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5 numeri [191-195]
Camminando con il naso all'insù
A volte si registra l'incoerenza nel trattamento dei "pieni" e dei "vuoti" delle facciate monumentali. Per i primi vale un atteggiamento conservativo o di attenta riproduzione filologica mentre per i secondi si attua una sostituzione con materiali moderni impattanti. L’uso indiscriminato di grandi vetrate o di infissi metallici sottili possono trasformare le aperture in "fori vetrati", alterando la percezione storica dell'edificio, cosa che non avviene con i serramenti in legno. Fondamentale è anche mantenere il ruolo degli scuri, la cui assenza priva le facciate di elementi compositivi essenziali.
Intelligenza superficiale: generosa custode di storie
Anziché esaltarci con quella artificiale sarebbe meglio concentrarci su un altro tipo di intelligenza altrettanto interessante: quella superficiale. Forse è giunto il tempo di ri-materializzare il mondo impostando un rapporto diretto con la sua materia e in particolare modo con la superficie delle cose che ne registra la storia. Dobbiamo trasformarci in una specie di rabdomante che presta attenzione alle voci sussurrate che vivono mille vite perché nelle superfici c’è energia umana concentrata.
TUTELA E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO
"L’articolo 9 della Costituzione Italiana, com’è ben noto, recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni”. A confondere le acque di un così chiaro enunciato è intervenuto il Codice dei Beni Culturali (Dlgs n. 42/2004) laddove all’art. 1 recita: “La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono e preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura”. [...]"
Il restauro dei Castelli di Cannero_Parte 1
Per la prima volta nella storia, i Castelli di Cannero aprono al pubblico. Dopo oltre un decennio di studi e restauri promossi dalla famiglia Borromeo, le antiche fortezze lacustri sul Lago Maggiore, rimaste inaccessibili per secoli, tornano a vivere come museo a cielo aperto. Il progetto ha trasformato le rovine medievali in un’esperienza immersiva, capace di coniugare autenticità storica, innovazione tecnologica e valorizzazione paesaggistica. Alcune interviste, a cura di Wolfgang von Klebelsberg, raccontano le antiche rovine attraverso i protagonisti del progetto: Marina Borromeo, Principi Borromeo (Committenza), Arch. Sara Lyla Mantica (Ministero della Cultura), Arch. Salvatore Simonetti (Progettista e DL), Arch. Laura Dellamotta (Sistema narrativo).
LA CAPPELLA REALE DI MONZA
La Cappella Reale di Monza presenta problemi congeniti di infiltrazioni che compromettono strutture e decori. Il progetto propone soluzioni per l’involucro: trincea drenate, monitoraggio e rifacimento di copertura; recupero delle superfici decorate. La progettazione integrata prevede nuovi impianti, gestione di energia intelligente, e scenari di illuminazione per la fruibilità dell’ambiente come spazio consacrato ed espositivo.
BENI VINCOLATI E CONSULENZE TECNICHE DI UFFICIO
"Le CTU (Consulenza Tecnica di Ufficio) sui beni vincolati richiedono un’attenzione particolare e, conseguentemente, un profilo disciplinare specialistico da parte sia del perito incaricato dal Giudice (il CTU), sia dei Consulenti Tecnici indicati dalle parti (i CTP) e costituenti col primo il collegio di disamina dei quesiti rivolti a esso dal Giudice. [...]"
COMMITTENTI E ARCHITETTURE
"Cosa racconta la XIII Edizione del Premio sul recupero dell’esistente? A nostro avviso racconta molto in termini di crescente sensibilità, anche se in un contesto globale di tendenza all’oblio. Dedalo Minosse racconta eccellenze, che pertanto non sono la prassi più diffusa, ma un possibile innesco di esempi da seguire. Un’attenzione particolare è stata riservata alla capacità delle opere di tutelare e valorizzare paesaggi, tradizioni e patrimoni architettonici, insieme alla ricerca di nuovi
linguaggi e all’integrazione tra arte e architettura."
INTERVENTO DI RESTAURO AL CASTELLO DI BRANDUZZO
Dopo anni di abbandono e incuria, senso di responsabilità e affetto hanno spinto la proprietà del complesso rinascimentale del Castello di Branduzzo ad avviare una grande campagna di recupero. Impresa non facile, date le dimensioni della dimora storica e le condizioni conservative della struttura, negli anni progressivamente trascurata e poi depredata di parte delle sue ricchezze. A seguito di una attenta progettazione, l’intervento di restauro delle facciate si è proposto di risanare e ridare dignità ad un edificio antico, cercando di riaccendere l’attenzione sul suo valore storico all’interno del territorio.
IL METODO J-RAM PER IL CONSOLIDAMENTO DELLE VOLTE
Le volte in muratura si presentano frequentemente fessurate ed inadatte a sostenere i carichi imposti dalle nuove esigenze d’uso e dalle norme. Nei secoli sono state proposte molte tecniche di consolidamento. L’articolo illustra la tecnica denominata “Graffetta”, ossia una evoluzione della Catena a braga, e la tecnica dell’arco armato (RAM), entrambe soluzioni attive ed estremamente interessanti. La prima tuttavia necessita di uno spazio al di sopra della volta che talora non è disponibile. La seconda ha la necessità di vincoli alle imposte che impediscano all’arco di divaricarsi. Una nuova tecnica di consolidamento, denominata “metodo J-RAM”, applicata per la prima volta al Castello di Branduzzo, risolve queste difficoltà utilizzando due cavi, ciascuno con una sagoma ad J, che si adattano alla volta, incrociandosi in mezzeria ed applicando una reazione alle imposte rivolta verso l’interno e, contemporaneamente, una benefica cerchiatura lungo lo sviluppo della volta.
NEWS_Mercato del restauro e modifiche al Codice dei BBCC
Continua l'appuntamento con il breve notiziario frutto del rapporto di collaborazione con Confartigianato Restauro per la pubblicazione di brevi notizie riguardanti temi specifici di settore. In questo numero gli esiti del convegno 'L'impresa del restauro: mappare il presente per programmare il futuro' svoltosi a Padova e alcune note in merito ai contenuti del 'Documento di osservazioni e proposte' presentato da Confartigianato e CNA in occasione di una audizione parlamentare in tema di revisione del Codice dei Beni Culturali relativamente all'autorizzazione paesaggistica.
BASILICA CONCATTEDRALE DI GERACE
L'intervento di restauro eseguito alla Concattedrale Basilica Minore di Gerace, il più imponente edificio religioso della regione, ha contemplato opere di consolidamento finalizzate alla sicurezza sismica, ha riguardato le superfici murarie ed è stato occasione anche di una campagna di scavi archeologici. Le opere di messa in sicurezza di murature e volte sono state realizzate con la tecnica dell'intonaco armato e il sistema CRM RI-STRUTTURA di Fibre Net a cui è stato affiancato il confinamento e placcaggio con fibre di carbonio del sistema BETONTEX.
ASSORESTAURO 2026
Nell'ambito della filiera italiana del restauro l'Associazione consolida il proprio ruolo nel 2026 proponendo un programma articolato di eventi, progetti e iniziative in Italia e all’estero con un calendario che mette al centro qualità tecnica, valorizzazione del patrimonio culturale, cooperazione internazionale e dialogo pubblico–privato.
IL FUTURO DEL PASSATO
È stato presentato a Roma, presso il Ministero della Cultura in data 17 ottobre 2025, un report che delinea un settore del restauro italiano strategico per l’ecosistema culturale nazionale, sempre più connotato da alta intensità di conoscenza, specializzazione professionale e innovazione tecnologica. Il testo presentato intreccia geografia del patrimonio tutelato, dinamiche di mercato, struttura delle imprese, fabbisogni occupazionali e prospettive di policy verso il 2030 e oltre. La ricerca è stata attivata da Confartigianato Restauro con la collaborazione di LIUC (Università Carlo Cattaneo).
MURETTI A SECCO
Nel secolo scorso la manutenzione del muro a secco era realizzata direttamente dal contadino; ora i muretti non vengono più curati, si perdono i terrazzamenti e i massi dislocati scivolano pericolosamente a valle. Una esperienza diretta in Trentino offre l’occasione per una riflessione sulla sostenibilità dell’intervento di restauro del muro a secco sotto il profilo paesaggistico, economico e di sicurezza.
CASA MILITARE "UMBERTO I"
Nel più ampio progetto di recupero del complesso architettonico il risanamento delle murature dall’umidità di risalita è stato imprescindibile per assicurare la durabilità degli interventi e la tutela degli ambienti più rappresentativi. Committenza e progettisti dell’intervento hanno scelto di affidarsi alla tecnologia di Biodry per una tipologia di risanamento delle murature di tipo non invasivo.
VILLA MAJNONI BALDOVINETTI
Nella campagna toscana un'antica dimora signorile tardo-cinquecentesca e seicentesca toscana, fronteggiata da quello che un tempo era il giardino all’italiana, è stata oggetto di un intervento di risanamento delle murature di facciata realizzato con il Sistema deumidificante MGN. Gli ammalorati sono stati sostituiti da una stratigrafia di materiali (rinzaffo, intonaco di fondo e finitura) a base di calce coniugando l’avanzata tecnologia delle malte deumidificanti con il rispetto per la storia e la materia dell’edificio.
DIALOGHI DI SUPERFICIE
Un articolato intervento di recupero e restauro ha trasformato le storiche scuderie di San Siro in un moderno complesso termale, un caso emblematico di rigenerazione di un patrimonio architettonico storico, attraverso un netto cambio di destinazione d’uso, che ha richiesto un’attenta riflessione sul rapporto tra conservazione della materia storica e nuove esigenze funzionali.