ISSN 2283-7558

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Paolo Gasparoli

Autore

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MEMBRO DEL COMITATO SCIENTIFICO di recuperoeconservazione_magazine

Architetto, Professore Associato confermato, docente di Tecnologia dell’Architettura al Politecnico di Milano, Dipartimento ABC. Restauratore ai sensi del D.M. n 294/2000. Consegue l’Abilitazione Scientifica Nazionale a Professore di Prima Fascia per il SSD ICAR 12. Ha sviluppato ampi studi sui temi del progetto e delle tecniche per l’intervento sul costruito e sui processi di manutenzione programmata, in particolare nell’ambito dell’archeologia e dell’edilizia storica. Oltre all’attività didattica curricolare, è membro del Collegio Docenti del Dottorato di ricerca in “Programmazione, Manutenzione Riqualificazione dei sistemi edilizi e urbani” a partire dal XIX Ciclo; e del Collegio Docenti “Tecnologia e Progetto per la Qualità Ambientale a scala edilizia e urbana” dal XXIII Ciclo. È stato membro del Comitato Regionale per i Beni Culturali, Regione Lombardia e Presidente del Centro Studi ANIEM Milano, CONFAPI. Si è occupato della stesura del PdG del sito UNESCO di Crespi d’Adda e ha sviluppato studi sull’usura fisica e percettiva del sito UNESCO di Venezia e Laguna. Ha svolto una intensa attività normativa nelle Commissioni UNI. Ha collaborato con il Ministero Beni e Attività Culturali per lo sviluppo di processi di prevenzione e manutenzione programmata sulle aree archeologiche di Roma e Pompei. Ha pubblicato 6 volumi come autore singolo, 12 in collaborazione, e un centinaio di articoli e saggi su riviste e in atti di convegni nazionali e internazionali. Come Direttore Tecnico di una impresa specializzata in restauro dei monumenti ha diretto importanti cantieri di su edifici storici e monumentali.

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Il progetto sul costruito tra necessità di conservazione ed esigenze di trasformazione

La premessa è che condivido pienamente l’editoriale di Cesare e l’apprezzamento senza se e senza ma dell’operato delle Soprintendenze. Dopo di che provo a definire il mio punto di vista (senza pretendere di avere ragione, e qui in forma di sintesi essenziale), dove sostengo che il progetto sul costruito - possiamo definirlo di manutenzione, riqualificazione, riuso, restauro, in relazione all’intensità delle opere e agli obiettivi dell’intervento - non può che essere un progetto unitario e affrontato, nella sua complessità, con modalità sistemiche.



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IL DEGRADO E L’ARCHITETTURA STORICA

Processo diagnostico, cura, prevenzione nell'ambito del costruito esistente

Come tutte le cose, anche gli edifici invecchiano. I sintomi dell’invecchiamento si manifestano con degradazioni progressive dei materiali costitutivi che dipendono dalle interazioni con l’aggressività ambientale o dall’attività antropica. La Patologia edilizia è disciplina che studia i meccanismi che portano, in tempi ravvicinati, a fenomeni di invecchiamento precoce. Stabilito che il degrado su un edificio già vecchio è da considerarsi in modo del tutto differente rispetto ad un edificio nuovo, la manutenzione preventiva, con monitoraggi e attività ispettive, è strategia in grado di tenere sotto controllo i fenomeni di degrado.

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Historical buildings and decay

Diagnostic processes, maintenance and prevention activities on built

Buildings get old in time, like all things. The symptoms of aging show themselves with progressive materials degradations which depend on interactions between buildings and environmental aggressiveness or anthropic activity. The building pathology is a discipline that studies the phenomena of untimely decay. The degradation on old buildings has to be considered in a completely different way than the one on new buildings. From this point of view, the preventive maintenance, carried out through monitoring and inspection activities, is a strategy able to keep under control the degradation phenomena for built heritage.



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Il BIM nel restauro di superfici storiche

Il caso della Basilica prepositurale di Gallarate

Il contributo mette in evidenza potenzialità e limiti della modellazione 3D BIM nell’ambito del patrimonio storico edificato, portando come esempio il caso studio della Basilica di Santa Maria Assunta a Gallarate (Varese), recentemente sottoposta ad un intervento di restauro delle superfici interne con decorazioni ad affresco, stucco e dorature.

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BIM and restoration of historical surfaces

The case study of the main church in Gallarate

The paper explores potentialities and limitations of BIM 3D modeling for historical built heritage, taking as an example the case study of the church of Santa Maria Assunta in Gallarate (Varese), whose interior decorated surfaces were recently restored.



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La Galleria Vittorio Emanuele II a Milano

I materiali e i restauri del passato come base di conoscenza per l’intervento recente

La costruzione della Galleria Vittorio Emanuele II, il “salotto dei milanesi”, fu opera di grande rilevanza urbana nella Milano postunitaria. I recenti restauri, che tentano di riproporre equilibri cromatici molto vicini agli originali, perdutisi nei continui rifacimenti del Novecento, sono stati attivati a partire da una consistente ricerca storica diretta ad analizzare le complesse vicende costruttive ed i materiali utilizzati, come base conoscitiva preliminare. Le tecniche di intervento e le modalità di stesura delle coloriture, con silicati della ditta Keim, verranno descritti in un prossimo articolo su questa rivista.

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The Galleria Vittorio Emanuele II in Milan

Materials and past restorations as basis of knowledge for the latest intervention

The construction of the Galleria Vittorio Emanuele II, the "Drawing room of Milan" was a work of great urban importance in the Milanese post-unification. The recent restorations, which attempt to reproduce the chromatic scales very close to the original ones, lost in the continuous twentieth century maintenance, have been activated starting from a consistent historical research aimed to analyze the complex construction events and the materials used, as preliminary basis knowledge. Intervention techniques and colors applications, that have used Keim’s silicate, will be analytically described in a future article in this same periodical.



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IL RESTAURO DI UNA FACCIATA CINQUECENTESCA

L’Eremo di S. Caterina del Sasso a Leggiuno

L’approccio concettuale e le attività operative messi in campo per il restauro della facciata della Chiesa dell’Eremo di S. Caterina del Sasso non si discostano dalle prassi consolidate in casi similari.
Come ogni cantiere, però, nel quale ci si proponga di perseguire seriamente obiettivi di carattere conservativo, l’attività di indagine e di studio diventa essenziale per acquisire e stratificare conoscenze a partire dalle quali determinare il tipo e l’intensità delle azioni da attivare. Da qui la necessità che - pur nella obbiettiva limitatezza delle soluzioni tecniche disponibili, rispetto alla straordinaria varietà delle forme, dei materiali e delle condizioni di degrado - le attività di restauro, o di conservazione, si fondino e acquisiscano motivazioni dalla comprensione e dalla lettura del caso in esame nella sua acclarata unicità ed irripetibilità.
Il restauro della facciata, di cui qui diamo informazioni e alcuni dettagli, è stato dunque occasione di studi con analisi e approfondimenti che hanno consentito di giungere a più meditate decisioni operative.