ISSN 2283-7558

106

settembre2013

106

Rivista in PDF

per scaricare recmagazine devi sottoscrivere un abbonamento

ABBONATI ORA
L'EDITORIALE

ARCHITETTI “STELLA” A VENEZIA

Dopo qualche periodo di silenzio dovuto al trasloco sul web, e quindi con qualche giustificato ritardo, merita riflettere sull’ormai conclusa (?) avventura (non a lieto fine) del progetto Koolaas per il Fondaco dei Tedeschi a Venezia che è scomparso improvvisamente dalla scena delle polemiche.
Oggi il progetto è approvato, il cantiere è iniziato e, dopo che sono state modificate (ma non diminuite) altane, terrazze, camminamenti aerei sul Canal Grande, scale mobili che trafiggono spazi cinquecenteschi, nuove costruzioni nel cortile centrale e libertà creative di vario genere; ora il tutto corrisponde per incanto alle normative e ai regolamenti. Tra qualche tempo potremo giudicare in diretta e sul “corpo” del monumento la qualità dei pensieri e delle opere, tra non molto il monumento sarà trasformato in modo irreversibile a centro commerciale...



IL RESTAURO TIMIDO

GUARITORE O CURATORE?

L'architetto da guaritore dei luoghi (con tutto l'armamentario del moderno) diventerà curatore dei luoghi. Ciò significa che dalla tradizionale idea ottimistica di guarigione (della città, dell'edificio, dell'oggetto) si passerà all'idea problematica di continuità curativa. Essa implica di imparare ad assistere, cioè stare accanto ai luoghi con pazienza, intelligenza e grazia; in poche parole si passa dalla terapia alla cura.

HEALER OR CURATOR

The “site - healer” architect (with all the paraphernalia of the modern era) will become a “site - curator”. This means that we’ll pass from the traditional optimistic idea of healing (a city, a building, an object) to a problematic idea of continuously healing. It involves learning to assist, i.e. to stand close to the sites with patience, intelligence and grace; in a nutshell the passage will be from the therapy to the cure.



FOCUS SOSTEMIBILITA'

UMIDITA’ DI RISALITA

Il problema nelle murature storiche

L'umidità di risalita è un fenomeno molto diffuso, soprattutto nelle murature storiche esistenti, attraverso il quale l'umidità penetra nei manufatti e costituisce una delle cause più frequenti del degrado degli edifici. Molti sono stati gli studi circa la risoluzione di tale problematica, poi ci si è approcciati alla tecnica della cosiddetta “barriera chimica”, un trattamento che mira a impedire la risalita dell’umidità creando una barriera di resine impermeabilizzanti.

RISING DAMP

The problem in historic masonry

Rising damp is a widespread phenomenon, especially in the existing historic masonry, through which moisture penetrates the artifacts and is one of the most frequent causes of the deterioration of the buildings. There have been many studies about the resolution of this problem, then there is approached to the technique of so-called "chemical barrier", a treatment that aims to prevent rising damp creating a barrier of waterproofing resins.



RISPARMIO ENERGETICO E IMMOBILI STORICI VINCOLATI

L’impianto di illuminazione a gestione domotica della Cattedrale di Nardo' (Lecce)

Il progetto di riqualificazione funzionale della Cattedrale di Nardò (Lecce) si è basato sullo studio di un sistema che, oltre a dotare l’edificio sacro di un nuovo e moderno impianto di illuminazione fosse in grado di ottimizzare i consumi producendo un sensibile risparmio energetico. Tutti i corpi illuminanti prescelti sono dotati di dispositivi di variazione dei flussi luminosi e di lampadine alogene o a LED, ogniqualvolta possibile, con doppia supervisione domotica per il tramite di un sistema elettronico di interconnessione e di gestione BUS a protocollo (aperto) DALI per la gestione dell’illuminazione della Cattedrale ed un sistema elettronico di interconnessione e di gestione BUS, su doppino intrecciato non schermato (UTP), a protocollo (aperto) KNX per la supervisione generale, per l’illuminazione dei vani accessori e per la gestione di oltre il 50% delle prese. I corpi illuminanti sono tutti pezzi speciali modificati appositamente per la Cattedrale e dotati di appositi alimentatori “dimmerabili” DALI, adatti ad essere inseriti in qualsiasi “scenario funzionale”. Così, qualora le esigenze dovessero mutare, sarà sufficiente aggiornare gli “scenari” senza effettuare opere murarie o impiantistiche, ma semplicemente riprogrammando l’impianto.

ENERGY SAVING FOR HISTORICAL HERITAGE

The domotised lighting system of the Cathedral of Nardo' (Lecce)

The functional qualification process of the Cathedral of Nardò (Lecce) is based on the analysis of a system aimed at providing the holy building with a new, modern lighting system as well as at optimising consumptions for a remarkable energy saving. All illuminating devices are characterized by extreme flexibility, allowing to modify the luminous fluxes through a continuous regulation of the load; moreover, using both halogen and LED lamps (Light Emitting Diode), the project provides for dual domotical control systems by an electronic system of interconnection and management (BUS) with a DALI (open) protocol to manage the illumination of the Cathedral and an electronic system of management and interconnection (on UTP - Unshield Twisted Pair) with a KNX (open) protocol to supervise and light the accessory areas and the managing of over 50% of all the sockets. All illuminating devices are ad-hoc devices specifically conceived for the Cathedral and equipped, following our indications, with specific DALI feeders and therefore all adjustable and adaptable to each “functional scenario”. Hence, in the future, should the needs of the Cathedral change, it will be sufficient to update the “scenarios” accordingly and re-programme the system, avoiding masonry works or interventions on the systems.



IL PATRIMONIO COSTRUITO IN TERRA CRUDA

Una sfida per la conservazione

L’attenzione per le architetture in terra risale ai primi anni ‘70; da allora si registra un notevole approfondimento conoscitivo su tale patrimonio, a cui tuttavia non sembra corrispondere ovunque una prassi conservativa efficace. Gli interventi sull’architettura in terra, infatti, sono generalmente volti al ripristino, con esiti spesso falsificanti. Oggi è opportuna una riflessione teorica per orientare gli interventi in una direzione più strettamente conservativa; a questo proposito la ricerca scientifica può fornire un contributo determinante per la scelta di materiali di restauro che consentano di intervenire in modo compatibile ma distinguibile.

EARTHEN ARCHITECTURE

A challenge for the conservation

Today there is a remarkable knowledge of this architectural heritage, but there is not an effective evolution of theorical reflection; in fact the operative method of earthen architecture recovery is directed more to restore rather to conservation, especially as regards the building in use.
All this offers the opportunity for a reflection about the basic principles of conservation, but also for orienting restoration works of historical earthen architectures towards a more conservative direction, taking care of their authenticity.