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RIVISTA
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riviste 2019
6 numeri [151-156]
Dal dire al fare
Valorizzare non è ricavare a breve reddito economico, non è la rendita immediata che si può trarre dai beni culturali, come purtroppo sostiene molta politica o anche qualche addetto ai lavori. In pratica non sono i biglietti venduti, non è il maggior valore economico dei prodotti messi in esposizione nella cornice di una villa antica, non è il numero delle presenze alberghiere nelle città d’arte ma è un qualcosa di più fine, più articolato e più complesso. Troppo spesso si banalizza e la si confonde con la mercificazione immediata ma una valorizzazione della cultura così intesa è attività profonda e colta che, come sostiene Michele Trimarchi s’indirizza a facilitare e incoraggiare l’estrazione del valore culturale da opere d’arte, da un monumento, un palazzo, un borgo storico, dalle collezioni museali, etc.
Il “Formenti”
Caposaldo dell’epoca sulla buona pratica del costruire, corredato di una ricchissima dotazione di tavole a colori di soluzioni costruttive conformi a cura dell’Ingegner Cortelletti, il volume del Formenti restituisce appieno il milieu dei primi decenni del ‘900 nei campi dell’architettura tecnica e della tecnologia per le opere di architettura.
Incamottatura su strutture lignee
L'articolo presenta uno studio multidisciplinare sull'incamottatura, scoperta come applicazione estensiva su strutture portanti lignee del sottotetto di Villa Rucellai a Quaracchi (Firenze). Tale tecnica, solitamente impiegata in dipinti su tavola e sculture lignee con l'intento di migliorare le caratteristiche del supporto della parte pittorica, non risulta essere mai stata descritta né citata in alcun testo antecedente questo studio nell’applicazione strutturale. La maggior parte dell'incamottatura, con le relative decorazioni pittoriche, è andata perduta nel corso degli oltre 500 anni di vita del tetto. Tuttavia il materiale ancora in opera consente di intuire l'alto livello di qualità della resa pittorica che l'utilizzo dell’incamottatura ha consentito all'epoca della realizzazione.
Legittimità dell’aggiunta e governo della trasformazione
Intorno al tema del progetto sul costruito è aperto il dibattito tra conservazione rigorosa della materia storica, ma anche dell’immagine, e progetto del nuovo. Uno dei nodi centrali è quello sollecitato dai quesiti sulla legittimità dell’aggiunta e sulla congruità della trasformazione. Mentre la storia del restauro può essere narrata anche come storia delle trasformazioni che gli edifici hanno subito nel tempo - che oggi leggiamo come espressioni dei vari momenti storici che l’edificio ha attraversato – parrebbe che i segni espressivi della contemporaneità non possiedano la medesima legittimità. È quindi necessario dotarsi di criteri per quanto possibile obiettivi, che siano di supporto a scelte di inevitabile trasformazione del costrutto storico, giustificate se non altro dal continuo mutamento delle esigenze dell’utenza, a partire dalla ineludibile considerazione che gli edifici sono oggetti d’uso e che l’uso sia la prima forma di conservazione.
Amicizia
Ci sono amici con cui si condivide la passione per il mondo con la voglia di conoscerlo, di esplorarlo, di scandagliarlo. Sono coloro che ci fanno capire che l’amicizia è contagiosa e che si può trasmettere dalle persone ai luoghi, agli edifici.
Differenza fra "proposte migliorative" e "varianti" nel restauro
L’operatore economico che partecipi ad una gara pubblica di restauro, da aggiudicarsi secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, si trova, molto spesso, a domandarsi fin dove possa spingersi nel proporre migliorie al progetto, senza travalicarne i limiti, rischiando l’esclusione dalla procedura.
La valorizzazione dei Beni Culturali_P1
La valorizzazione dei beni culturali, a partire dal primo momento in cui se ne fa menzione con la Commissione Franceschini sino all’attuale Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, ha attraversato un difficoltoso excursus temporale, seguendo un fil rouge che conduce ad una rinnovata autonomia definitoria, intorno a cui si costruisce un apparato di contenuti e strumenti.
Se inizialmente la valorizzazione viene considerata effetto implicito della tutela con soventi sovrapposizioni e rinvii alla stessa individuabili nei provvedimenti legislativi, si arriva oggi ad una volontà di definire il più nettamente possibile la distinzione tra le diverse attività e funzioni in materia di beni culturali, sino forse, al pernicioso estremo opposto.
Stadio San Siro a Milano
A fronte del configurarsi sempre più reale dell’ipotesi della demolizione dello Stadio in favore della ricostruzione di un nuovo impianto, Do.co,mo.mo ha inviato alla Soprintendenza competente una lettera d’appello con cui difende l’edificio esistente, risultato di un progressivo sviluppo nel tempo e testimonianza architettonica che è ormai parte integrante della città. Pubblichiamo di seguito la lettera d’appello corredata da una serie di immagini a testimonianza della storia dello Stadio, risultato di progetti di trasformazione e ampliamento al passo con l’evolversi di una funzione e di nuovi usi e destinazioni.
La storia, il terremoto e la messa in sicurezza
Il “viaggio” che vogliamo condividere con i lettori di rec_magazine ha inizio ben prima del 2009, attraverso la storia della città di L’Aquila nei secoli, mediante i principali eventi che hanno contributo a definirne l’impianto e la struttura. Seguono il sisma e lo scenario dell’immediato post terremoto con la descrizione delle principali attività svolte per conseguire la messa in sicurezza del territorio attraverso le immagini di alcuni interventi particolarmente significativi e complessi.
Contributi di Raffele Colapietra, Antonio Sabino, Antonio Mannella, Lucia Milano, Augusto Ciciotti
LA DIAGNOSTICA APPLICATA ALLE MURATURE STORICHE
La necessità di approfondimento delle diverse peculiarità materiche e costruttive del fabbricato storico richiede un ruolo sempre più importante della diagnostica all’interno del cantiere di restauro. La fase di conoscenza dovrebbe diventare momento obbligatorio di analisi, indispensabile per comprendere le vulnerabilità strutturali dell’edificio, soprattutto quelle non visibili che potrebbero attivare altri potenziali meccanismi di danno.
Il restauro del Castello di Monasterace
Il restauro del Castello di Monasterace (RC), architettura fortificata di fine XVI secolo a quattro lati con bastioni pentagonali agli angoli, è particolarmente significativo trattandosi di un intervento su un bene monumentale su cui sono state operate molte manomissioni e aggiunte, avvenute principalmente nella seconda metà del XX secolo. Tra gli interventi di restauro vi è il miglioramento sismico delle parti strutturali dell'edificio che ha riguardato sia le volte in mattoni e in pietrame (a crociera, a botte, a schifo) e sia le murature verticali.
Completano i lavori al castello la valorizzazione delle strutture archeologiche rinvenute al piano terra dell'edificio e il restauro degli affreschi che decorano le stanze del primo piano, scoperti per caso sotto vari strati di pittura.
Una storia mediterranea
Poche città al mondo possono vantare un passato come Istanbul, crocevia e ponte tra differenti culture, che oggi ospita un piccolo esempio di conservazione frutto della fusione tra la cultura del restauro italiana e quella turca. Nelle profondità della città vecchia di Costantinopoli, parte dell’area UNESCO, tra le fortificazioni ed un antico complesso monastico sorge un battistero ottagonale bizantino, trasformato nel XV secolo in moschea, La Sheik Suleiman Masjid. Oggi il quartiere residenziale di Fathy circonda la moschea, utilizzata come luogo di culto della popolazione locale.
Superfici ad intonaco
Mapei ha contribuito al restauro e alla riqualificazione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, sede dei laboratori in cui è stato costruito, conservato e riparato materiale ferroviario nel passato. A 20 anni dalla sua inaugurazione nel 1989, il museo ha subito un deterioramento causato dall'aria salata e dalla mancanza di manutenzione. Per il restauro del museo sono stati investiti circa 15 milioni di euro. Mapei ha fornito prodotti e sistemi per l’intonaco deumidificante macroporoso e rivestimenti colorati sulle facciate.
Premio ARCo Giovani 2018
Il Premio Arco Giovani per tesi di laurea in restauro e recupero del costruito esistente è giunto alla sua terza edizione ed anche questa volta ha visto la nutrita partecipazione di giovani laureati in restauro, ma non solo, provenienti da tante sedi universitarie italiane. I temi trattati sono i più vari con una particolare attenzione, oltre agli argomenti più tradizionali del restauro architettonico e urbano, al recupero dell’edilizia moderna e contemporanea con l’inserimento di nuove funzioni ed elementi architettonici.