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RIVISTA
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Riviste 2018, numeri [145-150]
6 numeri [145-150]
Un modo diverso di pensare il restauro
Non mi sembrava vero che al Politecnico di Milano si potesse dire, e soprattutto insegnare, quello che si pensava, quello in cui si credeva. Erano i primi anni ‘80 e arrivavo dallo IUAV [...] quando ho avuto il primo incarico al Politecnico tutto mi sembrava un sogno. Lì, Marco Dezzi Bardeschi e quel piccolo agguerrito nucleo di docenti, ricercatori e assistenti, stava-no operando una rivoluzione epocale, stava-no stendendo le fondamenta per rinnovare radicalmente le basi filosofiche, le finalità, la metodologia progettuale e le tecniche del restauro. [...]
Tanti sono i contributi giunti in redazione per le pagine dedicate a Marco Dezzi Bardeschi e ne abbiamo scelti alcuni, per noi particolarmente significativi, che proponiamo in semplice ordine alfabetico. Non tutti coloro che scrivono lo hanno conosciuto personalmente né tutti hanno condiviso con lui idee e operatività ma tutti sono accomunati dall’aver ‘ascoltato’ e letto il suo pensiero e di esseri cresciuti professionalmente anche nel dibattito scaturito dal SUO MODO DIVERSO DI PENSARE IL RESTAURO
Per Marco Dezzi Bardeschi, UT VIVAT
Profondo umanesimo e curiosità instancabile: questa la cifra distintiva dell’operosa vita di Marco Dezzi Bardeschi, nato a Firenze 84 anni fa, il 30 settembre 1934, scomparso il 4 novembre 2018 nel pieno delle forze e della capacità di lavoro che lo hanno sempre accompagnato. Dotato di cultura e vivacità intellettuale fuori dal comune, Dezzi Bardeschi ha sempre coniugato lo studio con il fare architettonico, pubblicando in sessant’anni di intensa attività scientifica (il suo primo scritto risale al 1958) più di un migliaio di contributi, che spaziano dalla storia dell’architettura al restauro, ma anche realizzando molte opere alcune delle quali ormai annoverate tra i tópoi del restauro mondiale [...]
Il dolce lago del Serio
Per capire cosa sta succedendo bisogna fare un atto di umiltà e spostare la nostra attenzione da noi umani per rivolgerla a ciò che umano non è, e che in realtà costituisce la gran parte della vita sulla Terra. Conviene abbandonare la nostra visione antropocentrica, per abbracciare la natura intorno a noi: animali, piante ma anche rocce. Riscoprendo la virtù dell’umiltà e della timidezza possiamo abbracciare la vita “altra” che ci circonda e accorgerci dei problemi che infliggiamo alla Terra cercando un’altra via più intelligente e virtuosa. Un piccolo lago sulle sponde del Fiume Serio nei pressi di Crema è l’occasione di sperimentare un intervento paesaggistico e architettonico che si basa sulle virtù della dolcezza.
Ritrovata identità sulle tracce della storia
L'assetto delle facciate del palazzo vescovile di Pistoia, prima del restauro, risultava in condizioni di elevato degrado con gravi rischi per l'incolumità pubblica. Sulla facciata erano evidenti le tracce di serie di interventi, svolti prevalentemente nel secondo dopoguerra, non documentati e frutto di logiche operative improntate alla praticità. Queste opere avevano pesantemente mutato i connotati settecenteschi, ancora ben identificabili invece negli spazi interni del palazzo. La tinta che aveva opacizzato l'intero spartito, le ampie ricostruzioni di modellato eseguite in cemento oramai in fase di distacco avendo indebolito anche il retrostante labile supporto in pietra serena. La scelta che ha guidato l'intero intervento è stata quella di rimuovere le tracce (comunque ampiamente documentate) di tale prassi e ristabilire una coerenza tecnica – materica di ogni sua parte in grado di recuperare la valenza espressiva dell'ampio apparato decorativo.
Il BIM nel restauro di superfici storiche
Il contributo mette in evidenza potenzialità e limiti della modellazione 3D BIM nell’ambito del patrimonio storico edificato, portando come esempio il caso studio della Basilica di Santa Maria Assunta a Gallarate (Varese), recentemente sottoposta ad un intervento di restauro delle superfici interne con decorazioni ad affresco, stucco e dorature.
Restauro
Come ormai noto, l’Unione Europea, attraverso la Direttiva 2014/24/EU, ha disposto l’abolizione di qualsiasi forma di scambio di comunicazioni cartacee tra stazioni appaltanti e imprese, al fine di rendere più celeri le procedure, rispettare maggiormente i principi di correttezza e trasparenza per i concorrenti ed abbattere i costi di partecipazione alle gare per i piccoli imprenditori.
L’obiettivo della Direttiva europea viene ben evidenziato al comma 1 dell’art. 22, laddove viene stabilito che “gli Stati membri provvedono affinché tutte le comunicazioni e gli scambi di informazioni di cui alla presente direttiva, in particolare la trasmissione in via elettronica, siano eseguiti utilizzando mezzi di comunicazione elettronici in conformità con quanto disposto dal presente articolo…..”.
Il coraggio di cambiare se stessi
Cosa accade quando a richiedere un ripensamento sostanziale è una architettura d’autore? Quando un progetto, riconosciuto quale momento fondativo della figuratività di un maestro dell’architettura contemporanea è messo in discussione nei propri caratteri costitutivi? Per il Mercato di Braga è lo stesso Eduardo Souto de Moura a essere chiamato a trovare una risposta, nel difficile compito di rivedere obiettivamente il proprio lavoro.
Catastrofi, ricostruzioni e rigenerazioni
I temi prevalenti delle ricostruzioni post catastrofe, per grandi linee si possono riassumere in due grandi filosofie di progetto: quello del “dov’era e com’era” e “il nuovo come atto rigenerativo”. Per ognuna di queste categorie poi si individuano una serie di declinazioni e di contaminazioni che rendono tali “atteggiamenti” meno estremi, astratti e forse anche meno reazionari.
L'articolo prende lo spunto dalla Mostra “Ricostruzioni. Architettura, città, paesaggio nell’epoca delle distruzioni”. Triennale di Milano dal 30 novembre 2018 al 10 febbraio 2019
Intonaco armato e stilatura armata dei giunti
Teatro Vaccaj a Tolentino ha origini settecentesche ed un passato di nomi illustri nel mondo dell’opera e delle rappresentazioni. Gli interventi di restauro da poco conclusi sono il risultato di un lungo iter di lavori iniziato per ripristinare i danni di un incendio divampato nel 2008 e, successivamente, per fronteggiare problemi strutturali emersi a seguito delle scosse sismiche del 2016.
Peculiarità degli interventi strutturali è l’applicazione delle tecniche dell’intonaco armato e della ristilatura armata dei giunti sulle murature dell’emiciclo in laterizio. Acciaio e materiali compositi trovano impiego abbinato ai fini di riparazione e miglioramento sismico dell’intera struttura.
Dall’emergenza alla ricostruzione
Un tema spesso sottovalutato è quello del processo di cantierizzazione delle opere di restauro. Spesso infatti avvengono “scoperte” che inevitabilmente non erano state considerate in fase progettuale, così come, sovente, i vincoli e le variabili operative non permettono lo svolgimento dei cicli di lavorazione secondo i modi concepiti dal progettista.
Pertanto gli autori hanno sviluppato un approccio metodologico capace di superare le criticità evidenziate, sperimentato poi in un caso di studio.
CASTELLO ANGIOINO DI COPERTINO
Nel centro storico di Copertino, Comune in provincia di Lecce nel Salento occidentale, il Castello Angioino è stato oggetto di un intervento di restauro conservativo e protezione delle superfici lapidee che ha coinvolto Mapei.
Dopo un rilievo con tecnologia Laser Scanner, seguito da un’analisi condotta dai laboratori Mapei per la conoscenza specifica dei materiali costituenti i paramenti murali, si è intervenuti a restaurare le cortine murarie con i prodotti e i sistemi Mapei più idonei.
La chiesa ex-carcere
L’articolo descrive l’avvio dei lavori di restauro, attesi da tanti anni, della Chiesa di San Francesco del Prato a Parma. Il monumento, un’imponente chiesa francescana del Trecento tra le più insigni d’Italia, per quasi due secoli era stata adibita a carcere subendo trasformazioni che ne avevano alterato pesantemente l’assetto architettonico. Il progetto di restauro prevede il ritorno alla funzione originaria ed il ripristino della facies più matura senza però occultare completamente i segni delle manomissioni successive. Allo stato attuale sono stati eseguiti i consolidamenti fondali ed il montaggio delle impalcature interne per gli interventi strutturali sui tetti.
Attività svolte e attività future
Assorestauro Associazione Italiana per il Restauro Architettonico, Artistico, Urbano, è un luogo dove è possibile incontrare altre aziende che operano nel comparto del restauro con cui confrontarsi, creare rete e costruire nuove attività promozionali e tecniche. Le pagine di Assorestauro di questo mese riassumono le attività svolte nel corso dell'anno 2018 e le iniziative in fase di organizzazione per il prossimo 2019.