ISSN 2283-7558

Ultima uscita

L'EDITORIALE

Bellezza senza tempo?

La deformazione professionale di chi si occupa di restauro orienta in modo particolare l’interpretazione del discorso sulla bellezza perché viene spontaneo riferirla ai nostri mondi, ossia agli edifici storici, all’edilizia minore, alle murature e ai solai che oltre alla bellezza portano con se’ il tempo, che è un significato intimamente connesso alla bellezza e da questa per noi non separabile. Cos’è quindi quella bellezza quando percorre le soglie del tempo?

Is beauty timeless?

The interpretation of beauty, by people working in restoration, very often refers to historical and minor buildings and brickworks. The beauty of these buildings transcends the time in which they were built. The concept of time is closely linked to our concept of beauty, so what do we mean when beauty travel through time?

IL RESTAURO TIMIDO

Il futuro dei musei è dentro le nostre case

Un’esposizione sorprendente e un atto di resistenza al sistema dei musei occidentali che spesso peccano di esagerazione, il Museo dell’innocenza è tra i più avvincenti degli ultimi anni e ci indica una direzione nuova da percorrere: il riscatto delle case museo.

   

"Un’enorme cupola a nido d’ape di otto strati che ripropongono forme geometriche in stile arabico. Una rete di canali che attira le acque del Golfo Persico al suo interno. Uno strano effetto di luci che penetrano sotto la cupola creando effetti particolari.  Il nuovo museo Louvre Abu Dhabi appena inaugurato ha una superficie di 97mila metri quadrati e ospita al momento 640 opere di cui la metà arriva dalla casa madre di Parigi. Progettato da Jean Nouvel è costato oltre 600 milioni di euro. [...]“

The future of museums is inside our homes

A surprising exhibition and an act of resistance to the system of Western museums that often sin by exaggeration, the Museum of Innocence is among the most compelling in recent years and shows us a new direction to go: the redemption of museum houses.

LA CULTURA DEL RESTAURO

Una favola ancora senza lieto fine

Il restauro del Castello di Saliceto “il giorno dopo”

Lungo l’antica Via del Sale, nel Piemonte sud-occidentale in provincia di Cuneo, sorge il Castello di Saliceto. Eretto verosimilmente tra il XII e il XIII secolo, il manufatto mostra oggi i segni stratigrafici di una vicenda costruttiva e trasformativa complessa, di cui ancora si distinguono le tappe essenziali: la fase difensiva medievale, le modifiche rinascimentali, la perdita della quarta torre angolare, il restauro dei primi anni Duemila, il recente e inaspettato abbandono.
Partendo dalla situazione attuale del fabbricato, il contributo ripercorre gli eventi che hanno coinvolto il castello negli ultimi vent’anni, si sofferma su ciò che accade “il giorno dopo” il restauro, ribadisce l’efficacia dell’operazione sul piano sincronico, ne indaga la risposta culturale all’indomani della chiusura del cantiere e, alla luce delle mutate condizioni al contorno, propone una riflessione sull’incidenza delle forze sociali, politiche ed economiche sull’azione di rivitalizzazione, sottolineando la necessità di porre in stretta relazione l’intervento di conservazione con i processi di gestione e manutenzione del patrimonio storico costruito e, come in questo caso, appena restaurato.

A fairy tale still without a happy ending

The restoration of Saliceto Castle “the day after”

Saliceto Castle stands along the ancient Via del Sale (Salt road), in the province of Cuneo, in southwestern Piedmont, Italy. Probably built between the twelfth and the thirteenth century AD, the structure shows today the stratigraphic signs of several and subsequent rearrangements, whose fundamental stages can still be observed: the defensive medieval phase, the Renaissance changes, the loss of the fourth corner tower, the restoration works of the early 2000s, the recent and unexpected abandonment.
Starting from the current state of the building, this paper traces back the main events in the castle’s history of the last twenty years, focusing on what happened "the day after" the restoration, stressing the effectiveness of the whole project, and investigating the cultural response after the closing of the worksite. Finally, in the light of changed circumstances, the paper reflects on the impact of social, political and economic forces on the redevelopment project, underlining the need to closely combine the conservation actions with the management and maintenance processes of the recently restored – as in this specific case – built heritage.

La Ca’ Brutta di Giovanni Muzio a Milano

Il cantiere di conservazione di un’architettura moderna PARTE SECONDA

Dopo quasi un secolo dalla sua realizzazione, l’audace architettura di Giovanni Muzio a Milano, considerata a quel tempo rivoluzionaria e troppo moderna, è stata oggetto di un importante intervento di restauro condotto nell’ambito della cultura della conservazione.
Materiali costruttivi e particolarità architettoniche presentavano i segni del tempo conferendo al manufatto un aspetto storicizzato che è stato rispettato nella definizione del progetto e nell’esecuzione dei lavori.
Nella seconda parte dell’articolo sono illustrate le attività di restauro condotte in cantiere e le modalità esecutive adottate nel rispetto dei materiali originali e delle caratteristiche architettoniche dell’opera di Muzio.

The Ca' Brutta by Giovanni Muzio in Milan

The building site of a modern architecture SECOND PART

After almost a century, this Giovanni Muzio’s building, considered since its creation revolutionary and too modern, has been the subject of an important restoration carried out in the context of the culture of conservation.
Its construction materials and architectural features were affected by the signs of time, which gave to the architecture a particular historical aspect, that has been respected in project and in the execution.
In the second part, the restoration activities and the methods adopted in the restoration site, in compliance with the original materials and the
architectural features in Giovanni Muzio works.

da do.co,mo.mo

Prospettive di tutela per il secondo Novecento

In questo contributo ci riallacciamo al precedente articolo riprendendo il tema della tutela dell’architettura contemporanea. Più precisamente, ci occupiamo dell’interesse culturale attribuibile a un’architettura, anche recente, per i suoi legami con alcuni aspetti salienti della cultura dell’epoca. Legami che prescindono dal riconoscimento delle qualità intrinseche dell’opera, spesso uniche e irripetibili, dal suo autore e dal tempo trascorso dalla sua realizzazione. La relativa norma del Codice, in base all’art. 10, comma 3, lett. d), è utilizzata in modo episodico e spesso improprio. Questo contributo illustra in sintesi le prospettive che un uso più pertinente e differentemente inteso di tale norma potrebbe aprire ad una azione di tutela più dinamica e strettamente collegata alla critica storiografica.

Conservation prospects for the late XX Architecture

This paper refers to the previous one regarding the theme of contemporary architecture. We will be focusing on the cultural interest that we can also attribute to recent architecture, due to its ties with some cultural aspects of its time. These links are regardless not only to intrinsic and unique architecture values, but also to its author and to the date of its construction. The relative rule into the national law, in the third paragraph, d), of article 10, is often used occasionally and improperly. This paper in brief describes the prospects to use this rule in a different way to carry out a more dinamic protection-action, which is also tightly tied to storiography.

da ALA Assoarchitetti

Centri storici per un futuro prossimo

Che cosa comporta sul piano operativo un cambio di paradigma per la progettazione all’interno dei nuclei storici? Le condizioni per ottimizzare la vivibilità dei nuclei urbani sono spesso di natura immateriali: reti, relazioni, simboli, etc si possono progettare e sennò, almeno, si possono considerare nel quadro dei vincoli? Così come il lavoro non si crea per legge, il benessere non si decreta per norma, ma questo non vuol dire che esso non possa porsi come carattere guida o strategia dietro la progettazione. Ci serve una città impermanente e flessibile.

da ARCo

TERREMOTO DEL CENTRO ITALIA

Riflessioni sulle vulnerabilità del patrimonio architettonico danneggiato

La ricostruzione dei beni monumentali distrutti dal terremoto del Centro Italia deve necessariamente partire dalla comprensione delle vulnerabilità emerse nel costruito storico. Il presente lavoro vuole condividere alcune riflessioni che l’autore ha maturato durante un sopralluogo nelle zone rosse dei centri storici devastati dal sisma del Centro Italia, osservando le vulnerabilità intrinseche alla morfologia del patrimonio architettonico. Saranno analizzati casi studio sia dell’edilizia monumentale sia facenti parte del tessuto storico urbano. Dalla comprensione di questi punti di debolezza sismica deve ripartire una progettualità più consapevole della messa in sicurezza, non necessariamente totale per preservare le peculiarità artistiche, ma più efficace per impedire almeno il crollo e la perdita totale del bene architettonico. Per arrivare a questo risultato occorre intensificare le analisi delle vulnerabilità, mettere alla luce quelle nascoste nelle variegate tessiture murarie e nelle stratificazioni edificatorie intercorse nei secoli. E’ necessario ripensare l’azione di prevenzione, soffermarsi di più sulle carenze di alcune resistenze murarie che vanno migliorate con tecniche efficaci e non troppo invasive. Occorre arrivare al giusto compromesso tra conservazione e sicurezza, senza pregiudizi se in taluni casi si rendesse necessario l’utilizzo giudizioso di nuove tecniche o della rivisitazione di quelle antiche.

THE CENTRAL ITALY EARTHQUAKE

Considerations on the vulnerabilities of architectural heritage damaged

The reconstruction of the monumental properties destroyed by the earthquake in Central Italy must necessarily start from the understanding of the vulnerabilities that emerged in the historical buildings. This study wants to share some considerations that the author has gained during an inspection in the red areas of the historical centers devastated by the Central Italy earthquake, observing the vulnerabilities peculiar to the morphology of the architectural heritage. Both case studies of monumental buildings and part of the historical urban fabric will be analyzed. From the understanding of these points of seismic weakness must start a planning more aware of the safety, not necessarily total to preserve the artistic peculiarities, but more effective to prevent at least the collapse and total loss of the architectural heritage. To achieve this result it is necessary to intensify the analysis of vulnerabilities, to highlight those hidden in the varied masonry structures and in the building stratifications that have occurred over the centuries. It is necessary to redefine the prevention action, to dwell more on the deficiencies of some masonry resistances that must be improved with effective and not too invasive techniques. It is necessary to arrive at the right compromise between conservation and safety, without prejudice if in some cases the judicious use of new techniques or the revisitation of old ones becomes necessary. As long as the ancient structural design is not distorted. In particular, it is essential to prevent the ruinous collapses due to the wall disintegration of irregular stone textures, so that the building can implement that box-like behavior that can be improved with more effective and continuous connections. Technology and the market offer many solutions, which the sensitive and cultured designer will necessarily have to diversify and adapt for each specific case study.

FRP PER IL CONSOLIDAMENTO DI ELEMENTI STRUTTURALI E DECORATIVI

Le mensole Liberty a Palazzo delle Piane a Savona

Costruito all’inizio del ‘900 in stile Liberty, Palazzo delle Piane si presenta nel centro storico di Savona con una facciata in blocchi di finta pietra cementizia martellinata ed elementi decorativi di tipo naturalistico con foglie, animali e figure femminili. Un intervento di manutenzione straordinaria delle facciate ha visto l’impiego di elementi in CFRP per alcune mensole in cemento già rinforzate in passato con la posa di elementi in acciaio che, secondo la prescrizione della Soprintendenza, sono stati rimossi poiché invasisi ed antiestetici. Le fasciature in carbonio utilizzate hanno assolto alle richieste funzioni strutturali di presa in carico dei balconi rispettando i valori estetici della facciata grazie alle proprie caratteristiche che ne hanno consentito la posa senza essere visibili.

CONSOLIDATION OF STRUCTURAL AND DECORATIVE ELEMENTS THROUGH FRP

The balconies of Palazzo delle Piane in Savona

Palazzo delle Piane is located in the historic centre of Savona; built in the early 1900s its façade shows the typical decorative elements of the Italian Art Nouveau A structural restoration of the concrete decorated balconies has been done thorugh CFRP wrapping; in the past those elements had already been reinforced with steel elements which have been now removed according to the prescription of the Superintendent. Thanks to its characteristics the carbon wrapping has fulfilled both the structural functions and the aesthetic values of the balconies, according to the original project design.

da ASSORESTAURO

CHI SONO I SOCI DI ASSORESTAURO?

La categoria “conoscenza: analisi, rilievo e diagnostica”

Le Aziende iscritte ad Assorestauro operano nel settore del restauro con le più diverse competenze e professionalità, rappresentando nel complesso l’intera filiera del settore.
L’appartenenza ad Assorestauro, consente alle Aziende associate di trovare una propria collocazione nell’ambito di alcune categorie omogenee che identificano le attività rappresentate per Gruppi.
I cinque gruppi sono: 01_Conoscenza: analisi, rilievo e diagnostica, 02_progettazione, 03_materiali e tecnologie,
04_interventi di restauro e recupero e 05_altri servizi per i Beni Culturali.
Nel presente numero sono presentate la Aziende che appartengono al primo gruppo di cui sopra.

Associazione Dimore Storiche Italiane

Collaborazione con Mapei per la valorizzazione del patrimonio storico e architettonico

Attiva da oltre quarant’anni, l’Associazione Dimore Storiche Italiane, opera in Italia in rappresentanza dei tanti proprietari di castelli e palazzi storici di proprietà privata. Le numerosissime dimore disseminate sul nostro territorio nazionale costituiscono un patrimonio inestimabile e una grande risorsa in termini turistici. La conservazione di tali edifici implica attività di manutenzione continua; e Mapei ed A.D.S.I. hanno di recente stretto un sodalizio che consente agli Associati di avvalersi del supporto tecnico dell’azienda milanese, la quale ha messo a disposizione di chi si occupa di tale patrimonio tutto il proprio know out raccolto in tanti anni di esperienza nel settore del restauro.
Nel corso di una breve intervista, Gaddo della Gherardesca, Presidente Nazionale di A.D.S.I., racconta dell’associazione e del suo impegno a fianco dei proprietari di tante splendide dimore storiche.

Association of Italian Historic Houses

A partnership with Mapei to enhance the historical-architectural heritage

For over forty years the Association of the Italian Historic Houses (A.S.D.I.) has been working in Italy on behalf of the owners of castles and private historic palaces. The numerous historical houses scattered all over Italy make up a precious heritage and provide a relevant input to the tourism industry. Preserving these buildings requires continuous maintenance; Mapei and A.D.S.I. recently made an agreement which allows the owners of historic houses to make the most of the Milan-based company’s Technical Services and know-how resulting from a long-time experience in the restoration sector.
In a brief interview, Gaddo Della Gherardesca, President of A.D.S.I., deals in detail with the association’s work and its commitment to help the owner of numerous splendid historic houses.

Il tempo e la luce

L’illuminazione artificiale di cui disponiamo abbondantemente da più di un secolo altera il modo di percezione naturale del nostro occhio, cui serve un tempo fisiologico, a volte anche lungo, per riuscire a vedere anche in condizioni di semi-oscurità. Questo “tempo di percezione” è un fattore su cui molto hanno riflettuto e indagato artisti dei secoli scorsi e però anche artisti contemporanei. Dal Convegno “Dal buio alla luce”–“From darkness to light”, Scuola Grande di San Rocco, 27–29 aprile 2016

Time and light

Artificial lighting, which has been available for more than a century, alters the natural perception of our eyes which need to physiologically adapt, sometimes over a long period, to become accustomed to semi-darkness conditions.
This “perception time” is a factor that both contemporary artists and artists of the past century have considered and explored.

I PORTALI MONUMENTALI DELL’ORISTANESE

Un segno dell’identità dei luoghi. Problemi di restauro e valorizzazione

La costruzione dei portali monumentali nelle campagne sarde rappresenta un fenomeno limitato ad un arco temporale compreso tra il XVII e il XIX secolo e ad uno specifico contesto geografico che si estende in alcune aree del nord Sardegna (Sassari e Alghero) e soprattutto nelle fertili pianure del Campidano di Oristano, area d’indagine del presente contributo. Lo studio si pone l’obiettivo di individuare e delineare brevemente le principali tipologie architettoniche, le tecniche costruttive adottate e le più importanti problematiche di degrado, evidenziando, in ultimo, la necessità di urgenti e mirati interventi di restauro, per la conservazione e la valorizzazione, tanto delle emergenze architettoniche, quanto dei singoli siti e del paesaggio del quale sono parte imprescindibile.

MONUMENTAL PORTALS IN THE ORISTANO AREA

Signs of a place’s identity. Problems in restoration and enhancement

The construction of monumental portals in the Sardinian countryside is a phenomenon limited to a period between the seventeenth and nineteenth centuries. It is also linked to a specific geographical context that covers some areas of northern Sardinia (Sassari and Alghero) and especially Oristano’s fertile Campidano plains, the area where this survey was carried out. The study aims to identify and briefly outline the main architectural typologies, the techniques used in their construction and the most serious problems of degradation. Finally, the article will highlight the targeted restoration, conservation and enhancement work that is urgently needed to deal not only with this particular kind of architectural degradation, but also with that of the individual sites and of the landscape in which these portals are such a key feature.

Problemi di risalita capillare

Il Museo della Collegiata a Castiglione Olona

L’articolo tratta la risoluzione di un caso di umidità di risalita capillare al Museo della Colleggiata a Castiglione Olona in provincia di Varese. Si prendono in considerazione le problematiche causate dall’umidità sulle murature dell’edificio, i parametri presenti prima dell’installazione del dispositivo ed il successivo graduale miglioramento dello stato delle murature e della vivibilità dell’immobile nel corso del tempo a seguito dell’azione del dispositivo che agisce invertendo il flusso delle molecole dell’acqua.

Rising damp problems

The Collegiata Museum in Castiglione Olona

The article deals with the resolution of a case of capillary rising damp resolution. The restored site is the Museo della Colleggiata in Castiglione Olona in the province of Varese. The problems caused by the humidity before the installation of the device and the improvement of the masonry and liveability of the building over the course of time following the intervention are taken into consideration. The Biodry device is biocompatible and non-invasive; acts by inverting the flow of water molecules.