ISSN 2283-7558

OPEN

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Appunti sul paesaggio e la sua rappresentazione

Maria Grazia Cianci
pubblicato il 09/02/2021

OPEN è una ricerca in divenire sugli spazi aperti e la loro rappresentazione, nelle varie forme che vanno dal parco, allo spazio pubblico, fino al giardino, sia esso storico o contemporaneo. OPEN è la conoscenza del paesaggio attraverso la rilettura, analisi e rappresentazione del territorio, attraverso lo studio delle carte e dei segni che permangono nel paesaggio.
OPEN è la grande scala territoriale attraverso cui si guardano i sistemi ambientali nella loro interezza, ma è anche la piccola scala del giardino di prossimità e dei cortili che sono le cellule di quel sistema. OPEN è lo sguardo trasversale che riconosce e ricompone nel paesaggio le diverse epoche storiche che l’hanno trasformato.
Questa collana nasce con l’intento di raccogliere i contributi presentati all’interno dell’omonimo Master di II livello OPEN - Architettura e Rappresentazione del Paesaggio dell’Università degli Studi Roma Tre, ma si presta ad ospitare lavori esterni che contribuiscano alla ricerca scientifica di settore.

Il primo volume in uscita edito dalla casa editrice Il POLIGRAFO si intitola SPESSORI - Il paesaggio come stratificazione.
Il paesaggio e la sua rappresentazione costituiscono le tematiche centrali affrontate all’interno di questo volume, da un punto di vista sia teorico che pratico, convogliando i saperi verso il fine ultimo del progetto. Paesaggi, Progetti, Città e Rappresentazioni sono le quattro macro-categorie in cui vengono raccolti i contributi di circa trenta autori: professionisti, accademici, ricercatori, amministratori, che riportano la loro conoscenza ed esperienza confrontandosi sul tema degli “spessori”, da cui il titolo del volume. Spessori intesi come la stratificazione costante di livelli che generano il palinsesto di cui ci parla André Corboz. Il paesaggio è trattato come una sovrapposizione continua di azioni, di aggiunte, di sottrazioni che generano spessori variabili. la parola “spessore”, dunque, allude a una matericità e a una pienezza di significato che assumono concretezza attraverso chi abita il paesaggio, trasformandolo nel tempo e nello spazio.