ISSN 2283-7558

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Christian Campanella

Autore

Scuola di Architettura Civile del Politecnico di Milano

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VILLA DEI VESCOVI

Conservazione e nuove funzioni

La Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torreglia in provincia di Padova fu costruita verso la fine del 15 secolo, ma fu sostanzialmente modificata e terminata verso la fine del 1500 tramite vari contributi progettuali da Gian Maria Falconetto a Giulio Romano, da Andrea della Valle a Vincenzo Scamozzi.
Nel 1962 la Villa fu acquistata dalla famiglia Olcese di Milano che la donò al FAI nel 2005.
Il complesso architettonico non presentava urgenti problematiche di conservazione o gravi carenze strutturali essendosi realizzate, negli ultimi quaranta anni, continue e costanti opere di manutenzione che hanno ridotto al minimo lo sviluppo del degrado e l’amplificarsi del quadro patologico, mantenendo in uso l’edificio. Si è messo pertanto a regime un progetto di intervento che ha preso le mosse dall’indagine preliminare, attuando un procedimento ormai consolidato tramite diagnosi strutturali e chimico- fisiche, rilievi, analisi storico-documentarie, identificazione della stratificazione materico-patologica. Un progetto “morbido” e controllato che ha sempre avuto come obiettivo la conservazione della materia e l’inserimento di funzioni compatibili in modo da rendere l’edificio vitale ed apprezzabile da un elevato bacino di utenza pur conservandone le peculiarità, i segni del tempo e della storia.

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VILLA DEI VESCOVI

Conservation and new functions

The Villa dei Vescovi at Luvigliano di Torreglia, in the province of Padua, was built in the late 15th century but then substantially altered in the early 16th century, in all probability by Gian Maria Falconetto, Giulio Romano, Andrea della Valle and Vincenzo Scamozzi. The initial survey flagged up aggressive deterioration of the external decoration caused by the natural ageing of the materials, structural subsidence in line with the entrance wall, the porch of the central courtyard, the staircases and the southern wall, along with insufficient services to allow for the intended new utilisation of the building. A "soft", controlled plan was drafted with the aim of conserving the material and designing and inserting compatible functions with a view to revitalising the building and allowing a large user base to appreciate it, enhancing its use value while conserving its particular features, as well as the signs of time and history.