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RINFORZO FRCM

L'intervento a Palazzo Rovelli, Cogliate (MB)

15/10/2026, redazione rec , con kerakoll

I sistemi FRCM (Fiber Reinforced Cementitious Matrix) rappresentano oggi una delle tecnologie più efficaci e compatibili per il consolidamento strutturale degli edifici storici in muratura. Si tratta di materiali compositi costituiti dall'abbinamento di reti o tessuti in fibre ad alte prestazioni – quali ad esempio basalto, vetro AR, acciaio, carbonio – inglobati all'interno di matrici inorganiche a base di calce o cementizie. La loro diffusione nel settore del restauro è legata alla capacità di migliorare il comportamento meccanico delle murature senza alterarne significativamente le caratteristiche costruttive e architettoniche originarie.

 

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tavola 1

Rinforzo di murature, volte, archi

Dal punto di vista applicativo, gli interventi FRCM trovano impiego nel rinforzo di pareti portanti, volte, archi e facciate storiche. Le modalità applicative del sistema sono illustrate nella tavola 1.27B del Manuale Tecnico Kerakoll, documento che raccoglie le principali applicazioni dei sistemi compositi per il rinforzo strutturale di edifici in muratura e calcestruzzo armato.
 
L'applicazione su maschio murario prevede generalmente la preparazione del supporto mediante pulizia e rimozione di eventuali intonaci esistenti, la stesura di un primo strato di malta, la posa della rete in fibra e il successivo ricoprimento con un secondo strato di matrice a protezione dell’intervento. Lo spessore complessivo dell'intervento risulta generalmente compreso tra 10 e 30 mm, consentendo di preservare geometrie, decorazioni e dettagli architettonici di pregio. Nei casi di edifici vincolati, l'utilizzo di matrici a base di calce naturale consente inoltre una maggiore compatibilità con le murature storiche rispetto ai tradizionali sistemi con resine epossidiche.
 
Inoltre, grazie alla loro elevata compatibilità con i supporti esistenti, alla limitata invasività, alla relativa reversibilità, alla durabilità e alle elevate prestazioni meccaniche, i sistemi FRCM rappresentano oggi una delle soluzioni più avanzate per il consolidamento e il miglioramento sismico degli edifici storici in muratura, consentendo di coniugare le esigenze di sicurezza strutturale con quelle di conservazione del patrimonio architettonico.

tavola 2

Resistenza e leggerezza

Per quanto riguarda le performance, i sistemi FRCM incrementano significativamente la resistenza a trazione delle murature, migliorandone il comportamento nei confronti delle azioni sismiche. L'inserimento delle fibre permette infatti di limitare la propagazione delle lesioni, aumentare la capacità di dissipazione energetica e migliorare la risposta globale dell'organismo strutturale. Gli interventi possono essere progettati secondo le indicazioni contenute nel documento CNR-DT 215/2018, aggiornato nel 2020. Il documento fornisce i criteri per la progettazione e la verifica dei sistemi FRCM per contrastare diversi meccanismi di collasso, tra cui il ribaltamento fuori piano delle pareti, la formazione di cinematismi locali e l'insufficiente resistenza nel piano murario alle azioni orizzontali.

Un ulteriore vantaggio risiede nella leggerezza del sistema. A differenza di tecniche tradizionali che comportano aumenti significativi delle masse strutturali, gli FRCM introducono carichi permanenti molto contenuti, limitando così l'incremento delle azioni sismiche. Inoltre, la permeabilità al vapore delle matrici inorganiche favorisce la traspirabilità delle murature e riduce il rischio di fenomeni di degrado legati all'accumulo di umidità.

interno

Sistemi FRCM per il consolidamento

Nella scelta della strategia di consolidamento, i sistemi FRCM hanno rappresentato una soluzione particolarmente efficace per le specifiche esigenze di Palazzo Rovelli. La compatibilità con le murature storiche ha costituito uno dei principali fattori di scelta: l’utilizzo di matrici inorganiche garantisce infatti una buona adesione al supporto, proprietà meccaniche compatibili con i materiali esistenti e un’elevata traspirabilità, fondamentale per limitare i fenomeni di degrado legati all’umidità. Parallelamente, il ridotto spessore dell’intervento, dell’ordine di circa un centimetro, ha consentito di preservare l’aspetto architettonico originario dell’edificio. Dal punto di vista strutturale, il rinforzo FRCM ha inoltre contribuito a migliorare il comportamento sismico del fabbricato, incrementando la capacità resistente delle murature sia nel piano sia fuori piano, senza introdurre carichi significativi e nel pieno rispetto del principio del minimo intervento, criterio fondamentale negli interventi di conservazione e valorizzazione del patrimonio storico.

Il caso di Palazzo Rovelli in Brianza

Grazie alle caratteristiche proprie della tecnologia, l’applicazione dei sistemi FRCM per il rinforzo di edifici di pregio storico e architettonico è largamente diffusa. Un chiaro esempio è l’intervento di recupero di Palazzo Rovelli. Situato nel cuore storico di Cogliate, nella provincia di Monza e Brianza, Palazzo Rovelli rappresenta una delle architetture più significative del patrimonio locale. Costruito tra il XVII e il XVIII secolo come residenza della nobile famiglia Rovelli, il palazzo era il centro di un vasto complesso costituito da giardini, corti agricole e fabbricati destinati alla gestione delle attività della tenuta.

... durante l'intervento...

L’edificio, che è caratterizzato da una pianta a corte chiusa di forma trapezoidale e da una tipica architettura signorile lombarda, ha attraversato un lungo periodo di degrado e abbandono dopo la perdita della sua funzione originaria.

... dopo l'intervento

Acquistato dal Comune di Cogliate nel 1985, è stato al centro di un importante progetto di recupero e valorizzazione con l’obiettivo di rifunzionalizzarlo come nuova sede municipale. I lavori hanno già consentito il consolidamento strutturale dell’edificio e il recupero di alcuni elementi storici di pregio, restituendo alla comunità un bene di grande valore culturale e identitario.