ISSN 2283-7558

do.co.mo.mo italia

Nella convinzione che l’architettura del Novecento sia un patrimonio ancora da scoprire nei suoi valori espressivi e nelle sue valenze storiche, nelle sue fragilità tecnologiche e nelle problematiche di tutela e di restauro, il rapporto di collaborazione di rec_magazine con do.co.mo.mo. italia intende contribuire a un percorso di scoperta e conoscenza finalizzate al consolidamento di una cultura consapevole del moderno.

rec_mag 150 da do.co,mo.mo

Per Marco Dezzi Bardeschi, UT VIVAT

Profondo umanesimo e curiosità instancabile: questa la cifra distintiva dell’operosa vita di Marco Dezzi Bardeschi, nato a Firenze 84 anni fa, il 30 settembre 1934, scomparso il 4 novembre 2018 nel pieno delle forze e della capacità di lavoro che lo hanno sempre accompagnato. Dotato di cultura e vivacità intellettuale fuori dal comune, Dezzi Bardeschi ha sempre coniugato lo studio con il fare architettonico, pubblicando in sessant’anni di intensa attività scientifica (il suo primo scritto risale al 1958) più di un migliaio di contributi, che spaziano dalla storia dell’architettura al restauro, ma anche realizzando molte opere  alcune delle quali ormai annoverate tra i tópoi del restauro mondiale [...]

 



link all'articolo
rec_mag 149 da do.co,mo.mo

Stadio Flaminio in Roma

Il Piano di Conservazione per l’opera di Pier Luigi e Antonio Nervi

Lo stadio Flaminio, considerato una delle opere più importanti di Pier Luigi Nervi, è situato in un’area centrale della città, che comprende anche altre architetture di rilievo moderne e contemporanee, come il Palazzetto dello Sport (anche di Pier Luigi Nervi e di Annibale Vitellozzi), l’Auditorium di Renzo Piano e il Museo MAXXI di Zaha Hadid. Il Comune di Roma, proprietario dello Stadio, si è rivolto alla Pier Luigi Nervi Project Association al fine di promuovere, con l’Università La Sapienza di Roma e con do.co.mo.mo. Italia, un Piano di Conservazione che fosse supporto e guida per il successivo progetto di recupero dell’edificio. L’obiettivo di questo programma di ricerca, dunque, è quello di eseguire uno studio sullo Stadio Flaminio che, attraverso un’analisi dettagliata degli aspetti architettonici, strutturali, materici, tecnologici e costruttivi dell’opera, comporti la conservazione e il restauro dei suoi caratteri originari. Il decreto di tutela è uno degli elementi più importanti del Piano di Conservazione; pertanto, a seguito della proposta del gruppo di lavoro, il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha vincolato lo Stadio Flaminio con Decreto Ministeriale del 27 settembre 2018 n. 74.

rec_mag 149

Flaminio Stadium in Rome, Italy

The Conservation Plan for Pier Luigi and Antonio Nervi building

Flaminio Stadium, considered one of the most iconic buildings of Pier Luigi Nervi, is located in a central part of the city, in a area wich also includes other modern and conteporary masterpieces, like the “Little” Sport Palace (also from Pier Luigi Nervi and Annibale Vitellozzi), the Auditorium from Renzo Piano and the MAXXI Museum from Zaha Hadid. The Municipally of Rome owner of the Stadium, applied to Pier Luigi Nervi Project Association to promote, with Sapienza University of Rome and do.co.mo.mo. Italy, a Conservation Plan as support and guide the successive recovery project of the building. The objective of this research programme then, is to carry out a study of the Flaminio Stadium that, through an analytical investigation of its architecture, structures, materials and construction tecniques, reccomendations for the conservation and restauration of the building’s original characteristics. The protection decree is one of the most important elements of the Conservation Plan; so, after the request of the working group, the Cultural Ministry listed the Flaminio Stadium by decree of 27 September 2018, n.74.



link all'articolo
rec_mag 148 da do.co,mo.mo

La Cité de Refuge di Le Corbusier e Pierre Jeanneret

Il restauro condiviso di un patrimonio architettonico e sociale

Il contributo illustra l’intervento di restauro-ristrutturazione del 2011-15 sulla Cité de Refuge, realizzata negli anni ‘30 a Parigi da Le Corbusier e Pierre Jeanneret e più volte trasformata nel corso del ‘900, con particolare riguardo alla prassi operativa adottata basata sulla collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte, sul superamento della dicotomia tra le parti protette e quelle non protette, sulla decisione di escludere per le facciate la ricostruzione à l’identique dell’intero stato purista d’origine, tramandando invece la testimonianza delle trasformazioni succedutesi nel tempo.
L’intervento di restauro-ristrutturazione costituisce un’occasione per riflettere sui temi del restauro dell’architettura moderna e in particolare delle opere di Le Corbusier, sulla necessità e sull’efficacia delle procedure di protezione, sulla dialettica tra conservazione e trasformazione, sul rapporto tra restauro e progetto, sul dibattito tra la restituzione dell’immagine iconica di un’opera o la restituzione
della ‘vita’ di un’opera nel tempo, sull’esigenza di un edificio di continuare a ‘vivere’ dopo il restauro.

rec_mag 148

The Cité de Refuge by Le Corbusier and Pierre Jeanneret

The shared restoration of an architectural and social heritage

This paper explains the restoration of the Cité de Refuge, completed almost two years ago. The building was realised in the 1930s in Paris by Le Corbusier and Pierre Jeanneret and was often enlarged and transformed during the twentieth century. In particular, the paper analyses the collaborative method adopted by all the partners  involved, the overcoming of the dichotomy between protected parts and unprotected ones, the decision to exclude for the façade the reconstruction à l’identique of the  original purist state of the building and to prefer instead to keep the testimony of transformations over time.
The project offers yet another opportunity for reflection on issues related to restoration of modern architecture, in particular regarding the works of Le Corbusier: on the need and effectiveness of protective measures in architectural heritage, on the dialectic between conservation and transformation, on the relationship between restoration and architectural design, on the debate over whether to reinstate works with their original archetypal iconic appearances, or to conserve the narrative of a building’s ‘life’ over time, and on the need for a building to ‘live on’ after restoration.



link all'articolo
rec_mag 147 da do.co,mo.mo

Mario Tedeschi

Arte, interni e architettura in un archivio ritrovato

Poliedrico protagonista dell’architettura milanese, Mario Tedeschi nasce nel capoluogo lombardo nel 1920 e qui si laurea presso il Politecnico nel 1946. Gio Ponti ne riconosce subito l’immediatezza e incisività grafica, tanto da volerlo come redattore presso la rivista “Domus”, con la quale Tedeschi collaborerà dal 1948 al 1965. Il personale talento pittorico e la passione per l’arte permeano i suoi sessant’anni di attività, nei quali dipinge, conduce programmi di design per la RAI e, con lo scultore Carlo Ramous, integra totalmente architettura e scultura.

rec_mag 147 from do.co,mo.mo

Mario Tedeschi

Art, interiors and architecture in a rediscovered archive

Born in Milan in 1920, Mario Tedeschi graduated at the Politecnico in 1946 was a protagonist of the architecture since the second post-war years. Gio Ponti noticed his immediacy and graphic incisiveness and called him as an editor at the magazine "Domus", with which Tedeschi will collaborate from 1948 to 1965. His personal pictorial talent and his passion for art permeate sixty years of his professional activity. He worked as a painter and an anchorman for the RAI design television programs and, with the sculptor Carlo Ramous, totally embedded architecture and sculpture.



link all'articolo
rec_mag 146 da do.co,mo.mo

Prospettive di tutela per il secondo Novecento

In questo contributo ci riallacciamo al precedente articolo riprendendo il tema della tutela dell’architettura contemporanea. Più precisamente, ci occupiamo dell’interesse culturale attribuibile a un’architettura, anche recente, per i suoi legami con alcuni aspetti salienti della cultura dell’epoca. Legami che prescindono dal riconoscimento delle qualità intrinseche dell’opera, spesso uniche e irripetibili, dal suo autore e dal tempo trascorso dalla sua realizzazione. La relativa norma del Codice, in base all’art. 10, comma 3, lett. d), è utilizzata in modo episodico e spesso improprio. Questo contributo illustra in sintesi le prospettive che un uso più pertinente e differentemente inteso di tale norma potrebbe aprire ad una azione di tutela più dinamica e strettamente collegata alla critica storiografica.

rec_mag 146

Conservation prospects for the late XX Architecture

This paper refers to the previous one regarding the theme of contemporary architecture. We will be focusing on the cultural interest that we can also attribute to recent architecture, due to its ties with some cultural aspects of its time. These links are regardless not only to intrinsic and unique architecture values, but also to its author and to the date of its construction. The relative rule into the national law, in the third paragraph, d), of article 10, is often used occasionally and improperly. This paper in brief describes the prospects to use this rule in a different way to carry out a more dinamic protection-action, which is also tightly tied to storiography.



link all'articolo
rec_mag 145 da do.co,mo.mo

La tutela del patrimonio

architettonico italiano del Novecento

L’architettura del Novecento soffre in Italia di una sorta di isolamento rispetto a quella dei secoli precedenti. La ridotta considerazione dei suoi valori si rivela in tutte le circostanze che comportano interventi di adeguamento, ristrutturazione edilizia o urbanistica. In Italia l’applicazione della normativa di tutela è condizionata al trascorrere di settant’anni dalla realizzazione delle opere, sia di proprietà pubblica, sia di proprietà privata.
Nel contempo, dal 2002 il MIBACT promuove il censimento delle architetture del secondo Novecento in base a criteri che esulano dall’aspetto temporale. Con l’ausilio di alcuni esempi, ci si propone di illustrare le citate problematiche, con riferimento al panorama di tutela italiano e d’altre nazioni europee.

rec_mag 145

The architecture conservation

in the second period of the twentieth-century
The twentieth-century architecture is subjected to a sort of isolation compared to the former centuries. The inadequate consideration of its values are revealed in all the circumstances were adaptation, building or urban renovation works are required. In Italy the protection law states that seventy years have to pass by since the construction of the buildings, wether they are private or public properties. Meanwhile, it seems contradictory, but since 2002 the Italian Ministry of Culture has been promoting the second period of the twentieth-century architecture census which is based on unrelated to temporary perspective criteria. The situation leads to some issues that we will describe through examples regarding not only Italian but also other countries overview.


link all'articolo