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RIVISTA
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Riviste 2024, numeri [179-184]
6 numeri [179-184]
"Oi ndemo a veder i pin floi"
I 35 anni dal concerto dei Pink Floyd a Venezia sono l’occasione per una riflessione sui limiti e sui modi della cosiddetta valorizzazione del Patrimonio sia esso città storica, borgo, paesaggio o singolo monumento architettonico. Oggi queste iniziative si vorrebbero dilatare a dismisura, puntando più alla spettacolarizzazione, all’esasperazione scenografica, sugli effetti speciali illuminotecnici, sonori, e anche ricostruttivi di realtà mai esistite piuttosto che organizzare la loro tutela in modo più raffinato, colto e anche pragmatico.
GLI EQUIVOCI DELLA SOSTENIBILITÀ
Sembra un paradosso ma gli edifici antichi sono molto meglio energeticamente delle nuove case passive. Queste ultime consumano poco per il loro utilizzo tuttavia sono molto fragili, delicate e poco durevoli. Conservare per il criterio di sostenibilità è decisivo oggi. Conseguentemente ogni edificio a rischio demolizione va protetto solo per il fatto che esiste. Ce lo siamo dimenticato ma dobbiamo ritornare a prevedere edifici durevoli. Conservare gli edifici vuole dire tutelare l’ambiente.
FRAMMENTI E LACUNE
Un utile e stimolante confronto internazionale tra posizioni a tratti vicine, ma anche assai lontane, sul tema “Il frammento e la lacuna. Il progetto per il patrimonio costruito” si è svolto a Roma nel corso di una Giornata di Studio svoltasi a Roma nel mese di luglio (DIAP e DSDRA di Sapienza-Roma, TUM di Monaco, a cura di P. Carlotti e D. Esposito).
Lo stesso titolo della Giornata di studio fa molto riflettere perché ci si chiede: esiste un rapporto diretto o inversamente proporzionale tra frammento e lacuna? E poi, ancora, quanto deve essere consistente (o inconsistente) il
frammento per essere considerato tale? Qual è il limite di estensione di una lacuna?
LA CHIESA DELL’ASSUNTA DI LAMADACQUA, NOCI (BA)
Completata nel 1963, parte integrante del ‘Centro di Servizio’ di Lamadacqua a Noci (BA), la chiesa dell’Assunta fu progettata dagli architetti Plinio e Paolo Marconi, cui si deve l’elaborazione della planivolumetria dell’edificio. Esempio della fragilità di molte architetture del Novecento, il restauro ne ha conservato materia autentica e forma, ricostruita sulla base delle parti ancora misurabili.
LE DIMORE STORICHE ITALIANE APRONO LE PORTE AI VISITATORI
La Giornata Nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane mira alla sensibilizzazione del pubblico culturalmente interessato ad un patrimonio architettonico presente su tutto il territorio nazionale, le dimore storiche private con i loro giardini, parchi, cappelle ed edifici rurali.
La 14esima edizione ha visto il coinvolgimento di dimore storiche in venti regioni del territorio italiano con 502 aperture di dimore, castelli, rocche, palazzi, residenze, regge, ville, fortezze e piazzeforti gestite tramite visite guidate prenotate distribuite su tutta la giornata ed ha registrato 180.000 visitatori.
ILLUMINAZIONE DEI BENI CULTURALI
Nel mese di settembre, l’Associazione sarà coinvolta in un convegno ospitato al Ministero della Cultura con l’intento di approfondire le nuove opportunità nel campo dell’illuminazione de beni culturali. L’incontro si concentrerà su interventi in ambito interno, trattando aspetti metodologici e conservativi, con un focus particolare sull'efficientamento energetico degli impianti.
IL CASTELLO ESTENSE DI FERRARA
Il 29 settembre 1385, nel giorno di S. Michele, iniziava la costruzione del Castello Estense di Ferrara, trasformato da fortezza a simbolo della conservazione del patrimonio culturale cittadino, dichiarato sito patrimonio UNESCO nel 1995.
Dopo il terremoto del 2012, è al centro di un ambizioso progetto di valorizzazione che include interventi di restauro e miglioramento sismico. Il progetto mira quindi ad ampliare l’area espositiva e museale del Castello e a migliorarne la fruibilità, rendendolo un centro culturale vivo e accessibile, integrato nella vita cittadina.
VILLE STORICHE E UMIDITA' DI RISALITA
L'umidità di risalita nelle ville storiche rappresenta una vera e propria minaccia per la loro conservazione. Questo fenomeno silenzioso ma inesorabile provoca danni strutturali, estetici e di salubrità degli ambienti, compromettendo l'integrità e il fascino di questi edifici preziosi. Il contributo presenta alcuni esempi di Ville italiane laddove è stato installato il sistema Biodry e l’attività di monitoraggio continuo ha dimostrato il progressivo miglioramento del problema dell’umidità di risalita fino a valori importanti che permettono di considerare asciutte le antiche murature.
VILLA FRANCHIN AD AGUGLIARO (VI)
Le problematiche di risanamento connesse all'umidità di risalita che ha ammalorato le superfici di Villa Franchin in provincia di Vicenza, sono state affrontate con il Sistema Deumidificante MGN che si basa sul principio della continua evaporazione dell’acqua assorbita dalla muratura sì da mantenere le superfici asciutte prevenendone il degrado: la costante evaporazione abbassa il livello di risalita delle acque, portando gradualmente al raggiungimento dell’equilibrio statico.
CONSERVAZIONE E ANTINCENDIO_PARTE 2
Il recente incendio di Rouen in Francia, che ha devastato la guglia della storica Cattedrale, ci deve far riflettere sul delicato equilibrio tra l’intervento di conservazione e l’adeguata sicurezza di cui si deve disporre in fase di cantiere. L’attenzione alle potenziali cause di innesco e ai dispositivi di spegnimento è, infatti, fondamentale soprattutto (ma non solo) nelle attività di manutenzione/conservazione relative a strutture infungibili. Occorre un vero e proprio progetto antincendio, per il durante (il cantiere) e per il dopo (la fruizione delle Architetture), sempre con pari sensibilità per l’identità dei siti.
VILLA MAINERO A TOIRANO
L’intervento di restauro a Villa Mainero è consistito nel ripristino della balaustra perimetrale e di parte del muro di cinta che delimita, per buona parte, il parco della villa. Gli interventi in progetto, che sono consistiti nel completamento e nel ripristino degli elementi che compongono la balaustra, sono stati realizzati riproponendo la geometria originaria delle varie modanature e riprendendo la granulometria esistente, con l’ausilio di una malta a base di Cemento Naturale Prompt Supérieur.
Il quartiere INA-Casa di Cesate
L’articolata e complessa storia del quartiere Ina-Casa di Cesate (1951-1958), ubicato a 15 km da Milano - progettato da Franco Albini, Giovanni Albricci, lo studio BBPR, Ignazio Gardella e Enrico Castiglioni autore dell’unico edificio multipiano - si presta a una riflessione sul ruolo preminente che può e deve assumere la comunità nelle politiche di tutela e gestione del patrimonio urbano.
RESTAURO 'LIBERTY' A VERONA
L'intervento di restauro di un palazzetto 'Liberty' a Verona è stato realizzato all'insegna dei principi della bioarchitettura: eco-sostenibilità e bio-compatibilità. I prodotti utilizzati, della linea Novantica, in particolare per la totale assenza di cemento nella sua formulazione, la sua compatibilità con i materiali originali della costruzione, sia dal punto di vista chimico che fisico e l’elevata traspirabilità ed igroscopicità ha pienamente soddisfatto i progettisti.