ISSN 2283-7558

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Ugo Carughi

Autore

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Architetto, Presidente do.co,mo.mo Italia
rec_mag 153 da do.co,mo.mo

Stadio San Siro a Milano

L’appello di do.co,mo.mo per salvare lo stadio

A fronte del configurarsi sempre più reale dell’ipotesi della demolizione dello Stadio in favore della ricostruzione di un nuovo impianto, Do.co,mo.mo ha inviato alla Soprintendenza competente una lettera d’appello con cui difende l’edificio esistente, risultato di un progressivo sviluppo nel tempo e testimonianza architettonica che è ormai parte integrante della città. Pubblichiamo di seguito la lettera d’appello corredata da una serie di immagini a testimonianza della storia dello Stadio, risultato di progetti di trasformazione e ampliamento al passo con l’evolversi di una funzione e di nuovi usi e destinazioni.

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San Siro Stadium in Milan

do.co,mo.mo to save the stadium

The first examples of outdoor sports entertainment structures – The San Siro Stadium, in Milan, built in 1926, the National Stadium, by Marcello Piacentini, opened in Rome in 1911 and restructured in 1927 or, partially, the stadium for motor-cycle and cycle raging in Turin (1920) - masked the load bearing structures and the intrados of the steps with traditional façades. The reinforced concrete on sight structures started being used from Giovanni Berta Stadium in Florence (1930-32), by P.L. Nervi, and were proposed again in many other structures, from the Tor di Valle racecourse in Rome (1959), by Julio Lafuente and Gaetano Rebecchini, to Adriatico Stadium (1956), by Luigi Piccinato, to the San Paolo Stadium (1960), by Carlo Cocchia and others.
The peculiarity of San Siro Stadium in Milan lies in witnessing the coexistence of the reinforced concrete characteristic ramps and the extension structures: the circular towers, also lined with rising ramps and the steel roof. This Stadium ‘represents’ a historical process ‘sub specie architecturae’.



rec_mag 152 da do.co,mo.mo

Moderno Costruito Esistente Visitato

Un percorso personale attraverso l’architettura del ‘900

L’articolo costituisce la presentazione del volume di Pietro Valle ‘Moderno Costruito Esistente Visitato’ (C. Editrice Libria, Melfi 2018). Il libro, già presentato a Gorizia, Udine, Milano e, infine, a Napoli nel corso di un convegno organizzato da do.co,mo.mo con l’Ordine degli Architetti di Napoli, ripercorre le vicende dell’architettura moderna tra l’inizio del Novecento e la revisione critica post anni ’60 attraverso opere del panorama internazionale scelte e filtrate dall’esperienza personale dell’Autore.

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“Moderno Costruito Esistente Visitato”

A personal travel into the architecture of the 20th century

This article is an introduction to Pietro Valle’s book ‘Moderno Costruito Esistente Visitato’ (C. Editrice Libria, Melfi 2018), recently presented in Gorizia, Udine, Milan and also in Naples at a conference organized by do.co,mo.mo and the Roll of Architects of Naples. The book is a travel into the history of modern architecture, between the early 20th century and the critical review after the 1960s, through some international works selected and filtered through the personal experience of the Author.



rec_mag 149 da do.co,mo.mo

Stadio Flaminio in Roma

Il Piano di Conservazione per l’opera di Pier Luigi e Antonio Nervi

Lo stadio Flaminio, considerato una delle opere più importanti di Pier Luigi Nervi, è situato in un’area centrale della città, che comprende anche altre architetture di rilievo moderne e contemporanee, come il Palazzetto dello Sport (anche di Pier Luigi Nervi e di Annibale Vitellozzi), l’Auditorium di Renzo Piano e il Museo MAXXI di Zaha Hadid. Il Comune di Roma, proprietario dello Stadio, si è rivolto alla Pier Luigi Nervi Project Association al fine di promuovere, con l’Università La Sapienza di Roma e con do.co.mo.mo. Italia, un Piano di Conservazione che fosse supporto e guida per il successivo progetto di recupero dell’edificio. L’obiettivo di questo programma di ricerca, dunque, è quello di eseguire uno studio sullo Stadio Flaminio che, attraverso un’analisi dettagliata degli aspetti architettonici, strutturali, materici, tecnologici e costruttivi dell’opera, comporti la conservazione e il restauro dei suoi caratteri originari. Il decreto di tutela è uno degli elementi più importanti del Piano di Conservazione; pertanto, a seguito della proposta del gruppo di lavoro, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha vincolato lo Stadio Flaminio con Decreto Ministeriale del 27 settembre 2018 n. 74.

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Flaminio Stadium in Rome, Italy

The Conservation Plan for Pier Luigi and Antonio Nervi building

Flaminio Stadium, considered one of the most iconic buildings of Pier Luigi Nervi, is located in a central part of the city, in a area wich also includes other modern and conteporary masterpieces, like the “Little” Sport Palace (also from Pier Luigi Nervi and Annibale Vitellozzi), the Auditorium from Renzo Piano and the MAXXI Museum from Zaha Hadid. The Municipally of Rome owner of the Stadium, applied to Pier Luigi Nervi Project Association to promote, with Sapienza University of Rome and do.co.mo.mo. Italy, a Conservation Plan as support and guide the successive recovery project of the building. The objective of this research programme then, is to carry out a study of the Flaminio Stadium that, through an analytical investigation of its architecture, structures, materials and construction tecniques, reccomendations for the conservation and restauration of the building’s original characteristics. The protection decree is one of the most important elements of the Conservation Plan; so, after the request of the working group, the Cultural Ministry listed the Flaminio Stadium by decree of 27 September 2018, n.74.



rec_mag 146 da do.co,mo.mo

Prospettive di tutela per il secondo Novecento

In questo contributo ci riallacciamo al precedente articolo riprendendo il tema della tutela dell’architettura contemporanea. Più precisamente, ci occupiamo dell’interesse culturale attribuibile a un’architettura, anche recente, per i suoi legami con alcuni aspetti salienti della cultura dell’epoca. Legami che prescindono dal riconoscimento delle qualità intrinseche dell’opera, spesso uniche e irripetibili, dal suo autore e dal tempo trascorso dalla sua realizzazione. La relativa norma del Codice, in base all’art. 10, comma 3, lett. d), è utilizzata in modo episodico e spesso improprio. Questo contributo illustra in sintesi le prospettive che un uso più pertinente e differentemente inteso di tale norma potrebbe aprire ad una azione di tutela più dinamica e strettamente collegata alla critica storiografica.

rec_mag 146

Conservation prospects for the late XX Architecture

This paper refers to the previous one regarding the theme of contemporary architecture. We will be focusing on the cultural interest that we can also attribute to recent architecture, due to its ties with some cultural aspects of its time. These links are regardless not only to intrinsic and unique architecture values, but also to its author and to the date of its construction. The relative rule into the national law, in the third paragraph, d), of article 10, is often used occasionally and improperly. This paper in brief describes the prospects to use this rule in a different way to carry out a more dinamic protection-action, which is also tightly tied to storiography.



rec_mag 145 da do.co,mo.mo

La tutela del patrimonio

architettonico italiano del Novecento

L’architettura del Novecento soffre in Italia di una sorta di isolamento rispetto a quella dei secoli precedenti. La ridotta considerazione dei suoi valori si rivela in tutte le circostanze che comportano interventi di adeguamento, ristrutturazione edilizia o urbanistica. In Italia l’applicazione della normativa di tutela è condizionata al trascorrere di settant’anni dalla realizzazione delle opere, sia di proprietà pubblica, sia di proprietà privata.
Nel contempo, dal 2002 il MIBACT promuove il censimento delle architetture del secondo Novecento in base a criteri che esulano dall’aspetto temporale. Con l’ausilio di alcuni esempi, ci si propone di illustrare le citate problematiche, con riferimento al panorama di tutela italiano e d’altre nazioni europee.

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The architecture conservation

in the second period of the twentieth-century
The twentieth-century architecture is subjected to a sort of isolation compared to the former centuries. The inadequate consideration of its values are revealed in all the circumstances were adaptation, building or urban renovation works are required. In Italy the protection law states that seventy years have to pass by since the construction of the buildings, wether they are private or public properties. Meanwhile, it seems contradictory, but since 2002 the Italian Ministry of Culture has been promoting the second period of the twentieth-century architecture census which is based on unrelated to temporary perspective criteria. The situation leads to some issues that we will describe through examples regarding not only Italian but also other countries overview.