ISSN 2283-7558

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Giulia Favaretto

Autore

Architetto, Dipartimento di Architettura, Università di Bologna

rec_mag 162 LA CULTURA DEL RESTAURO

PATRIMONIO CULTURALE E CAPACITY BUILDING

per la conservazione e il miglioramento del comportamento energetico

Nell’era dell’Antropocene, ovvero dell’attuale epoca geologica segnata da un ambiente terrestre fortemente condizionato dagli effetti delle azioni dell’uomo, i cambiamenti climatici in atto impongono di agire seguendo la rotta dello sviluppo sostenibile. In quest’ottica, l’adozione di un modello di economia circolare consente di delineare strategie capaci di coinvolgere molteplici dimensioni, come quella ambientale, energetica e culturale.

Il presente contributo si colloca all’interno di tale scenario e, nel farlo, espone le strategie di capacity building in corso di definizione nell’ambito del progetto BECK, orientate a fornire un apporto utile alla conservazione e al miglioramento del comportamento energetico del patrimonio culturale. In questo senso, l’individuazione e la diffusione di possibili scenari d’azione costituiscono una parte integrante di tale percorso multiculturale e multidisciplinare.

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CULTURAL HERITAGE AND CAPACITY BUILDING

for the conservation and improvement of energy behaviour

In the age of Anthropocene, the current geological age marked by an Earth environment strongly influenced by the effects of human actions, climate change requires actions along the route of sustainable development. In this perspective, the adoption of a circular economy model makes it possible to outline strategies capable of involving multiple dimensions, such as the environmental, energy and cultural ones.

This paper lies within this scenario and, in so doing, it presents the capacity building strategies under definition in the BECK project, oriented to provide a useful contribution to the conservation and improvement of energy behaviour of cultural heritage. In this sense, the identification and diffusion of possible scenarios of action constitute an integral part of this multicultural and multidisciplinary path.



rec_mag 147 LA CULTURA DEL RESTAURO

L’importazione delle acquisizioni, l’esportazione delle esperienze

I restauri di Villa Tugendhat a Brno

I restauri di Villa Tugendhat a Brno consentono di avviare una riflessione sul destino del patrimonio del XX secolo. Attraverso l’analisi degli approcci e la descrizione degli esiti, il contributo si pone l’obiettivo di valutare le operazioni condotte secondo una duplice visuale: le importazioni delle acquisizioni e l’esportazione delle esperienze. Incroci e trasferimenti portano a una riflessione conclusiva sulla conservazione del patrimonio del XX secolo, anche non tutelato ma di valore riconosciuto, nonché sulla possibilità di conferire nuovi significati a produzioni architettoniche ieri sconosciute, oggi apprezzate.

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The importation of acquisitions, the exportation of experiences

The restoration interventions of Villa Tugendhat in Brno

The restoration interventions of Villa Tugendhat in Brno allow to open a reflection on the destiny of the 20th century heritage. Through the analysis of the approaches and the description of the results, this paper aims at evaluating the operations that have been carried out according to a double view: the importation of acquisitions and the exportation of experiences. Intersections and transfers lead to a final reflection on the conservation of the 20th century heritage, that may not be safeguarded but which could have a recognised value, as well as on the possibility of conferring new meanings to architectures which yesterday were unknown and today are appreciated.



rec 115

“DOMUS CONSTRUCTA CANNIS”

Il cannucciato nei sistemi costruttivi tradizionali. Cause di degrado e tecniche di intervento. PARTE SECONDA

I sistemi costruttivi in camorcanna costituiscono un’eredità architettonica del patrimonio edificato storico che, per la particolarità delle tecniche costruttive e l’impiego di materiali della tradizione locale, rappresentano una preziosa e ricca testimonianza di una cultura del saper fare che merita di essere tutelata e trasmessa.
Il presente articolo si struttura come un approfondimento delle questioni metodologico-operative, proposte dalla letteratura esistente in materia, connesse al recupero e alla conservazione di tale patrimonio costruttivo. Alla descrizione delle cause di degrado e di dissesto che, per fattori intrinseci o estrinseci alla costruzione, si riscontrano con maggior frequenza su siffatti sistemi costruttivi, segue un excursus sulle principali tecniche di intervento e sui materiali generalmente impiegati per il consolidamento finalizzato al recupero dei sistemi in camorcanna.
Alla luce delle suddette considerazioni, il contributo si configura come un invito ad affrontare la fase operativa dell’intervento sull’esistente con quella necessaria consapevolezza critica che solo deriva dalla profonda conoscenza del manufatto - momento imprescindibile per un intervento responsabile sulla materia storica - senza mai dimenticare quelli che sono i principi guida del progetto di restauro architettonico.

rec 115

“DOMUS CONSTRUCTA CANNIS”

Cannucciato in traditional constructive systems. Causes of degradation and techniques of intervention. PART 2

Camorcanna constructive systems represent a precious architectural heritage that belongs to our historic building patrimony. The peculiarities of this type of technique and the use of traditional local materials, are the reasons why they constitute an evidence of an active culture of know-how that has to be preserved.
This article focus on the methodological and operative matters related to the rehabilitation and the conservation of this constructive heritage, aspects which have been investigated by the existing connected literature. The description of the most frequent causes of degradation and instability that can be observed in these constructive systems precedes an excursus on the main techniques of intervention and on the materials that are generally used for the rehabilitation of camorcanna systems.
The article is a call to face the intervention of conservation with the necessary critical awareness that can derive only from a deep knowledge of the historic building, awareness that cannot forget the guiding principles of the restoration project.



rec 113

“DOMUS CONSTRUCTA CANNIS”

L’utilizzo del cannucciato nell’edilizia storica romagnola_PARTE PRIMA

L’edilizia tradizionale è da sempre depositaria di un saper costruire secondo regole che ascoltano i suggerimenti offerti dalla natura ed è testimonianza, con la sua consistenza materiale, del profondo legame che sussisteva tra architettura e ambiente circostante.
Tale assioma può essere facilmente riscontrato nell’edilizia storica romagnola, la quale costituisce un modello insediativo che risulta di grande interesse per le sue attitudini costruttive in quanto caratterizzato da uno stretto ed inscindibile rapporto tra culture materiali e territorio circostante. I materiali da costruzione utilizzati, facili da reperire ma anche da mettere in opera, andavano così a costituire elementi caratterizzanti del linguaggio architettonico locale, dove il processo spontaneo di messa a punto di metodologie di posa in opera era strettamente legato alla natura dei materiali reperibili in loco.
L’articolo che segue intende raccontare gli impieghi, nell’edilizia storica romagnola, di uno di questi materiali, la canna palustre, il cui utilizzo può essere riscontrato nelle chiusure verticali, nelle controsoffittature piane e voltate, negli elementi di finitura e nelle coperture.

rec 113

“DOMUS CONSTRUCTA CANNIS”

The marsh reed employment in historical buildings in Romagna_PART 1

Historical buildings are all along depository of an architectural knowledge which abides by rules that pay attention to the advices offered by nature and they’re also a proof, thanks to their material consistency, of the deep connection that subsisted between architecture and surroundings.
This axiom can be easily observed in historical buildings in Romagna that turn out to be very interesting for their construction customs because of their inseparable connection between material culture and surroundings environment. The building materials employed, easy to find and to build, became typified elements of a local architectural language in which the used technologies were deep fastened to the nature of the materials that could be found in loco.
The article that follows shows the employments of one of these materials, the marsh reed, which utilization can be observed in walls, false ceilings, finishes and shingles in historical buildings in Romagna.