ISSN 2283-7558

ARCo_Associazione per il Recupero del Costruito

I temi del restauro, del recupero e della valorizzazione, della messa in sicurezza del costruito storico, sono tutti temi comuni dell’attività di ARCo_Associazione per il Recupero del Costruito e degli obiettivi di divulgazione e della conoscenza nel restauro che rec_magazine persegue tramite le proprie pubblicazioni. L’attività congiunta consente ad ARCo di avvalersi di un ulteriore canale con cui divulgare il proprio impegno e a rec_magazine di farsi portavoce di un’associazione autorevole e riconosciuta non solo a livello nazionale.

rec_mag 155 da ARCo

IL SISMA IN EMILIA 2012

Un fenomeno anomalo e imprevisto

I terremoti in “pillole”: analisi, riflessioni e proposte dell’ingegner Giovanni Cangi sui fenomeni sismici. Come annunciato nel numero scorso, prosegue la pubblicazione delle “pillole” di Giovanni Cangi, questa volta dedicate al terremoto dell’Emilia del 2012. Francesco Giovanetti (Presidente ARCo)

Coclusasi l'XI edizione del Premio Internazionale Dedalo Minosse alla Committenza, promosso da ALA Assoarchitetti, dalla Regione del Veneto e dal Comune di Vicenza, abbiamo selezionato tra i tanti progetti presentati, progetti vincitori e progetti in concorso, e ne abbiamo selezionati alcuni più vicini al mondo del restauro. Nell'articolo, si presentano tre progetti che si confrontano con l’architettura preesistente e dimostrano diversi modi di intendere la valorizzazione.



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rec_mag 154 da ARCo

COSTRUZIONI STORICHE IN MURATURA

Modellazione strutturale schematica

A cominciare da questo numero, presentiamo alcuni temi di interpretazione dei fenomeni sismici relativi a terremoti (prevalentemente italiani) elaborati dall’ingegnere Giovanni Cangi, oggi uno dei più acuti professionisti del nostro paese in materia di prevenzione sismica.
Gli articoli che presentiamo toccano temi diversi - “pillole” diremmo - ciascuna stimolata dall’esame di specifici terremoti con cui l’autore si è misurato applicando la propria intelligenza a interpretare la dinamica dei dissesti e a proporre concreti percorsi di riparazione e misure di prevenzione. [Francesco Giovanetti]



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rec_mag 153 da ARCo

Premio ARCo Giovani 2108

I progetti premiati nella terza edizione

Il Premio Arco Giovani per tesi di laurea in restauro e recupero del costruito esistente è giunto alla sua terza edizione ed anche questa volta ha visto la nutrita partecipazione di giovani laureati in restauro, ma non solo, provenienti da tante sedi universitarie italiane. I temi trattati sono i più vari con una particolare attenzione, oltre agli argomenti più tradizionali del restauro architettonico e urbano, al recupero dell’edilizia moderna e contemporanea con l’inserimento di nuove funzioni ed elementi architettonici.



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rec_mag 152 da ARCo

Lettera aperta delle Associazioni al MiBAC, 9 marzo 2019

Il MiBAC assuma la competenza esclusiva sul patrimonio architettonico storico!

Il Convegno nazionale dell’ARCo, tenuto al Palazzo Reale di Napoli nei giorni 8 e 9 marzo 2019, ha concluso l’attuale consigliatura insediata nel marzo 2013 ed è stato dedicato a mettere in evidenza i buoni interventi di restauro nel campo della conservazione, dell’adeguamento e del riuso.
La tavola rotonda conclusiva, ha sottoposto alla discussione una lettera aperta al MiBAC, proposta dall’ARCo, che riguarda l’attuale e pericolosa sovrapposizione di competenze e prerogative in materia di gestione degli interventi sul patrimonio architettonico tutelato, particolarmente dannosa nella materia del latente conflitto tra conservazione e sicurezza.



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rec_mag 151 da ARCo

Convegno Nazionale ARCo

8 e 9 marzo 2019 Palazzo Reale, Napoli

La ruota del carro come testimonianza di civiltà: ricordate la commissione Franceschini? 1966? Quel pensiero è alla base dell’attuale nozione di patrimonio architettonico, che oggi si è estesa al punto di includere, oltre a quelli che si definivano allora monumenti, gran parte del costruito storico e del suo contesto, incluse le case dove abitiamo e gli uffici dove lavoriamo o ci rechiamo per ottenere servizi.
L’8 e il 9 marzo presenteremo 'I buoni interventi di restauro: conservazione, adeguamento e riuso' in casi tipici della varietà del patrimonio costruito. Partecipano al convegno esponenti della tutela del patrimonio, universitari che si dedicano all’insegnamento del restauro e professionisti privati, tutti esperti nel restauro architettonico e strutturale.



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rec_mag 150 da ARCo

La chiesa ex-carcere

L’avvio del restauro di San Francesco del Prato a Parma

L’articolo descrive l’avvio dei lavori di restauro, attesi da tanti anni, della Chiesa di San Francesco del Prato a Parma. Il monumento, un’imponente chiesa francescana del Trecento tra le più insigni d’Italia, per quasi due secoli era stata adibita a carcere subendo trasformazioni che ne avevano alterato pesantemente l’assetto architettonico. Il progetto di restauro prevede il ritorno alla funzione originaria ed il ripristino della facies più matura senza però occultare completamente i segni delle manomissioni successive. Allo stato attuale sono stati eseguiti i consolidamenti fondali ed il montaggio delle impalcature interne per gli interventi strutturali sui tetti.

rec_mag 150

The start of the restauration work on the Church of San Francesco del Prato in Parma

This article describes the start of the restauration work on the Church of San Francesco del Prato in Parma.
This monument, an impressive 14th century Franciscan church, one of the most distinguished churches in Italy, has been used as a prison for two century and for this reason it radically changed its architectonical configuration.
The project provides the restauration of the original function and the recovery of the most mature facies without hiding the following modifications.
Now the structural consolidation of building’s foundation has been carried out and the scaffolding, that will be used for the roof consolidation, has been installed.



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rec_mag 149 da ARCo

Scenari di ricostruzione post sisma

Come definire modalità di intervento differenziate in rapporto ai danni

Immediatamente dopo gli eventi sismici, iniziati alla fine dell’estate 2016 e continuati senza interruzioni fino ai primi mesi del 2017, che hanno sconvolto un’amplissima area dell’appennino centrale, un gruppo di docenti dell’Università Roma Tre si è attivato per partecipare alla ricognizione dei danni subiti dal costruito storico e contribuire al processo di recupero e ricostruzione dei centri storici con studi, ricerche ed attività di supporto alle amministrazioni pubbliche centrali e locali. Tali iniziative sono state presentate e relazionate da ARCo nel corso di due convegni sul tema a Macerata (vedi anche rec_magazine142). Si riprendono tali temi descrivendo gli scenari dei danni procurati dal lungo sciame sismico - scenari molto diversi tra loro che richiedono diverse modalità d’intervento - e quali posso essere gli apporti dell’università impegnate sia a livello scientifico che di terza missione.



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rec_mag 148 da ARCo

I buoni interventi di restauro: conservazione, adeguamento, riuso

VIII Convegno Nazionale, 18-19 gennaio 2019 Napoli

L’ARCo, al termine della propria ottava consigliatura terrà, come d’abitudine, il proprio Convegno nazionale, l’ottavo, dedicato questa volta ai buoni interventi di restauro, nei settori della conservazione, dell’adeguamento e del riuso. Il Convegno si terrà a Napoli nelle due giornate  del 18 e 19 gennaio 2019, a Palazzo Reale.
Organizzato in tre sessioni, il convegno vedrà alcune relazioni ad invito sui temi dello stato attuale della pratica del restauro del patrimonio architettonico, l'illustrazione di interventi di restauro con call for papars a professionisti, e la presentazione dei risultati del Premio ARCo_giovani giunto alla seconda edizione.



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rec_mag 147 da ARCo

Riflessioni da Macerata

Giornata di lavoro sui terremoti dell'Italia centrale

La seconda giornata di lavoro dedicata ai terremoti nell’Italia Centrale organizzata da ARCO_Associazione per il recupero del costruito e ASSORESTAURO_Associazione italiana per il restauro architettonico, artistico e urbano con il contributo dei Lions Club si è svolta a Macerata lo scorso 24 marzo. Questo nuovo incontro, intitolato La ricostruzione: quando? e come? ha voluto fare il punto sullo stato di avanzamento delle attività intraprese per la ricostruzione del patrimonio monumentale e dei tessuti storici colpiti dal sisma ad un anno di distanza dall’incontro del 3 marzo 2017, dal titolo Dopo il terremoto. Come agire?.



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rec_mag 146 da ARCo

TERREMOTO DEL CENTRO ITALIA

Riflessioni sulle vulnerabilità del patrimonio architettonico danneggiato

La ricostruzione dei beni monumentali distrutti dal terremoto del Centro Italia deve necessariamente partire dalla comprensione delle vulnerabilità emerse nel costruito storico. Il presente lavoro vuole condividere alcune riflessioni che l’autore ha maturato durante un sopralluogo nelle zone rosse dei centri storici devastati dal sisma del Centro Italia, osservando le vulnerabilità intrinseche alla morfologia del patrimonio architettonico. Saranno analizzati casi studio sia dell’edilizia monumentale sia facenti parte del tessuto storico urbano. Dalla comprensione di questi punti di debolezza sismica deve ripartire una progettualità più consapevole della messa in sicurezza, non necessariamente totale per preservare le peculiarità artistiche, ma più efficace per impedire almeno il crollo e la perdita totale del bene architettonico. Per arrivare a questo risultato occorre intensificare le analisi delle vulnerabilità, mettere alla luce quelle nascoste nelle variegate tessiture murarie e nelle stratificazioni edificatorie intercorse nei secoli. E’ necessario ripensare l’azione di prevenzione, soffermarsi di più sulle carenze di alcune resistenze murarie che vanno migliorate con tecniche efficaci e non troppo invasive. Occorre arrivare al giusto compromesso tra conservazione e sicurezza, senza pregiudizi se in taluni casi si rendesse necessario l’utilizzo giudizioso di nuove tecniche o della rivisitazione di quelle antiche.

rec_mag 146

THE CENTRAL ITALY EARTHQUAKE

Considerations on the vulnerabilities of architectural heritage damaged

The reconstruction of the monumental properties destroyed by the earthquake in Central Italy must necessarily start from the understanding of the vulnerabilities that emerged in the historical buildings. This study wants to share some considerations that the author has gained during an inspection in the red areas of the historical centers devastated by the Central Italy earthquake, observing the vulnerabilities peculiar to the morphology of the architectural heritage. Both case studies of monumental buildings and part of the historical urban fabric will be analyzed. From the understanding of these points of seismic weakness must start a planning more aware of the safety, not necessarily total to preserve the artistic peculiarities, but more effective to prevent at least the collapse and total loss of the architectural heritage. To achieve this result it is necessary to intensify the analysis of vulnerabilities, to highlight those hidden in the varied masonry structures and in the building stratifications that have occurred over the centuries. It is necessary to redefine the prevention action, to dwell more on the deficiencies of some masonry resistances that must be improved with effective and not too invasive techniques. It is necessary to arrive at the right compromise between conservation and safety, without prejudice if in some cases the judicious use of new techniques or the revisitation of old ones becomes necessary. As long as the ancient structural design is not distorted. In particular, it is essential to prevent the ruinous collapses due to the wall disintegration of irregular stone textures, so that the building can implement that box-like behavior that can be improved with more effective and continuous connections. Technology and the market offer many solutions, which the sensitive and cultured designer will necessarily have to diversify and adapt for each specific case study.



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rec_mag 145 da ARCo

L’ADEGUAMENTO VULNERABILE

Ovvero come sono crollati alcuni dei monumenti già consolidati

Il grande evento sismico dell’Italia Centrale ha evidenziato ancora una volta la drammatica vulnerabilità degli edifici storici, riaprendo interrogativi sulle capacità del Paese di preservare il suo immenso patrimonio storico-architettonico. L’articolo prende in riferimento alcuni casi simbolo dopo i recenti terremoti dell’Aquila e del Centro Italia, riflettendo sull’efficacia di alcuni consueti interventi di consolidamento eseguiti sul patrimonio storico tra gli anni ’70 e l’inizio degli anni ‘90. Molti di questi edifici, consolidati mediante una cultura tecnica che prevedeva l’inserimento invasivo di elementi in c.a. all’interno della scatola muraria, sono di fatto crollati rovinosamente alle successive scosse. Lo stravolgimento degli originari sistemi statici murari mediante l’esecuzione di interventi pesanti e invasivi ha dimostrato tutta la sua inefficacia. Al contrario le vulnerabilità intrinseche dell’edilizia storica sono migliorabili con interventi puntuali di sostituzione o riparazione locale e con materiali compatibili. [...]

rec_mag 145

THE VULNERABLE SEISMIC RETROFIT

That is how some of the already strengthened monuments have collapsed”
The great seismic event in Central Italy once again highlighted the dramatic vulnerability of historic buildings, reopening questions about the Country's ability to preserve its immense historical-architectural heritage. The paper refers to some cases study after the recent earthquakes in L'Aquila and Central Italy, reflecting on the effectiveness of some usual strengthening work carried out on the historical heritage between the '70s and the beginning of the' 90s. Many of these buildings, strengthened through a technical culture that provided for the invasive insertion of reinforced concrete elements inside the masonry structures, were collapsed ruinously to subsequent seismic shocks. The distortion of the original static masonry systems by means of heavy and invasive interventions has shown all its ineffectiveness. On the other hand, the intrinsic vulnerabilities of historic buildings can be improved with local repair and material compatible. The insertion of tie rods, the use of reinforced masonry curbs, the stiffening of floors and wooden roofs by other similar elements or by steel plates, the judicious and local use of modern composite materials: all are ways that they recall the art of pre-modern construction and can effectively represent the right strategy of active maintenance, which has often preserved many buildings from collapsing, preserving their historical value. The immense and unique Italian historical-architectural heritage deserves a strong action of seismic safety, rooted in correct principles and shared by the technical-scientific community, so that we do not recriminate the loss of further historical buildings. It is a commitment that we owe above all towards the new generations, to whom bequeath an integral and safe historical patrimony.


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rec_mag 144 da ARCo

Lettera aperta ai protagonisti della ricostruzione

dopo i terremoti nell’Italia Centrale_Roma, 19 novembre 2017

È da poco trascorso più di un anno dalla scossa che il 24 agosto 2016 ha squassato l’Italia Centrale e da quella ancora più tremenda che il 30 ottobre ha raso al suolo Amatrice e moltiplicato i danni nell’area già duramente colpita.
Scrivo questa lettera aperta ai protagonisti della ricostruzione dell’Italia Centrale in qualità di presidente di ARCo - Associazione per il recupero del costruito fondata nel 1990 da alcuni dei migliori architetti e ingegneri restauratori italiani che, osservando i danni del terremoto del 1980 in Irpinia, avevano precocemente capito quanto dannoso fosse stato l’inserimento di strutture rigide in cemento armato negli edifici storici costruiti in pietra, mattoni, legno e putrelle, con la pretesa di fortificarli. Gli studi e le sperimentazioni di allora hanno contribuito sostanzialmente alla “rivoluzione” che ha riportato in uso i materiali e le tecniche cosiddette “premoderne”, alle quali è stata riconosciuta l’efficacia antisismica, felicemente praticata per secoli, spesso disconosciuta nel corso del Novecento e oggi finalmente entrata a far parte delle norme in vigore.



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rec_mag 143

da ARCo

Associazione per il Recupero del Costruito

L’ARCo è stata fondata il 6 marzo 1990 a Roma da alcuni dei migliori architetti e ingegneri, storici e restauratori italiani che hanno voluto concentrare pensiero e professione sul tema del recupero e del restauro del patrimonio architettonico storico percepito nella sua interezza di forma e di costruzione: architettura e materia come aspetti non separabili. E questo non soltanto in omaggio a una visione storico-critica del patrimonio che proprio in quegli anni si andava affermando, ma anche per esplorare ed esaminare i principi dell’arte di costruire premoderna al fine di proporre modalità di protezione dal rischio sismico specifiche per il patrimonio storico. Osservando i danni del terremoto del 1980 in Irpinia, alcuni dei futuri protagonisti dell’associazione avevano infatti precocemente capito quanto dannoso fosse stato l’inserimento di strutture rigide in cemento armato negli edifici storici costruiti in pietra, mattoni, legno e putrelle, con la pretesa di fortificarli.



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