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settembreottobre2022
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RIVISTA

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Riviste 2022, numeri [169-172]

4 numeri [169-172]

20,00 €
L'EDITORIALE

CHE FINE HA FATTO L’ARCHITETTO?

Dovrebbe essere l’architetto il responsabile dell’intero progetto di restauro architettonico, lui a fornire gli indirizzi, il modus operandi e la filosofia generale dell’intervento ma spesso non è così: egli per timore, reverenza o poca dimestichezza restringe progressivamente il suo campo d’azione, così i contributi specialistici vanno per la loro strada, s’allargano, prendono il sopravvento e diventano progetto autonomo appunto perché non governati.

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IL RESTAURO TIMIDO

RAMMENDARE I TETTI

Palazzo Monti della Corte in Franciacorta

La pratica della manutenzione è osteggiata in tutti i modi. Inoltre, non essendo più praticata, se ne sono perse le regole. Essa è scoraggiata anche dalle costose opere provvisionali imposte. Così, per reagire a questa situazione e per testimoniare con i fatti concreti la possibilità di cambiare il modo di operare, si sono sperimentati in molti cantieri la riproposizione in chiave contemporanea del vecchio mestiere del Conciatetti. Si tratta di quei muratori-alpinisti che si occupavano  tradizionalmente della manutenzione dei tetti con tecniche apposite e sopralluoghi periodici programmati. Qui vengono presentati gli esiti del rammendo dei tetti del Palazzo Monti della Corte in Franciacorta dove si è adottata una filosofia d’intervento fatto in punta di piedi, senza imporre ma con la volontà di ereditare.

PILLOLE DI RESTAURO ARCHITETTONICO

Quale architettura per il restauro?

Il restauro è “architettura con speciali finalità conservative” (Gaetano Miarelli Mariani). Su questa affermazione sembrano ormai convergere in molti, fuori e dentro la disciplina, tuttavia è lecito chiedersi se sia una reale adesione al dettato teorico da cui è scaturita, o se invece sia solo una questione lessicale che nasconde ben altri indirizzi operativi. Nel corso degli anni, molti allievi mi hanno posto questa domanda: “ma se il restauro è architettura qual è la differenza con le altre forme di architettura?” [...]

Il restauro della basilica di Sant’Andrea in Vercelli

Ragioni e criteri per un intervento di conservazione

Il contributo illustra sinteticamente le cause che hanno portato al restauro della basilica di Sant’Andrea in Vercelli ed individua i criteri che hanno guidato il progetto. Vengono in particolare elencati i fenomeni di degrado e gli elementi di vulnerabilità sismica riscontrati, risolti con la progettazione di un intervento di conservazione.

BONUS FACCIATE ED EDILIZIA STORICA

Il restauro del fronte di palazzo Trevisan Pisani a Venezia

Il contributo documenta la realizzazione di un intervento di restauro di un palazzo storico di Venezia affacciato su Campo Sant'Angelo, reso possibile grazie al bonus facciate. L'intervento dimostra, anche per la mancanza di un limite alla spesa detraibile, come sia stato possibile perseguire obiettivi di tutela grazie al supporto della misura, che si pone come valido sostegno per i proprietari di beni culturali che ne possono usufruire. Il caso rappresenta anche un esempio in cui è stata attivata la deroga rispetto agli obblighi di efficientamento energetico per interventi che interessino più del 10% delle superfici, qualora siano ravvisati profili di incompatibilità nei casi di beni culturali. L'Ente di tutela locale in un parere quadro valido per Venezia e laguna ha evidenziato gli elementi di incompatibilità con la tutela rispetto a certe soluzioni di efficientamento energetico per le parti esterne degli edifici, fornendo un esempio virtuoso ed utile di semplificazione amministrativa.

dal CIAM

VALORE NEL TEMPO

Una proposta del Collegio Ingegneri e Architetti di Milano per la conservazione del nostro patrimonio architettonico

Il Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano ha presentato al recente Convegno “Il restauro guarda al futuro”, tenutosi presso il Palazzo dei Giureconsulti, il proprio progetto “Valore nel tempo”, finalizzato alla buona gestione del patrimonio costruito del nostro Paese.
Si tratta di un programma di conservazione dei valori identitari, storici, architettonici e di cultura materiale dei manufatti edilizi basato su: manutenzione programmata; rispetto dei principi della conservazione; centralità del progetto, nella definizione degli interventi. [...]

SACRESTIA AQUILONARE DEL DUOMO DI MILANO

Una complessa opera di pulitura e restauro delle volte affrescate da Camillo Procaccini

Un ambizioso intervento avviato nel 2018 e proseguito per un triennio, che ha riportato alla luce sorprendenti dettagli di uno degli spazi più antichi della Cattedrale. Il restauro della Sacrestia Aquilonare del Duomo di Milano rappresenta un eccellente esempio di collaborazione fra i diversi campi del sapere. L’interazione, la collaborazione e lo scambio di conoscenze tra le diverse discipline e professioni sono stati gli aspetti imprescindibili e fondamentali nella tutela e valorizzazione di questa opera d’arte. Mapei da sempre vicina al mondo dell’arte e della cultura.

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LA CULTURA DEL RESTAURO

EUROPEAN TRAINING CURRICULUM FOR RESTORATION WORKERS (RE-VET PROJECT)

Un progetto Erasmus Plus tra formazione e collaborazione sul territorio

Gli interventi di restauro hanno il fine di preservare il patrimonio storico-culturale e architettonico per poterlo tramandare alle generazioni future. I lavori di restauro architettonico sono normati da specifiche regole e sono guidati da professionisti. Ciononostante, nel panorama europeo, tra gli operai edili impiegati nel campo del restauro architettonico scarseggiano generalmente conoscenze sufficienti per intervenire in piena coscienza sui beni culturali: questa mancanza di cultura diffusa può costituire una minaccia per la conservazione del patrimonio. L’articolo presenta il progetto europeo RE-VET (European Training Curriculum for Restoration Workers), un Erasmus plus che è stato avviato nel 2020 ed è pensato per la fascia di lavoratori EQF4 che operano nei canteri di restauro architettonico in Europa. Il fine, in armonia con gli obiettivi più generali dei programmi Erasmus Plus, è quello di intervenire sulla formazione per colmare le lacune esistenti, per migliorare la qualità degli interventi di restauro sul patrimonio architettonico, contribuendo così alla conservazione preventiva del patrimonio storico-culturale e architettonico in Europa.

CONSOLIDARE STRUTTURE IN MURATURA

La tecnica CRM tra restauro e innovazione

Il consolidamento di murature storiche rappresenta una delle sfide più ardue e avvincenti del restauro per la conservazione del ricco e fragile patrimonio architettonico italiano. Nell’approfondimento qui proposto tratteremo una delle tecnologie antisismiche più diffuse ed efficaci, l’intonaco armato CRM (Composite Reinforced Mortar), e le sue recenti evoluzioni verso alti standard di durabilità e compatibilità. Le proposte odierne si concentrano su prodotti con resistenza e rigidezza notevolmente inferiori rispetto ai “betoncini” tradizionali: prodotti a base di calce idraulica naturale NHL 3.5 la cui speciale formulazione è capace di coniugare bassa rigidezza, ottima adesione al supporto ed elevata traspirabilità, per una massima compatibilità fisico-chimica con la maggior parte delle murature storiche italiane.

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da ADSI

LA DIMENSIONE SOCIALE DELLE DIMORE STORICHE E LE BARRIERE ARCHITETTONICHE

La dimensione sociale sicuramente risulta essere una delle sfide più difficili da sostenere per le dimore storiche e la ragione risiede proprio nel nome stesso di quest’ultime “Storiche”. Spaziando fra la nomenclatura delle dimore menzionate nella banca dati Vincoli in rete1 come: palazzi, castelli, casali, ville, giardini (ma anche torri, barchesse, masserie), è immediatamente intuibile quello che è il problema principale, ovvero, coniugare l’idea di progettazione alla base del patrimonio storico architettonico, datato secoli, con gli attuali modelli funzionali odierni. [...]

in cantiere con ... BIODRY

Problemi di umidità nelle murature

Il caso della cappella di Sant'Evasio a Oglianico (TO)

La Cappella di Sant’Evasio, una delle cellule del Ricetto risalente probabilmente all’XI-XII secolo, era interessata da problemi di umidità che sono stati risolti con l'installazione del dispositivo Biodry.

CONSERVAZIONE DI CEMENTO ARMATO E NON ARMATO

Il restauro di Tomba Brion a San Vito di Altivole (TV)

La particolarità dell’intervento di restauro sulle superfici del complesso monumentale della Tomba Brion, capolavoro del Maestro Carlo Scarpa realizzato tra il 1968 e il 1978, consiste nell’aver minuziosamente definito ogni scelta progettuale, ogni metodologia operativa, ogni materiale da utilizzare nel restauro in base all’esito di accurate analisi che sono state svolte prima dell’inizio dei lavori e durante le fasi di test.

da ICOMOS Italia

Il Quartiere autosufficiente CEP Stadio-La Rosa a Livorno

Contributo alla conoscenza per una conservazione integrata

Il Quartiere CEP La Rosa appartiene a quella stagione architettonica del secondo dopoguerra durante la quale l’impegno del Governo nel costruire “una casa per tutti” si incrocia con una più attenta ricerca di soluzioni architettoniche significative da parte di un gruppo di noti architetti. Obiettivo di questo contributo è individuare i valori ancora riconoscibili nonostante i processi dinamici di cambiamento indotti dall’uso e dal tempo.

RESTAURO E MIGLIORAMENTO SISMICO_5

STRATEGIE DI INTERVENTO TRADIZIONALI E MODERNE

Applicazione a due casi di studio a L’Aquila

Nel presente contributo sono illustrati due casi di studio nei quali è possibile classificare interventi tradizionali e moderni. Tali casi di studio riguardano due aggregati edilizi siti in L’Aquila danneggiati dal sisma del 2009, i quali non risultano essere soggetti a vincolo diretto ai sensi del D. Lgs. 42.2004 ma che presentano comunque elementi di pregio di tipo storico, architettonico, costruttivo, degni di essere conservati. I due casi di studio hanno consentito di validare l’idea che sia possibile eseguire interventi che rispettano le caratteristiche costruttive tradizionali ma che allo stesso tempo impiegano materiali innovativi.