ISSN 2283-7558

ALA ASSOARCHITETTI_ASSOCIAZIONE LIBERI ARCHITETTI

Ai lavoratori intellettuali che si occupano di architettura, lettori abituali o sporadici di rec_magazine, ALA Assoarchitetti_Associazione degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti italiani, propone una problematizzazione di temi all'intersezione tra architettura come disciplina e architettura come lavoro. Dalla profonda crisi del nostro settore, esce infatti oggi un professionista radicalmente trasformato: è il momento di cercare di capire quale è questo nuovo profilo intellettuale ed operativo, per competenze, compiti, responsabilità, ruolo sociale ed economico.

rec_mag 152 da ALA Assoarchitetti

La vicenda della pensilina di Palazzo dei Diamanti

Sulla disputa del Palazzo dei Diamanti sono in evidenza almeno due principali profili di discussione: la revocazione di un concorso di selezione del miglior progetto, che era già stato regolarmente concluso; l’opposizione di principio all’inserimento dell’architettura contemporanea nel contesto storico. Su queste premesse vorremmo svolgere un ragionamento il più sereno possibile, considerando le ragioni che sono rappresentate ed esistono in entrambe le posizioni emerse.



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rec_mag 152

Il ruolo del Committente in un progetto di architettura

Colui che commissiona un intervento di restauro per un edificio storico, rispetto al cliente dell’architetto che opera secondo la ristrutturazione e la nuova costruzione, è una figura di rilievo particolare: si avvia in un’impresa incerta e rischiosa in relazione a tempi e costi, mette in moto una iniziativa che viene riconosciuta essere nell’ambito dell’industria
culturale così, mescolando i due concetti, si espone ad un lungo e faticoso confronto tra la scoperta delle ragioni storico artistiche del manufatto, le soluzioni tecnico-costruttive, i contrasti che vengono a stabilirsi tra i vari ruoli posti in gioco, tutti opinabili, nessuno definitivo, più che altro un gioco di forze.



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rec_mag 151 da ALA Assoarchitetti

Lo sfregio dei Diamanti

Un malessere si propaga in modo malefico dalla storia dell’annullamento del concorso di Ferrara ed investe ogni altra soprintendenza d’Italia e gli architetti che, stante la possibilità di una simile incertezza del procedimento, valuteranno assai approfonditamente se partecipare ad un concorso pubblico di progettazione, per un intervento che coinvolga anche solo lateralmente, un edificio vincolato.



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rec_mag 150 da ALA Assoarchitetti

Catastrofi, ricostruzioni e rigenerazioni

Tra conservazione e rinnovamento

I temi prevalenti delle ricostruzioni post catastrofe, per grandi linee si possono riassumere in due grandi filosofie di progetto: quello del “dov’era e com’era” e “il nuovo come atto rigenerativo”. Per ognuna di queste categorie poi si individuano una serie di declinazioni e di contaminazioni che rendono tali “atteggiamenti” meno estremi, astratti e forse anche meno reazionari.

L'articolo prende lo spunto dalla Mostra “Ricostruzioni. Architettura, città, paesaggio nell’epoca delle distruzioni”.  Triennale di Milano dal 30 novembre 2018 al 10 febbraio 2019



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rec_mag 149 da ALA Assoarchitetti

FORMALE O SOSTANZIALE?

Ridisegnare il ruolo dei tecnici delle PA nel procedimento amministrativo semplificato

Ben oltre le polemiche delle prime frenetiche ore, si propaga l’onda di tsunami causato dal crollo del viadotto autostradale “Morandi” di Genova, costituendo numerosi spunti di riflessione sui più vari aspetti che spingono verso un ripensamento del vasto settore delle costruzioni sia di natura tecnica, sia professionali. Tra tutti i punti di vista, intendiamo qui proporre una considerazione laterale.



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rec_mag 148 da ALA Assoarchitetti

Chi sarà e cosa farà l’Architetto nel 2040?

A luglio si è celebrato l’VIII Congresso nazionale degli architetti italiani “Abitare il paese”, incardinato su molti temi tra cui le città del futuro prossimo, una legge per l’architettura, l’immagine sociale dell’architetto e dell’urbanista. Non è stato invece trattato un altro tema vitale per la professione e per il Paese: Chi sarà e cosa farà l’Architetto nel 2040?
Attenzione, non si tratta di una domanda retorica, ma di interrogarci seriamente su chi sarà incaricato di coordinare la gestione del territorio tra 20 anni, di quali competenze dovrà essere in possesso, quale percorso di studi dovrà seguire.



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rec_mag 147 da ALA Assoarchitetti

“EQUITÀ SPAZIALE” NEI CENTRI STORICI

La complessa ricetta tra ricettività diffusa e residenzialità sociale

La necessità di valorizzazione dei centri storici e minori, presenti in gran numero in Italia, porta tecnici e decisori politici a vagliare nuove ipotesi di rigenerazione urbana.
Oltre alle recenti politiche volte al turismo sostenibile, è possibile individuare nella crescente domanda residenziale giovanile, un nuovo mercato capace di creare risorse utili alla riqualificazione del patrimonio, costruendo i presupposti di un progetto capillare, veicolo e promotore di “equità spaziale”.

rec_mag 147

Spatial equity in historical centers

The complex equation between widespread receptivity and social housing

The need to enhance historic and minor centers, present in large numbers in Italy, leads technicians and policy makers to explore new hypotheses of urban regeneration.
In addition to the new sustainable tourism policies, the youth residential demand could be a new businnes able to create resources useful for the redevelopment of heritage, building the premises for a capillary project, vehicle and promoter of "spatial equity".



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rec_mag 146 da ALA Assoarchitetti

Centri storici per un futuro prossimo

Che cosa comporta sul piano operativo un cambio di paradigma per la progettazione all’interno dei nuclei storici? Le condizioni per ottimizzare la vivibilità dei nuclei urbani sono spesso di natura immateriali: reti, relazioni, simboli, etc si possono progettare e sennò, almeno, si possono considerare nel quadro dei vincoli? Così come il lavoro non si crea per legge, il benessere non si decreta per norma, ma questo non vuol dire che esso non possa porsi come carattere guida o strategia dietro la progettazione. Ci serve una città impermanente e flessibile.



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rec_mag 145 da ALA Assoarchitetti

Persona o monumento?

Un nuovo paradigma per i centri storici minori

La preoccupazione per la conservazione da un lato e l’attenzione incentrata sull’emergenza delle periferie, hanno portato a sottovalutare il processo di degrado dei centri storici minori i quali, anche se (e forse proprio per questo) inclusi e disciplinati da piani di recupero, congiuntamente ad una modificazione strutturale del commercio, hanno impedito di accorgersi del livello di decadenza ed abbandono delle migliaia di centri storici minori non inclusi in centri a vocazione turistica. E’ probabile che il mondo dell’architettura debba avviare un dibattito antimetrico rispetto a quello che si sviluppò lungo gli anni ’60 e ’70 e che sfociò nella legge 475 del 1978 con l’istituzione dello strumento dei piani di recupero e, di fatto, l’avvio di una tutela puntuale degli edifici più o meno degni di tutela inclusi nel perimetro dei centri storici maggiori, minori ed anche infimi.



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rec_mag 144 da ALA ASSOARCHITETTI

Restauri, riqualificazioni e recuperi

Il Premio Dedalo Minosse non è solo edifici di nuova costruzione

Un piccolo osservatorio, quello del Premio Dedalo Minosse alla Committenza di Architettura, sicuramente parziale e in parte casuale. Tuttavia offre un panorama significativo che passa attraverso il setaccio di molte testate di architettura, associazioni di architetti, fiere, in Italia e all’estero. La cadenza biennale del concorso, consente anche di constatare alcuni cambiamenti che avvengono nel mondo dell’architettura, nelle città e sui territori.
Il Dedalo Minosse è un premio sull’architettura, che viene assegnato non agli architetti, ma ai committenti, siano essi pubblici o privati, aziende o costruttori, associazioni, enti, purché attenti oltre che alla qualità compositiva, all’innovazione, alla cultura, all’identità, all’inclusione, alla sostenibilità economica, sociale o ambientale.



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rec_mag 143

da ALA ASSOARCHITETTI

Associazione Liberi Architetti

Fondata nel 1999, ALA è l’organizzazione dei progettisti liberi professionisti, maggiormente rappresentativa a livello nazionale, cha riunisce architetti, ingegneri civili edili, paesaggisti, pianificatori,
conservatori e designers liberi professionisti italiani.
ALA è riconosciuta dal Ministero del Lavoro e da numerose Amministrazioni regionali e locali, quale “parte sociale”, attraverso la Confederazione Italiana Libere Professioni, CONFPROFESSIONI, alla quale aderisce e che stipula il Contratto Nazionale Collettivo di Lavoro degli Studi Professionali.



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