricostruzione sia un tema primariamente paesaggistico, con tutto ciò che ne consegue in termini di scelte riguardo alle modalità di pronto intervento e di ‘primo reinsediamento’. Servirà anche una progettazione ‘per il restauro’ colta e consapevole, non gestuale né piattamente professionistica, ma densa d’impegno e di ricerca, flessibile e, soprattutto, non separata artificiosamente dai temi del consolidamento e della sicurezza sismica.

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IL RESTAURO TIMIDO

Uno sguardo sul futuro

la nuova alleanza con il passato

In un periodo di grandi cambiamenti non abbiamo scelta: la professione e la formazione devono cambiare radicalmente. In Italia abbiamo una grande tradizione di eccellenza nel rapporto tra nuova architettura e costruito che può indicarci una nuova rotta. Il nostro compito oggi potrebbe essere quello di stabilire una nuova alleanza con il passato e imparare a riconciliarci con la storia. Dovremmo riallacciare una certa confidenza con le testimonianze e sforzarci di intervenire con maggiore intelligenza.

Argomenti e dettagli delle giornate dedicate al restauro forense

Seminario Tecnico, venerdì 28 settembre a Treviso

L’Ingegneria Forense è una nuova disciplina che applica principi e metodi scientifici propri dell’ingegneria alla soluzione di problemi tecnici in ambito giudiziario. Inizialmente identificata con la consulenza tecnica giudiziaria, sta acquisendo sempre più importanza ed autonomia anche nelle normali attività professionali.
Perché parlare di Ingegneria forense e di Restauro? Si impone, nell’attività di restauro di beni storici, la necessità di trovare metodi e linguaggi condivisi che consentano alle figure coinvolte in un procedimento che riguarda il costruito storico in ambito forense di dialogare tra loro in modo univoco e comprensibile, avendo un approccio comune e tale da giungere ad un punto di convergenza.

www.trevisoforensic.it

RESTAURO E LEGGE

L’affiancamento legale nel campo del restauro

verso un nuovo modello di lavoro

Da questo numero un nuovo appuntamento per i nostri lettori dedicato al mondo legale e a tutto quanto riguarda gare e appalti nello specifico settore del restauro. La una nuova rubrica, a cura dell'Avv.to Eugenio Tristano, approfondirà tanti aspetti legali di interesse per tutti coloro che svolgono la propria attività confrontandosi con la complessa normativa che regola progettazione, aggiudicazione ed esecuzione lavori.

da ALA Assoarchitetti

Chi sarà e cosa farà l’Architetto nel 2040?

A luglio si è celebrato l’VIII Congresso nazionale degli architetti italiani “Abitare il paese”, incardinato su molti temi tra cui le città del futuro prossimo, una legge per l’architettura, l’immagine sociale dell’architetto e dell’urbanista. Non è stato invece trattato un altro tema vitale per la professione e per il Paese: Chi sarà e cosa farà l’Architetto nel 2040?
Attenzione, non si tratta di una domanda retorica, ma di interrogarci seriamente su chi sarà incaricato di coordinare la gestione del territorio tra 20 anni, di quali competenze dovrà essere in possesso, quale percorso di studi dovrà seguire.

Uno strumento decisionale per grandi patrimoni immobiliari

Calcolo energetico e fattibilità economica

La ricerca ha l’obiettivo di sviluppare un modello per la progettazione di un software capace di gestire interventi di efficientamento energetico su ampi patrimoni immobiliari, comprendendo analisi di fattibilità e processi di ottimizzazione, per supportare ed indirizzare l’iter decisionale. In particolare, nel caso di beni storici, l'efficientamento energetico è un'operazione estremamente complessa, costosa e difficile da governare, soprattutto se estesa a grandi portafogli: diventa allora cruciale valutare numerosi scenari alternativi di intervento per identificare le azioni che possano portare all’allocazione ottimale delle risorse, bilanciando al meglio risparmi e costi.

da do.co,mo.mo

La Cité de Refuge di Le Corbusier e Pierre Jeanneret

Il restauro condiviso di un patrimonio architettonico e sociale

Il contributo illustra l’intervento di restauro-ristrutturazione del 2011-15 sulla Cité de Refuge, realizzata negli anni ‘30 a Parigi da Le Corbusier e Pierre Jeanneret e più volte trasformata nel corso del ‘900, con particolare riguardo alla prassi operativa adottata basata sulla collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte, sul superamento della dicotomia tra le parti protette e quelle non protette, sulla decisione di escludere per le facciate la ricostruzione à l’identique dell’intero stato purista d’origine, tramandando invece la testimonianza delle trasformazioni succedutesi nel tempo.
L’intervento di restauro-ristrutturazione costituisce un’occasione per riflettere sui temi del restauro dell’architettura moderna e in particolare delle opere di Le Corbusier, sulla necessità e sull’efficacia delle procedure di protezione, sulla dialettica tra conservazione e trasformazione, sul rapporto tra restauro e progetto, sul dibattito tra la restituzione dell’immagine iconica di un’opera o la restituzione
della ‘vita’ di un’opera nel tempo, sull’esigenza di un edificio di continuare a ‘vivere’ dopo il restauro.

da ARCo

I buoni interventi di restauro: conservazione, adeguamento, riuso

VIII Convegno Nazionale, 18-19 gennaio 2019 Napoli

L’ARCo, al termine della propria ottava consigliatura terrà, come d’abitudine, il proprio Convegno nazionale, l’ottavo, dedicato questa volta ai buoni interventi di restauro, nei settori della conservazione, dell’adeguamento e del riuso. Il Convegno si terrà a Napoli nelle due giornate  del 18 e 19 gennaio 2019, a Palazzo Reale.
Organizzato in tre sessioni, il convegno vedrà alcune relazioni ad invito sui temi dello stato attuale della pratica del restauro del patrimonio architettonico, l'illustrazione di interventi di restauro con call for papars a professionisti, e la presentazione dei risultati del Premio ARCo_giovani giunto alla seconda edizione.

Nuovi antichi paesaggi fluviali

Riqualificazione paesaggistica alla nuova centrale idroelettrica di Pontoglio

La nuova centrale idroelettrica di Pontoglio (Brescia), sorta sulle rive dell’Oglio per iniziativa della società Seva srl, specializzata nello sviluppo di fonti di energia rinnovabili, rappresenta un virtuoso esempio di utilizzo della risorsa acqua per la produzione di elettricità, quale occasione anche per un più ampio progetto di valorizzazione paesaggistica e territoriale del contesto. Un progetto che, sul filo della memoria delle antiche manifatture e del loro legame col fiume, interviene con sapiente discrezione, nel ricucire linee e presenze del paesaggio antropico e di quello naturale, recuperandone il reciproco dialogo dopo anni di mesto e indifferente abbandono.

Gli interventi premiati

Mura Urbiche al Premio Mastrodica 2017_parte seconda

I lavori di tutela, conservazione e valorizzazione delle mura civiche di Viterbo e il Progetto di restauro conservativo delle mura sud orientali di Ninfa a Cisterna di Latina, hanno ricevuto il secondo premio ex-aequo del Premio nazionale Sisto Mastrodicasa, edizione 2017.
Dopo aver illustrato nel precedente numero (rec_magazine147) i primi due classificati, anch’essi ex-aequo, dedichiamo le pagine di questo articolo ai due interventi eseguiti a Viterbo e in provincia di Latina.

Rinforzi in fibra di carbonio

Le ex Colonie Padane a Cremona

Le ex Colonie Padane di Cremona sono un edificio razionalista degli anni Trenta realizzato per volere di Roberto Farinacci a poca distanza dal Po in una vasta area verde allo scopo di permettere ai bambini che non potevano andare al mare, di stare all’aperto ed al fresco durante le calde estati. Con la caduta del regime furono abbandonate e praticamente dimenticate. Oggetto di un recente intervento di riqualificazione che le ha riportate all’antico splendore e restituite alla cittadinanza, sono state interessate da interventi di rinforzo strutturale con fasciature in fibra di carbonio. Il progetto di consolidamento, scaturito dall’analisi del degrado delle strutture originali in calcestruzzo, ha tenuto conto dello stato di conservazione e delle necessità di adeguamento alla normativa vigente. I materiali compositi utilizzati, tessuti in fibra di carbonio, sono provvisti oggi di CVT, certificato di validazione tecnica, in sostituzione del precedente CIT, certificato di idoneità tecnica.

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Digital manufactory al servizio del restauro

Ricostruzione digitale e fisica di un elemento decorativo danneggiato

La documentazione tridimensionale ottenuta da sistemi di rilievo digitale garantisce un elevato grado di dettaglio e una buona accuratezza metrica, oltre ad assicurare una maggiore rapidità e ricchezza di informazioni, se confrontata con sistemi tradizionali di acquisizione dei dati.
Le nuove tecnologie e, nello specifico, la stampa 3D affiancata alle tradizionali tecniche di restauro, offre un supporto ai restauratori in qualità di velocità di esecuzione, leggerezza e sicurezza della copia, perché è possibile inserirvi dei supporti aggiuntivi che garantiscano coesione una volta posizionata nella sua sede definitiva. Altrettanto interessante è la possibilità di condividere le informazioni contenute al loro interno, rendendole immediatamente fruibili per altri interventi.
Il contributo di questo articolo è un esempio di come le nuove tecnologie e i nuovi materiali possano affiancarsi alle tecniche di restauro tradizionali e documentare come l’utilizzo del modello digitale e della stampa 3D possano contribuire alla salvaguardia del patrimonio culturale.

Restauro e consolidamento di murature in tufo

Palazzo Belmonte Riso sede del Museo Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea

Palazzo Belmonte Riso a Palermo, sede del Museo Regionale d'Arte Moderna e Contemporanea, è stato oggetto di un intervento di risanamento e restauro volto a restituire all'edificio l'originario impianto di planimetrico.
L'intervento ha riguardato principalmente la ricostruzione di due elevazioni dell'ala est dell'edificio che consentono di collegare architettonicamente la nuova fabbrica con la contigua esistente dell'ala sud a tre elevazioni.
Il progetto ha inoltre previsto interventi e presidi antisismici per la messa in sicurezza dell'edificio.

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da ASSORESTAURO

La categoria “Altri servizi per i Beni Culturali”

ECCO CHI SONO I SOCI DI ASSORESTAURO

Un ambito di attività estremamente vasto è quello relativo a tutti coloro che operano nel settore dei Beni Culturali espletando servizi di varia tipologia tesi per lo più alla promozione e divulgazione del nostro patrimonio. Si tratta di tutte quelle Associazioni che promuovono ambiti specifici di beni, di ricerca e di studio, di formazione e conoscenza.
Le associazioni e gli istituti di formazione che rappresentano specifici ambiti, in collaborazione con Assorestauro creano sinergie che valorizzano l’ambito del restauro e nuove prospettive di sviluppo per i settori.